Dal mercato del libro segni di (debole) ripresa

Scritto da   Mercoledì, 14 Ottobre 2015 14:18 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Sono oramai decenni che la cultura in Italia “non tira”, ma almeno la caduta di domanda di libri sembra essersi arrestata. Il mercato del libro, nel 2015  infatti, ha fatto registrare dei miglioramenti anche se la crisi non è del  tutto superata. Dunque, i primi otto mesi di quest'anno hanno messo a segno un -1,9% di fatturato nei canali rivolti al lettore (librerie, librerie online e grande distribuzione) e un -4,6% a copie vendute.

L’analisi arriva dal 'Rapporto sullo stato dell'editoria in Italia 2015' curato  dall'Ufficio studi dell'Aie, l'Associazione Italiana Editori.
I dati rilevano che il 2015 è ancora un anno di 'grande  trasformazione' per il mercato del libro. Si intravede, nel 2014,qualche segno più: cresce il segmento dell'editoria per ragazzi sia  per i titoli prodotti (+5,9%) che per la quota di mercato (+5,7%) e  cresce anche il mercato dell'ebook, sia per fatturato (che raggiunge  quota 40,5 milioni di euro) che per numero di titoli prodotti  (+26,7%).

Buone notizie arrivano dall’estero: la vendita di diritti di autori italiani all'estero registra un +6,8% nel numero di titoli  trattati e l'export di libri italiani all'estero segna un fatturato di 40milioni di euro (+2,6% sul 2013).
E segnali di un’inversione di tendenza arrivano dall’editoria elettronica, seppure in Italia rimanga sempre una Cenerentola rispetto agli altri Paesei Ue. Nel 2014 i lettori di ebook sono 5 milioni, l'8,7% del totale, nel 2011 erano 1,1 milioni. Cresce anche la produzione di ebook: +26,7% i titoli digitalizzati. Certo, i dati del mercato sono ancora ridotti: 3,4% dei canali trade.
Molto passa per le librerie indipendenti. Secondo i dati di una  ricerca Nielsen-Bookscan il 2015 (nel periodo che va dal 28/12/2014 al 21/03/2015)  sta vedendo le realtà indipendenti crescere del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In ascesa anche l’e-commerce (. Segno meno, invece, per le librerie di catena (-1.6%) e, soprattutto, per la “grande distribuzione”: la Gdo perde infatti il 13.2% rispetto al primo trimestre 2014.

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