L'UE sanziona il Myanmar per le persecuzioni ai musulmani

Scritto da   Venerdì, 27 Ottobre 2017 10:15 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: Pixabay.com
La situazione dei rohingya sta precipitando giorno dopo giorno, da quando il 25 agosto scorso le Nazioni Unite avevano lanciato l'allarme utiliazzando una terminologia ben precisa: "pulizia etnica" per raccontare i pesanti comportamenti attuati dall'esercito del Myanmar (dove la principale religione in è quella buddhista) nei confronti della minoranza musulmana. Secondo l'Onu, infatti, da agosto ad oggi più di 600 mila persone di etnia rohingya sono fuggite dal Myanmar e sono entrate in Bangladesh, a causa degli scontri tra ribelli rohingya e forze di sicurezza birmane.
Le violenze si sono verificate nello stato birmano del Rakhine, che confina con il Bangladesh e nel quale vivono gli appartenenti alla minoranza musulmana. Lo stesso organo dell'Onu che si occupa di monitorare gli arrivi al confine con il Bangladesh ha stimato ci siano stati 14 mila nuovi arrivi soltanto nell'ultima settimana.
 
Alla luce "dell'uso sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza" del Myanmar nello stato di Rakhine, il Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea  ha deciso di rivedere tutta la cooperazione pratica in materia di difesa con le autorità del paese del sudest asiatico. Questo è quanto emerge dalla riunione di Lussemburgo dove, tra le novità, c'è anche la sospensione degli inviti a visitare l'UE al comandante in capo delle forze armate di Naypyidaw e ad altri alti ufficiali. Se la situazione non dovesse migliorare, Bruxelles è pronta a misure addizionali. L'Unione ha poi sollecitato il Myanmar a intavolare un dialogo con il Bangladesh, che ha accolto molti rohingya, per trovare soluzioni condivise per il rimpatrio dei rifugiati nei loro luoghi di origine. E' bene ricordare, come scrive l'Osservatore Romano, che nelle ultime settimane sul suolo bengalese sono entrate oltre 520 mila persone provenienti dal Myanmar. Scappano dalle violenze perpetrate dalle parti in conflitto. Tra di loro, non solo musulmani, ma anche tanti indù. Il governo bengalese, dopo aver aperto le frontiere, ha però sottolineato che gli sfollati resteranno nel paese solo fino al termine dell'emergenza, e in seguito dovranno fare ritorno ai luoghi d'origine.
 
Misure punitive contro l'esercito del Myanmar, colpevole di perpetrare violenze contro i rohingya, sono state annunciate anche dagli Stati Uniti. Una posizione di condanna durissima arrivata per bocca della portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert: "Esprimiamo la nostra più profonda preoccupazione per i recenti eventi, per le violenze e gli abusi drammatici che i rohingya e altre comunità hanno subito". 
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