Earth Day Italia lavora per le nuove generazioni

Scritto da   Domenica, 01 Maggio 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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In chiusura dei quattro giorni del "Villaggio per la Terra 2016", organizzato a Roma da Earth Day Italia e Movimento dei Focolari, onorato il 24 aprile dalla visita a sorpresa di Papa Francesco, il presidente della onlus Pierluigi Sassi, analizza i significati di questa manifestazione e prefigura gli impegni futuri della sua associazione.

Presidente, tracci un bilancio del Villaggio per la Terra - Earth Day 2016.
Eravamo orgogliosi di avere la ratifica dell'Accordo sul clima di Parigi prevista proprio per il giorno dell'Earth Day, quindi sentivamo anche la responsabilità di dover coinvolgere e sensibilizzare l'opinione pubblica a questo importante impegno, che ci deve vedere tutti uniti per costruire un pianeta sostenibile. Credo che, mai come quest'anno, abbiamo saputo diffondere e divulgare un messaggio compatto, forte, e spero anche convincente su questa urgenza. E' stata una quattro giorni di eventi straordinari: abbiamo avuto l'onore di avere tra noi anche il Santo Padre, quindi l'evento è cresciuto tantissimo.

Da ricordare anche la piantumazione di alberi a Villa Borghese: un momento emozionante che ha anche un valore ambientale.
All'apertura del Villaggio abbiamo voluto dedicare una giornata, proprio l'Earth Day, alle nuove generazioni; nello spirito di consegnare loro un terra migliore di quella che abbiamo trovato e non peggiore come sta accadendo. Credo che mettere al centro le nuove generazioni abbia avuto un significato fortissimo. Non potevamo farlo senza ricordare le tredici ragazze scomparse in Spagna esattamente un mese prima del nostro evento. Abbiamo deciso di fare quest'opera di piantumazione di tredici alberi di leccio in ricordo di queste tredici vittime. E' stato un momento molto toccante: i familiari, che abbiamo avuto la soddisfazione di avere tra di noi, ci hanno riconosciuto una delicatezza nell'approccio che ci ha dato grande conforto.

Dal punto di vista della green economy sono da sottolineare il convegno "Il Territorio come Destino" organizzato dalla CIA Confederazione Italiana Agricoltori e la presenza al Villaggio di RICREA, il consorzio che si occupa del riciclo dell'acciaio.
Questa è una strada che stiamo intraprendendo con una certa determinazione e siamo convinti che, oltre ad accompagnare una maggiore consapevolezza da parte dell'opinione pubblica, dobbiamo fare uno sforzo in più per coinvolgere e contaminare il mondo della produzione: è li che si gioca la partita delle emissioni. Abbiamo quindi inaugurato un ciclo di workshop dal titolo "Innovation for Earth" che fanno parte della nostra piattaforma Forum Terra-Italia. Il primo è stato sull'agricoltura sostenibile con gli agricoltori della CIA. Devo dire che è stato un momento di alto profilo, in cui si è ragionato su tutti gli aspetti che abbracciano questo tema, con interventi dell'assessore all'agricoltura della Regione Lazio, dell'ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio, ndr.) e di rappresentanti degli agricoltori italiani che hanno contribuito con importanti case history. In particolare Earth Day Italia ha voluto parlare del Caseificio Bompietro, nel Parco delle Madonie (Palermo, ndr.) che ha saputo portare davvero innovazione nel rispetto delle peculiarità di un ecosistema delicato come quello della montagna. Su questo filone noi siamo inseriti da anni con la Mountain Partnership della FAO, e questa era la nostra testimonianza: perché conservare le piccole economie della montagna equivale a conservare e mantenere in vita quelle piccole comunità che poi sono custodi degli ecosistemi più fragili del pianeta.

Che momento è stato quello della visita del Papa al Villaggio per la Terra? Qual è stato il significato profondo di questo evento?
Noi cominciammo questa "avventura" di aggregare intorno al messaggio di papa Francesco quante più organizzazioni possibili in novembre, alla vigilia della COP21, quando organizzammo una marcia dal Colosseo fino a piazza San Pietro, dove il Papa ci salutò nell'Angelus nella domenica del Ringraziamento: 130 organizzazioni vennero con noi. Aver avuto queste associazioni come parte di un villaggio vivissimo e partecipatissimo, vedere la COP21 firmata, e poi vedere Ban Ki-moon che indica proprio il giorno dell'Earth Day per la ratifica, significava tantissimo per noi. Chiaramente, in quel contesto, ritrovarsi anche la voce che avevamo voluto sostenere, la sua partecipazione, ci ha fatto veramente pensare a un segno; significa che la strada che abbiamo intrapreso è giusta: una risposta che abbiamo costruito anche insieme al Movimento dei Focolari e a tante organizzazioni che sono con noi dall'inizio.

Quali sono i prossimi appuntamenti di Earth Day Italia?
Il nostro impegno è sicuramente verso le nuove generazioni. Questa è la strada che abbiamo voluto indicare con forza in questa quattro giorni. Avremo dei momenti molto significativi in continuità con queste celebrazioni: come ogni anno chiuderemo non subito dopo l'Earth Day ma il 5 giugno, con la Giornata Mondiale dell'Ambiente. Il 21 maggio avremo un evento in Vaticano sul tema della bellezza: la custodia del patrimonio artistico, culturale, e del decoro delle nostre città. Poi a giugno ci sarà un workshop sul tema delle telecomunicazioni, sempre del ciclo "Innovation for Earth". Da giugno cominceremo a lavorare su programmi educativi per le nuove generazioni.

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