La ripresa del lavoro trainata dal turismo

Scritto da   Martedì, 01 Settembre 2015 13:04 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Se sarà davvero primavera lo sapremo da ottobre in poi. Il calo della disoccupazione a luglio, al 12%, rischia di risentire di fattori stagionali. Per la Coldiretti, infatti, a beneficiare del successo della stagione turistica in Italia sono stati tutti quei profili professionali utilizzati dalle strutture vacanziere come cuochi, camerieri, addetti all'accoglienza, all'informazione, ma anche tutte le strutture economiche impegnate ad offrire prodotti e servizi, a partire da quelli agroalimentari. Si tratta di un milione di persone che lavora in questo settore.


"Siamo di fronte ad una decisa inversione di tendenza rispetto al passato - scrive l'organizzazione di agricoltori - che ha avuto un effetto diretto positivo per un milione di persone che lavorano nel turismo soprattutto durante il periodo estivo. Un 'popolo' composto per la maggioranza da donne (57 per cento) e da giovani under 40 anni (63 per cento), con una forte presenza di stranieri (24 per cento)".
Ben inteso, l'Italia deve fare delle sue bellezze naturalistiche e culturali un potente motore di sviluppo, ma è chiaro che questo settore risente molto dei cicli legati all'economia. Quello che realmente conta per rilanciare il paese è il mercato interno, che, comunque, seppur a fasi alterne, comincia a dare qualche segnale di risveglio.
Secondo l'Istat, l spesa delle famiglie sul territorio nazionale ha registrato, nel secondo trimestre, una crescita, in termini tendenziali, dello 0,8%: in particolare, gli acquisti di beni durevoli sono aumentati del 9,2%, quelli di servizi dello 0,4%, mentre quelli di beni non durevoli hanno registrato una diminuzione dello 0,3%.
Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una crescita in termini tendenziali dello 0,3%. In particolare, si registra una flessione della spesa in macchinari, attrezzature e prodotti vari e della spesa in costruzioni (rispettivamente -0,1% e -1,9%) e un'espansione di quella in mezzi di trasporto (+23%).
Attenzione però alle clausole di salvaguardia. Secondo l'Unione Nazionale Consumatori, se scattassero tutti i 16,8 miliardi di clausole di salvaguardia legate agli aumenti di Iva e accise, si arriverebbe, a regime, ad una stangata pari, in media, a 683 euro a famiglia".

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