Caporalato, il governo stringe sui controlli

Scritto da   Lunedì, 28 Dicembre 2015 17:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il governo punta a una lotta al caporalato a tutto tondo nel disegno di legge presentato dal governo che andrà ora in Senato, alla ripresa dei lavori. Per il ministro all’Agricoltura Maurizio Martina, che oggi ha fatto il punto col suo collega al Lavoro Giuliano Poletti, "non si tratta solo di un inasprimento delle pene ma di un cambiamento della natura delle stesse". A novembre l’esecutivo ha presentato in consiglio dei ministri un ddl.


Per i caporali "non solo mera sanzione reclusiva, ma si interviene - ha detto Orlando - con strumenti di carattere patrimoniale, dal sequestro alla confisca anche del patrimonio accumulato con attività illecite. Credo sia importante che di questa gamma di strumenti si possa disporre e che possono avere più forza della detenzione". Inoltre, ha continuato il ministro Orlando, "è importante anche la tutela delle vittime del caporalato dopo l'intervento repressivo. E non solo per equità ma anche per creare collaborazione con chi è stato sfruttato. E il fatto che tre ministri, le associazioni e le imprese siano qui è segno - ha concluso Orlando - di una volontà politica chiara, non marginale, e anche di carattere strategico. Ed è importante che se ne parli oggi lontano dalla stagione di raccolta e da fatti di cronaca".

Per Poletti il provvedimento "passa attraverso la nuova legge ma anche col rafforzamento dei controlli. Lavoreremo insieme con l'Inps e l'Ispettorato del Lavoro - spiega il ministro - come già fatto l'estate scorsa quando abbiamo trovato il 50% dei lavoratori stagionali in irregolarità".

Il caporalato si concentra soprattutto in agricoltura e su questo punto la Coldiretti è chiara: "L'introduzione del principio di corresponsabilità dal campo allo scaffale è una importante novità positiva nella lotta al caporalato che si alimenta dalle distorsioni lungo la filiera, dalle distribuzione all'industria per arrivare a sottopagare i prodotti nelle campagne – dice il presidente Roberto Moncalvo - Abbiamo iniziato un percorso per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali – ha sottolineato - ci sia una storia di qualità che riguarda l'ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore. E questo non è possibile se i pomodori nei campi sono sottopagati a 8 centesimi al chilo e le arance ancora di meno. Occorre combattere senza tregua il becero sfruttamento che colpisce spesso la componente più debole dei lavoratori agricoli, con pene severe e rigorosi controlli”.

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