Nelle campagne italiane oltre 320 mila braccianti immigrati

Scritto da   Giovedì, 10 Settembre 2015 12:48 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)

Almeno un bracciante su tre è immigrato, ed è a rischio caporalato. Sono infatti 320.243 gli immigrati che lavorano nei campi italiani, pari al 35,2% dei 909.528 braccianti agricoli complessivi, di cui 589.285 (64,8%) sono italiani. Lo afferma l'osservatorio Uila-Uil sugli elenchi anagrafici Inps 2014 sulla base dei quali sono state  analizzate le giornate lavorate dai braccianti, la provenienza e la  presenza regionale dei lavoratori italiani e stranieri in agricoltura.

La presenza  maggiore si concentra al Nord, dove raggiungono quota 253.613, il  57,7% della forza lavoro settentrionale. I più numerosi sono i rumeni (114.856). Seguono albanesi (23.889), polacchi (18.947), bulgari (12.383) e macedoni (9.766)  Ed ancora: marocchini (25.721) e indiani (24.519). Dato curioso che tra le prime dieci nazionalità ci siano i tedeschi con 6.437 braccianti e 3.586  svizzeri. Probabilmente si tratta si imprenditori-braccianti che si sono concentrati in produzioni di qualità. Gli immigrati lavorano prima di tutto in Puglia (più di 40 mila), ma Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto ne occupano più di 100mila.

Intanto il governo pensa a come intervenire per contrastare il caporalato. Le novità normative saranno presentate in forma di emendamenti al disegno di legge sulle misure di prevenzione attualmente all'esame in commissione alla Camera. Le misure rendono obbligatoria la confisca del prodotto o del profitto del reato, oltre che delle cose utilizzate per la sua realizzazione.

In caso di condanna, il giudice ordinerà sempre la confisca, ad esempio, dei mezzi utilizzati per accompagnare i lavoratori sul luogo di lavoro, gli immobili destinati ad accoglierli per la notte, come pure delle cose che ne costituiscono il prodotto o il profitto. Si eseguirà inoltre la confisca su altri beni di cui il condannato abbia la disponibilità nel caso in cui non sia possibile attuare quella diretta. Il delitto di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, poi, si aggiungerà all'elenco dei reati per i quali si può operare la confisca estesa e si programma infine di inserire il reato di caporalato nell'elenco di quelli per cui si debba riconoscere alla vittima il diritto all'indennizzo a carico dello Stato.

Letto 751 volte

Informazioni aggiuntive