Italiani sempre più fiduciosi, per Acri il 2015 è l’anno della svolta

Scritto da   Martedì, 27 Ottobre 2015 15:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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La crisi sembra davvero alle spalle. L'indagine Acri-Ipsos, presentata in occasione della Giornata Mondiale del risparmio, segna una chiara discontinuità rispetto agli ultimi anni. Le famiglie colpite direttamente dalla crisi sono ancora molte - 1 su 4 (il 25% contro il 27% del 2014 e il 30% del 2013) - ma il numero di soddisfatti rispetto alla propria situazione economica (il 55% della popolazione), per la prima volta dopo quattro anni, supera quello degli insoddisfatti: di ben 10 punti percentuali.

Tutte le aree del Paese denotano un miglioramento, ma questo è particolarmente visibile nel Nord Ovest, dove sono soddisfatte 2 persone su 3 (67% di soddisfatti, +9 punti percentuali rispetto al 2014). Al contempo si riduce il numero di coloro che denunciano un peggioramento del proprio tenore di vita. Nel 2015 sono il 18%, contro il 23% del 2014, il 26% del 2013 e del 2012. Anche in questo caso il dato migliora particolarmente nel Nord Ovest, dove chi vede un peggioramento passa dal 20% al 13%, ma pure nel Sud, ove il dato si riduce dal 28% al 22%.

Ed altro fattore cruciale è la ripresa del mercato del mattone. Risale la fiducia nel mattone. Nel 2006, la percentuale di coloro che vedevano nel mattone l'investimento ideale era il 70%, scesa progressivamente fino al 24% del 2014; nel 2015 essa risale di ben 5 punti percentuali, raggiungendo il valore del 29%.
Riguardo  all’Europa,  il  percepito  dei  nostri  concittadini  è  tinto  di  chiaroscuri. Per  quanto  riguarda  le  prospettive  economiche  future  continua  a  prevalere  l’ottimismo,  anche  se  i  dati  si  dimostrano abbastanza statici: il saldo è positivo di 8 punti percentuali per i fiduciosi, attestati al  32%. Ma dal punto di vista politico, anche se nel 2015 coloro che hanno fiducia nell’Unione  Europea  (il  51%)  rimangono  maggioritari,  si  registra  un  49%  di  italiani che  non  hanno  fiducia; inoltre quelli che hanno una bassa fiducia (il 24%) sono molti di più di coloro che hanno  grande fiducia (il 15%) e dal 2009 a oggi coloro che hanno fiducia sono arretrati di ben 18 punti  percentuali.
Riguardo all’Euro la soddisfazione è molto bassa: quasi 3 italiani su 4 ne sono insoddisfatti (il 71%,  dato  in  leggero  calo  rispetto  al  74%  del  2014),  anche  se  la  maggior  parte  degli  italiani  è convinta  della  sua  utilità  nel  lungo  periodo.  Ma  in  ogni  caso,  l’Europa  viene  assolta  dalla responsabilità  della  crisi  italiana:  solo il  4%  dei cittadini  imputa ogni responsabilità  all’Europa e ben il 48% ritiene che la situazione attuale sia causata dal malgoverno del Paese negli ultimi anni e
dalle  mancate  riforme.  Dunque, gli italiani,  seppur  delusi,  ritengono  che  in  questa  situazione l’Unione Europea sia soprattutto un importante e indispensabile aiuto in un momento di crisi (55%), anche se non sono pochi coloro che la ritengono un ulteriore aggravio che rende ancor più complesso il superamento della crisi (45%).

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