Diminuiscono i matrimoni in Italia, colpa anche della crisi

Scritto da   Giovedì, 12 Novembre 2015 15:19 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Anche la crisi ha influito nel calo dei matrimoni in Italia. Il 2015 potrebbe portare a una ripresa ma molto dipenderà dalle politiche familiari. L'Istat ci dice che gli italiani si sposano meno, lo fanno soprattutto civilmente e il matrimonio dura in media 16 anni, l'eta' della separazione si aggira a 47 anni per gli uomini e 44 per le donne.


Nel 2014 sono stati celebrati 189.765 matrimoni circa 4.300 in meno rispetto all'anno precedente. Al primo matrimonio si arriva sempre più maturi: gli sposi hanno in media 34 anni e le spose 31. Al nord e al centro i matrimoni civili superano quelli religiosi. La separazione arriva in media dopo 16 anni ma in caso di matrimoni recenti la durata diminuisce fino a 10 anni. In crescita le separazioni con uno dei due coniugi ultrasessantenne.
Le politiche del credito sono fondamentali, per dare più certezze soprattutto alle giovani coppie. È qualcosa si sta muovendo Ottobre ha fatto segnare una crescita della domanda di mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane pari al +42,5% rispetto allo stesso mese del 2014. È quanto emerge dall'ultimo aggiornamento del Barometro Crif. In termini aggregati, nei primi 10 mesi dell'anno in corso il numero di richieste di mutui ha segnato una crescita del +56,7% rispetto al pari periodo del 2014.


Crif riporta anche il dato relativo all'importo medio dei mutui richiesti che, nei primi 10 mesi dell'anno, è stato pari a 122.293 euro, in calo del -1,5% rispetto al pari periodo dello scorso anno (quando l'importo medio era pari a 124.169 euro) e del -11,7% rispetto al 2008, quando la crisi economica non si era ancora manifestata. Si consolida inoltre il trend relativo alla durata dei mutui richiesti, con la classe compresa tra i 15 e i 20 anni che risulta essere la preferita dagli italiani, con una quota pari al 24,2% del totale, seguita da quella compresa tra i 25 e i 30 anni con una quota pari al 21,3%.
E anche per quanto riporta i prestiti, cominciano ad esserci segnali di vitalità. Si rafforza soprattutto la crescita dei prestiti alle famiglie. Secondo la rilevazione di Bankitalia a settembre i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, hanno registrato una contrazione su base annua dello 0,5 per cento, come nel mese precedente. I prestiti alle famiglie sono cresciuti dello 0,4 per cento sui dodici mesi (0,3 per cento ad agosto); quelli alle società non finanziarie sono diminuiti, sempre su base annua, dello 0,9 per cento (-0,8 per cento ad agosto).

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