Giovannini (ASviS): da Governo positivi riferimenti a decarbonizzazione, preoccupato da flat tax. In evidenza

Scritto da   Martedì, 12 Giugno 2018 19:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Giovannini (ASviS): da Governo positivi riferimenti a decarbonizzazione, preoccupato da flat tax.

È in chiusura l'edizione 2018 del Festival dello Sviluppo Sostenibile, iniziativa coordinata da ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - per la diffusione di idee e proposte legate al raggiungimento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Per 17 giorni, dal 22 maggio al 7 giugno sono state tantissime le organizzazioni che hanno organizzato eventi su tutto il territorio nazionale: convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli per un’edizione decisamente riuscita e partecipata.

Alla vigilia della presentazione dei risultati del Festival presso l’Aula dei Gruppi alla Camera dei Deputati il portavoce ASviS, professor Enrico Giovannini, interviene su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Domani presenterà alla Camera dei Deputati i risultati del Festival dello Sviluppo Sostenibile. Che edizione è stata?
È stata un'edizione straordinaria. Abbiamo avuto 700 eventi su tutto il territorio nazionale, più del triplo di quelli dell'anno scorso e questo è un primo messaggio sia alla politica che ai media: una parte d'Italia si è già incamminata e vuole incamminarsi verso lo sviluppo sostenibile, soprattutto i giovani, basti pensare che 204 dei 700 eventi si sono tenuti nelle università organizzati dai giovani per i giovani.
Il secondo messaggio evidente è che noi possiamo fare molto, le imprese possono fare molto,ma abbiamo bisogno di politiche che cambino il modo con cui finora si sono affrontati i temi dello sviluppo sostenibile e con questo termine non mi riferisco soltanto all'ambiente, ma anche alle crescenti disuguaglianze, alla crescente povertà e a temi come gli investimenti perché l'investimento economico è un fattore cruciale per cambiare il modo di produrre.
Noi faremo tutta una serie di proposte alla politica per cambiare questo approccio, ad esempio per ridurre le disuguaglianze in materia di salute, consideri che una persona indigente nel sud ha dieci anni di speranza di vita in meno rispetto a un ricco del nord, presenteremo un decalogo che poi discuteremo con la ministra della salute.

Durante l’ultima campagna elettorale ha incontrato i rappresentanti di tutte le forze politiche per presentare e far sottoscrivere delle linee programmatiche relative all’implementazione dell’Agenda 2030. Che risposte ha avuto dai componenti dell’attuale maggioranza e di conseguenza cosa si aspetta dal nuovo Governo?
Abbiamo presentato dieci proposte che sono state sottoscritte da tutte le forze politiche eccetto Lega e Fratelli d'Italia, quindi una parte del governo, il Movimento 5 Stelle, ha sottoscritto le proposte e una parte, la Lega, no.
Nel frattempo sono accadute alcune cose. È stato creato alla Camera dei Deputati, ed era una delle nostre proposte, l'intergruppo parlamentare sullo sviluppo sostenibile. In Parlamento c'è già una proposta di legge per inserire il principio dello sviluppo sostenibile in Costituzione come già hanno fatto altri paesi. Proporremo inoltre immediatamente l'attuazione della direttiva che il presidente Gentiloni ha preso a marzo per spostare a Palazzo Chigi il coordinamento delle politiche per l'Agenda 2030 con la partecipazione di tutti i ministri, delle regioni, dei comuni.
C’è infine un'altra proposta attuabile in tempi molto brevi che è la modifica del nome del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica in Comitato Interministeriale per lo Sviluppo Sostenibile per far sì che tutti gli investimenti che verranno fatti in futuro presentino una valutazione complessiva del loro impatto in questo senso.
Sono tutte misure che non costano, poi è importante capire in pratica quali saranno le prime proposte del Governo per cambiare le politiche che contano.

Come valuta il “Contratto per il governo del cambiamento” dal punto di vista dello Sviluppo Sostenbibile?
Leggendo il contratto e ascoltando le prima dichiarazioni del Presidente del Consiglio si trovano dei riferimenti all'economia circolare, all'accelerazione della decarbonizzazione dell'Italia e ad altri aspetti che sono in particolare cari al Movimento 5 Stelle.
Ci sono però anche delle cose che vanno nella direzione opposta: sappiamo che in generale una flat tax peggiora la distribuzione del reddito a sfavore di chi è più povero e già adesso questa ripresa economica sta aumentando le disuguaglianze anzichè ridurle. Personalmente trovo anche inaccettabile immaginare una discriminazione nell'accesso ai servizi sanitari o ai servizi d'istruzione tra bambini nati in Italia e bambini immigrati senza considerare che la Corte Costituzionale ha già bocciato una legge regionale fondata su questo principio.
Vedremo i passi concreti, noi, come è giusto che sia, faremo le nostre proposte e collaboreremo con il Governo e il Parlamento; pensiamo che il fatto che 200 organizzazioni della società civile tutte insieme assumano una posizione comune sia qualcosa che il Governo non potrà ignorare.

La sensazione è che in un quadro di incertezza politica un governo con due anime al suo interno non abbia potuto far altro che programmare politiche di breve periodo, mentre manca una visione di medio-lungo periodo su queste questioni.
È vero, ma servono anche interventi di breve periodo.Lo slogan del Festival dell'anno scorso era "disegniamo il futuro, cambiamo il presente" perché, e il Festival di quest'anno lo dimostra, bisogna prendere decisioni immediate anche perché altri paesi lo stanno facendo e questo è anche un elemento di competizione economica.
C’è poi c'è il tema dell'Europa, un grande punto interrogativo che non può limitarsi a una questione di decimali o di deficit.
L'Europa nei prossimi mesi prenderà decisioni molto importanti sulle prospettive finanziarie a medio termine e dovrà presentare un progetto su come inserire in tutte le politiche europee gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Da questo punto di vista un segnale di ottimismo viene dal governo spagnolo che ha seguito l'esempio francese per in cui invece di avere un ministero dell'ambiente, c'è un ministero che ingloba ambiente, energia, trasporti e innovazione che si chiama ministero della "transizione ecologica", nome che va esattamente nella direzione dell'enciclica del Papa.
È un peccato che questa scelta non sia stata fatta in Italia, ma tutta l'Europa deve avere un approccio più integrato a questi problemi.

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