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G7 - Galletti: uscita USA da accordo sul clima non cambia i programmi In evidenza

Scritto da   Domenica, 11 Giugno 2017 16:03 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font
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Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti

È in corso a Bologna il G7 ambiente. Tra i punti principali sul tavolo dei grandi della terra gli avanzamenti dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e la definizione dell'Agenda 2030 relativa allo sviluppo sostenibile, due documenti delle Nazioni Unite che impongono ai governi un netto cambio di prospettiva nella programmazione della loro crescita economica e uno sforzo maggiore che unisca progresso, equità e tutela del pianeta.  

A rappresentare l’Italia il Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti che interviene su “A Conti Fatti”.

 

Come parte il G7 Ambiente ora che l'amministrazione americana che si è chiamata fuori dagli accordi di Parigi?
È sicuramente un G7 difficile, un G7 con incognite, ma anche di grande speranza.
Gli Stati Uniti hanno annunciato con molta trasparenza il ritiro dagli accordi di Parigi, ma questo non vuol dire, spero, che manchi completamente la disponibilità a portare avanti politiche ambientali anche al di fuori di quell'accordo.
Lo dico con molta forza e molta determinazione: per quanto riguarda l'Italia, i paesi europei e devo dire per quanto riguarda gran parte dei paesi del mondo l'impegno di Parigi resta valido perché l'impegno è performante dal punto di vista della tutela dell'ambiente, questo è chiaro, ma conviene anche all'economia. Oggi le politiche ambientali sono convenienti per chi le segue, non sono più un vincolo, ma un'opportunità economica; la competitività delle imprese ei prossimi anni si misurerà anche sulla capacità di fare politica ambientale, di fare economia circolare, quella che consuma meno risorse, che produce meno rifiuti, che inquina meno e io credo che questo spingerà anche parte delle aziende americane a seguire l'accordo di Parigi.

 

Con l'uscita dagli accordi di Parigi gli Stati Uniti escono anche dal Green climate fund.
Il tema che affrontiamo qui a Bologna è proprio questo. Il Papa nella sua Enciclica ci ha parlato di un debito ecologico dei paesi occidentali, più industrializzati, verso i paesi in via di sviluppo. Abbiamo accolto l'invito del Papa e abbiamo invitato al G7 Ambiente anche alcuni ministri dei paesi africani perché vogliamo lanciare un grande piano, una sorta di piano Marshall nei confronti degli stati africani che sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi fissati dagli accordi di Parigi, ma anche per la formazione di un principio etico morale che è quello per cui in ambiente o si vince tutti insieme o si perde tutti insieme. Io credo che anche gli americani su questo dovranno riflettere, ma, ripeto, in ogni caso il nostro impegno non mancherà.

 

È stata consegnata a voi ministri la Carta dei Valori e delle Azioni, frutto della “Tavola del Dialogo di Bologna” che ha visto le principali religioni del mondo sedersi attorno a un tavolo e confrontarsi sul tema dell’ambiente. Può essere proprio l’ambiente la causa comune per superare tutte le differenze?

Il Papa nella sua Enciclica ci dice che il degrado ambientale è strettamente collegato al degrado umano, ci parla di ecologia integrale, non possiamo immaginare l’ambiente solo come protezione del proprio giardino.
Parlare di ambiente vuol dire parlare di diseguaglianze fra i popoli, di fame nel mondo, di spreco alimentare, di esportazione di tecnologie, di economia. Vuol dire in sostanza parlare di tutti i settori che riguardano l'ambito umano; abbiamo colto questa sfida e abbiamo promosso questo dialogo ritenendo indispensabile che le religioni, insieme, affrontassero questo tema. Penso che questa carta sia uno dei frutti più belli di questo G7.

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti
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