Attualità e politica

Attualità e politica (7)

In Yemen è in corso la peggiore crisi umanitaria del pianeta. L'assistenza umanitaria sta evitando una enorme catastrofe umana... ma non è abbastanza”. Questo messaggio allarmante è stato diramato congiuntamente a dicembre da diverse agenzie delle Nazioni Unite: FAO, Unicef, e World Food Programme, a dimostrazione del fatto che i conflitti non hanno solo conseguenze politiche, ma anche sociali, sanitarie, ambientali e, soprattutto, colpiscono le componenti più deboli delle popolazioni.

Lo scorso anno le Nazioni Unite hanno revisionato gli obiettivi di sviluppo del millennio sostituendoli con Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Sono 17 e spaziano dalla lotta alla povertà, alla fame, dalla pace all’uso responsabile delle risorse naturali.
La situazione del nostro Paese su questi traguardi è stata analizzata dall’ ASviS - Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile – che recentemente ha diffuso il rapporto “L’Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile”.
Enrico Giovannini, portavoce ASviS, è intervenuto sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Le statistiche registrano una lieve ripresa di occupazione e consumi, ma gli italiani sono rimasti scottati dalla crisi. Per il Censis, gli italiani cercano di risparmiare per affrontare con più tranquillità i prossimi anni: 36,4 milioni non credono che ci sarà la ripresa e il 93,9% si sente insicuro rispetto al proprio futuro.

Giovedì, 20 Settembre 2012 15:53

Nasce Aleteia, il social network cattolico

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Un social network per i ''cercatori della verita''', con l'aspirazione di diventare un ''megafono'' che rilancera' in tutto il mondo i contenuti piu' significativi prodotti dal mondo dei media cattolici e di promuovere condivisione e dialogo su questioni di fede, vita e societa': si chiama Aleteia - dalla parola greca che significa 'verita'' - ed e' stato lanciato oggi durante una conferenza stampa a Roma, dopo numerosi anni di sperimentazioni e beta.

Il “governo greco ha tempo “entro l'Eurogruppo di mercoledì” per presentare le misure con cui chiudere il gap fiscale di 325 milioni di euro. Lo ha sottolineato il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, circa le misure di austerity richieste ad Atene dalla troika europea. Sulle prospettive dell’accordo raggiunto in Grecia – ma soprattutto sullo stato della popolazione messa a dura prova dalle misure di austerità del governo di Atene – Luca Collodi ha chiesto un commento a mons. Nikolaos Foskolos, arcivescovo cattolico di Atene:

R. – Le nuove misure toccano soprattutto la classe media, i più poveri, che sono chiamati a pagare le tasse, mentre i più ricchi non sono toccati. E la gente è proprio desolata ed esasperata. Qui, ad Atene, i negozi chiudono l’uno dopo l’altro…

D. – Questi sacrifici potranno dare nuova linfa alla Grecia?

R. – Non sono tanto ottimista, perché è tutto il meccanismo del governo greco che sta male. Qui si cerca di imporre un regime al quale la Grecia non era abituata. Purtroppo, aggiungo, poiché la Grecia avrebbe dovuto essere in regola già da parecchi anni. Inostri politici non ci hanno però detto la verità e la gente, dopo anni di euforia, si vede costretta a tornare indietro di quasi mezzo secolo.

D. – La comunità ortodossa, ma soprattutto la comunità cattolica, che cosa fanno per stare accanto alla popolazione?

R. – C’è un grande sforzo da parte della Chiesa ortodossa, la quale ha aperto molti centri mensa per i poveri, perché il numero dei poveri aumenta di giorno in giorno. La Chiesa cattolica continua a dare cibo a 500 adulti e ad oltre 80 fanciulli, ma le risorse diminuiscono e non so come potremo continuare…

D. – Per tornare all’accordo tra i partiti, pensa che questa situazione possa salvare definitivamente la Grecia, oppure, come sostengono alcuni analisti, il problema della Grecia è soltanto rinviato?

R. – Non risolve la situazione. C’è tutto il meccanismo dello Stato greco che dev’essere rivisto. Mentre la Grecia fa parte dell’Unione Europea, la mentalità è un po’ diversa da quella europea.

(Fonte: Radio Vaticana)

Il “governo greco ha tempo “entro l'Eurogruppo di mercoledì” per presentare le misure con cui chiudere il gap fiscale di 325 milioni di euro.

Lo ha sottolineato il portavoce del commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, circa le misure di austerity richieste ad Atene dalla troika europea. Sulle prospettive dell’accordo raggiunto in Grecia – ma soprattutto sullo stato della popolazione messa a dura prova dalle misure di austerità del governo di Atene – Luca Collodi ha chiesto un commento a mons. Nikolaos Foskolos, arcivescovo cattolico di Atene:

R. – Le nuove misure toccano soprattutto la classe media, i più poveri, che sono chiamati a pagare le tasse, mentre i più ricchi non sono toccati. E la gente è proprio desolata ed esasperata. Qui, ad Atene, i negozi chiudono l’uno dopo l’altro…

D. – Questi sacrifici potranno dare nuova linfa alla Grecia?

R. – Non sono tanto ottimista, perché è tutto il meccanismo del governo greco che sta male. Qui si cerca di imporre un regime al quale la Grecia non era abituata. Purtroppo, aggiungo, poiché la Grecia avrebbe dovuto essere in regola già da parecchi anni. Inostri politici non ci hanno però detto la verità e la gente, dopo anni di euforia, si vede costretta a tornare indietro di quasi mezzo secolo.

D. – La comunità ortodossa, ma soprattutto la comunità cattolica, che cosa fanno per stare accanto alla popolazione?

R. – C’è un grande sforzo da parte della Chiesa ortodossa, la quale ha aperto molti centri mensa per i poveri, perché il numero dei poveri aumenta di giorno in giorno. La Chiesa cattolica continua a dare cibo a 500 adulti e ad oltre 80 fanciulli, ma le risorse diminuiscono e non so come potremo continuare…

D. – Per tornare all’accordo tra i partiti, pensa che questa situazione possa salvare definitivamente la Grecia, oppure, come sostengono alcuni analisti, il problema della Grecia è soltanto rinviato?

R. – Non risolve la situazione. C’è tutto il meccanismo dello Stato greco che dev’essere rivisto. Mentre la Grecia fa parte dell’Unione Europea, la mentalità è un po’ diversa da quella europea.

(Fonte: Radio Vaticana)

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