La Corte dei Conti boccia l’austerità

Scritto da   Martedì, 28 Maggio 2013 16:55 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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L'austerità ha contribuito a far peggiorare la crisi che, nel caso dell'Italia, è ‘costata’ 230 miliardi di euro. Il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino, bocciare le politiche adottate negli ultimi anni dai paesi europei.
Giampaolino sottolinea che “l'intensità delle politiche di rigore adottate dalla generalità dei Paesi europei è stata, essa stessa, una rilevante concausa dell'avvitamento verso la recessione”. E l'austerità non ha permesso di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Dunque “l'adozione di una linea severa di austerità - oggi oggetto di critiche e ripensamenti - non ha, per altro, impedito che gli obiettivi programmatici assunti all'inizio della legislatura fossero mancati”.
Secondo il presidente della Corte dei Conti, inoltre, “in Italia, nel periodo 2009-2013, la mancata crescita nominale del Pil ha superato i 230 miliardi”. Per la magistratura contabile si tratta di “un dato sintetico che fornisce un'immediata percezione delle difficoltà di gestione del bilancio pubblico mentre l'economia non cresce più”. C’è una ricetta, però: "ciò che serve all'Italia e all'Europa sono stimoli per crescere di più, non deroghe per spendere di più”.
Intanto, il ministro dell’Economia Saccomanni fa capire quanto sia difficile evitare l’aumento dell’Iva e pensa che, per la ripresa, sia meglio puntare sugli investimenti.

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