L’Inps: aggredire vitalizi e pensioni d’oro per combattere la povertà

Scritto da   Giovedì, 05 Novembre 2015 15:03 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Contro la povertà che colpisce gli over55 interviene l’Inps. Per l’istituto, "tra i potenziali perdenti anche circa 250.000 percettori di pensioni elevate", a cui si aggiungerebbero, sottolinea l’organismo guidato da Tito Boeri, "più di 4.000 percettori di vitalizi per cariche elettive".


Sui vitalizi, poi, l’Inps è particolarmente preciso e afferma che serve "procedere a un vero e proprio ricalcolo delle pensioni secondo il metodo contributivo oggi applicato a tutti i nuovi lavoratori". Dunque, "ai titolari di vitalizi elevati viene chiesto di convergere al trattamento che avrebbero avuto applicando le regole del sistema contributivo ai versamenti per i loro vitalizi".


L’Inps ha messo a punto un vero pacchetto, "Non per cassa ma per equità” che prevede l'istituzione di inclusione attiva per gli ultra 55enni; il riordino delle prestazioni assistenziali per gli ultra 65enni; la modifica del regime delle prestazioni assistenziali alle pensioni in regime internazionale; l'aggiustamento attuariale dei trattamenti pensionistici elevati e il ricalcolo dei vitalizi; l'uscita flessibile; l'unificazione gratuita delle pensioni maturate in regimi diversi; nuove opportunità di versare contributi per il lavoratore e il suo datore di lavoro; l'armonizzazione delle regole dei dirigenti sindacali con quelle degli altri lavoratori nel pubblico impiego.
Più volte lo squilibrio del nostro sistema assistenziale, secondo alcuni favorevole a chi è andato in pensione e invece avaro nei confronti dei giovani, è stato messo sul banco degli accusati. Per il direttore della Fondazione Zancan, che si occupa di ricerca sociale, Tiziano Vecchiato “noi abbiamo dato, perché la legislazione così è stata impostata negli ultimi decenni, molto di più all’ultima fase della vita, quindi agli anziani, e abbiamo dato invece molto meno alle famiglie con figli e alla prima fase della vita. E c’è stato, infatti, un tasso di impoverimento per quanto riguarda i bambini, i ragazzi, di un 10%, cioè più del doppio dell’impoverimento degli anziani”.
 
Il governo ha previsto nella Legge di stabilità un fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con uno stanziamento da 600 milioni di euro per il 2016 e un miliardo per il 2017. Va considerato che la spesa assistenziale vale non meno di 50 miliardi. E allora, se vogliamo davvero combattere l’esclusione e la povertà, dobbiamo rivedere tutto il nostro sistema degli ammortizzatori sociale. D’altronde, un reddito d’inserimento viene a costare almeno 8 miliardi.

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