Da venerdì, vertice mondiale per il disarmo nucleare in Vaticano

Scritto da   Martedì, 07 Novembre 2017 11:56 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Nella foto: San Pietro, Vaticano; © carlo75/pixabay
Venerdì e sabato 10 e 11 novembre Roma ospiterà un vertice mondiale per il disarmo nucleare, al quale parteciperanno i vertici dell'ONU, quelli della NATO e undici premi Nobel per la pace. L'appuntamento è organizzato dal Dicastero Vaticano per la Promozione Umana Integrale e sono previsti diversi interventi tra cui quello, attesissimo, di papa Francesco; quello del segretario generale dell'Onu e dell'alto rappresentante per gli affari esteri dell'UE. 
"Non una mediazione" tra Usa e Corea del Nord, ma "un convegno di alto livello", ha spiegato il direttore della sala stampa vaticana Greg Burke, avvertendo che "è falso" chiamare il summit mediazione. "Il Santo Padre - ha aggiunto Burke - lavora con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, come lui stesso ha ribadito lo scorso mese di marzo in un messaggio indirizzato alla Conferenza dell'Onu riunita a tale scopo". Proprio per questo ci si aspetta una presa di posizione forte da parte di papa Francesco volta a fermare "l'escalation nucleare". 
Il Papa infatti, scrive il quotidiano La Repubblica citando chi sta preparando la conferenza, intende "richiamare l'attenzione sul nucleare come strumento di morte e trovare una strada. Non potrà dunque non sottolineare che anche in casi critici come quello della Corea del Nord la soluzione non è la guerra ma il dialogo. Il tema è molto presente nella sua agenda". Il Pontefice, con tutta probabilità, metterà in guardia dalle conseguenze di un potenziale uso del nucleare in linea generale e poi inviterà gli stati ad agire in modo concreto per fermare in tempi rapidi la corsa all'atomica.
"La preparazione di questa iniziativa era iniziata ben prima che i titoli dei giornali si concentrassero sulla Corea del Nord - racconta a La Repubblica l'arcivescovo Silvano Tomasi, delegato del Papa sulle politiche del disarmo nucleare - ma è evidente che ora siamo di fronte al rischio reale di uso dell'atomica: per caso, per decisione consapevole o perché le persone che siedono nella stanza dei bottoni mancano di equilibrio mentale. Dunque, lavorare perché la sicurezza venga garantita non da armi di distruzione di massa ma dal fatto che nessuno abbia la possibilità di usarle, si è fatto più urgente".
Nella foto: San Pietro, Vaticano; © carlo75/pixabay
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