47° Earth Day. Dalla festa per la Terra alla preoccupazione per la politica di Trump In evidenza

Scritto da   Domenica, 26 Marzo 2017 16:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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47° Earth Day. Dalla festa per la Terra alla preoccupazione per la politica di Trump

In occasione dell’Earth Day, a Roma dal 21 al 25 aprile aprirà il Villaggio per la Terra con cinque giorni di iniziative dedicate alla tutela del creato.

Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, associazione organizzatrice della manifestazione, ne ha parlato intervenendo su A Conti Fatti.

Si celebrerà la 47ma edizione dell’Earth Day. come è cresciuta nel tempo questa manifestazione?
La sensibilizzazione ambientale, di cui l’Earth Day è forse la manifestazione più robusta a livello mondiale perché mobilita circa un miliardo di persone, è cambiata moltissimo dagli anni Settanta ad oggi.
Prima il problema era circoscritto a poche persone consapevoli dell’importanza della salvaguardia del pianeta, oggi è invece sotto gli occhi di tutti, esistono milioni di profughi ambientali e tutti, anche i paesi ricchi, subiscono le conseguenze di cambiamenti climatici ed eventi estremi. Di conseguenza il movimento è volto oggi più a sradicare quell’economia brown, lineare e non circolare, che produce scarti e sfrutta in maniera iniqua le risorse del pianeta per convertirla attraverso nuovi stili di vita più sostenibili.
Va detto però che l’Earth Day è un momento di festa in cui si celebra la bellezza della natura e in cui si cerca di trasmettere alle famiglie, ai bambini il piacere di vivere una natura sana e bella; è un momento in cui divertirsi, ma quelli di fondo sono temi importanti da cui dipende il futuro dell’umanità.

 

Lo scorso anno, proprio in occasione dell’Earth Day, l’allora Segretario della nazioni Unite Ban Ki Moon invito i governi a sottoscrivere l’accordo globale sul clima raggiunto durante Parigi COP21. Un anno dopo cosa è cambiato?
E’ cambiato moltissimo. Lo scorso anno marciammo per sostenere la voce di Papa Francesco, l’unica che nel consesso di Parigi difendeva l’uomo e non un’economia e tutte le organizzazioni che marciarono con noi le ritrovammo al Villaggio per la Terra quando ci collegammo in diretta con il palazzo di vetro di New York per la ratifica di questo storico accordo.

Sembrava di aver raggiunto il momento dal quale ripartire per costruire uno sviluppo sostenibile per l’umanità intera, come indicavano anche gli obiettivi di sviluppo del millennio e la lunga ricerca di 23 anni da parte di 193 paesi per trovare un accordo condiviso sul clima.
Oggi tutto questo sembra vanificato da una pericolosissima politica dell’amministrazione Trump che disinveste miliardi dalla questione ambientale, negandone addirittura i fondamenti scientifici, per investirli in armi.
Queste decisioni ci lasciano un po’ tutti sotto shock e rischiano di compromettere il lavoro di decenni. Noi di Earth Day a livello internazionale abbiamo deciso di reagire marciando per la scienza per ribadire l’importanza degli elementi scientifici su cui si basa la teoria dei cambiamenti climatici e difendere i rapporti dell’IPCC, l’organismo scientifico che coinvolge i massimi esperti in materia di cambiamento climatico, che ci dicono che il cambiamento climatico esiste, che la sua causa è nell’inquinamento prodotto dall’uomo e che si rischia di raggiungere presto un punto di irreversibilità.

Temi importanti che nella manifestazione italiana cercherete di declinare in un linguaggio alla portata di tutti.
Certo, sarà una grandissima festa. Parleremo di questioni legate all’economia, ma offriremo la possibilità di vivere attraverso la musica, lo sport, i laboratori, i divertimenti la sensazione di come il pianeta debba essere salvaguardato per la felicità dell’uomo e non per l’economa di pochi fortunati

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