Il mercato del credito riparte, ma ancora non è primavera

Scritto da   Martedì, 08 Settembre 2015 14:22 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il mercato del credito dà qualche segnale di ripresa, anche se è ancora troppo presto per dire se la crisi dei finanziamenti è alle spalle. Rallenta infatti il calo dei prestiti bancari a luglio. Secondo Bankitalia i finanziamenti al settore privato hanno registrato una contrazione su base annua dello 0,6% contro il -1,0% di giugno. I prestiti alle famiglie sono cresciuti dello 0,3% sui dodici mesi (0,1% nel mese precedente); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, dell'1,1% (-1,6% a giugno).


Che si registrino sintomi di una lieve ripartenza lo dimostra il fatto che i tassi d'interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui finanziamenti erogati nel mese alle famiglie per l'acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,02 per cento (3,01 nel mese precedente); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all'8,13 per cento, come a giugno.
Il mercato del mattone potrebbe avere anche un nuovo aiuto dalla conferma del bonus per le ristrutturazioni e per il risparmio energetico in scadenza a dicembre. Per il sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta "si tratta di una misura molto concreta che le famiglie hanno sentito e che ha generato 27 miliardi di volume d'affari negli ultimi anni. Oltre alle tre cose di base, dobbiamo ragionare anche a 4-5 cose che hanno un impatto meno drammatico per le coperture, ma positivo".
E anche l'abolizione di Tasi e Imu potrebbe risultare decisiva. Confedilizia afferma che "l'Italia ha bisogno di uno choc fiscale e Renzi l'ha capito. Togliere le tasse col bilancino del farmacista non serve a niente, come la storia del fiscalismo anche nostro, e dei nostri giorni, dimostra". Per il presidente del centro studi dell'organizzazione Corrado Sforza Fogliani "sull'immobiliare nel suo complesso, e per gli affitti in particolare, deve balzare evidente l'inversione di tendenza. Se netta, i consumi riprenderanno. La statistica, e gli studi che l'Ue ed i maxieconomisti fanno finta di ignorare lo dimostrano. L'immobiliare è fatto dalle sensazioni di milioni di uomini e donne che lavorano e risparmiano (in Italia, l'80% della popolazione), che non hanno tempo o possibilità di studiare diagrammi, ma solo di cogliere messaggi chiari. La rinascita è come nel secondo dopoguerra, una questione di fiducia, fiducia si' o fiducia no".

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