In Yemen è in corso la peggiore crisi umanitaria del pianeta. L'assistenza umanitaria sta evitando una enorme catastrofe umana... ma non è abbastanza”. Questo messaggio allarmante è stato diramato congiuntamente a dicembre da diverse agenzie delle Nazioni Unite: FAO, Unicef, e World Food Programme, a dimostrazione del fatto che i conflitti non hanno solo conseguenze politiche, ma anche sociali, sanitarie, ambientali e, soprattutto, colpiscono le componenti più deboli delle popolazioni.

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Anche i cambiamenti climatici contribuiscono ad accrescere le emergenze alimentari nei paesi in via di sviluppo. Annate di siccità o eventi catastrofici come inondazioni e cicloni possono mettere in ginocchio la produzione di cibo di intere regioni, lasciando gli abitanti nella cosiddetta "insicurezza alimentare". Molte popolazioni, principalmente asiatiche e africane, si trovano così a dipendere dagli aiuti internazionali oppure a migrare verso paesi dove il cibo sia più disponibile. L'Italia, come molti paesi occidentali, ha inserito la cooperazione internazionale allo sviluppo come "parte integrante e qualificante della politica estera". In particolare, nell'ambito del Ministero degli Esteri, opera la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. A Conti Fatti, nella puntata trasmessa il 5 marzo da Radio Vaticana 105.0, ha intervistato l'ambasciatore Pietro Sebastiani, Direttore Generale di questa istituzione.

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