Secondo l’ultimo rapporto Istat in Italia 5 milioni di persone vivono in povertà assoluta. Si tratta del 6,9% della popolazione e in termini assoluti è il valore più alto dal 2005. Se poi a queste si aggiungono le persone a “rischio” povertà i dati parlano addirittura di 1 italiano su 5.

Per sostenere le fasce economicamente più deboli della società lo scorso anno è stato introdotto il cosiddetto REI, il reddito di inclusione, provvedimento che probabilmente sarà superato dal reddito di cittadinanza che l’attuale governo ha annunciato all’interno della prossima manovra finanziaria.

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Un luogo comune abbastanza diffuso afferma che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sia iniziato un periodo di pace che ancora perdura, a distanza di oltre 70 anni. Se è vero che non ci sono state altre guerre totali, è altrettanto vero che focolai di guerre e conflitti più o meno violenti e devastanti non hanno mai smesso di tormentare l’umanità.
Alcuni sono stati seguiti da vicino, grazie ai mezzi di informazione: come la guerra del Vietnam, i conflitti arabo – israeliani o la guerra civile Jugoslava; altri restano in secondo piano, addirittura sconosciuti all’opinione pubblica. Secondo il sito www.conflittidimenticati.it, curato dalla Caritas Italiana, ben 26 paesi nel mondo sono teatri di conflitti o guerre generalizzate. Il più vicino a noi è il Kosovo, il più lontano l’Indonesia, ma il continente più martoriato è certamente l’Africa.

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L’introduzione del Rei è certamente una buona notizia, ma il provvedimento è sufficiente per arginare la diffusione delle povertà nel nostro paese? Sotto quali aspetti è possibile migliorare il provvedimento e che cosa si fa all’estero da questo punto di vista?
Su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, ne parla Cristiano Gori, docente di Politiche sociali all'Università di Trento, ideatore e coordinatore scientifico dell’Alleanza contro la povertà, movimento che raggruppa 35 realtà che, dalla Caritas ai sindacati, si battono appunto per l’introduzione di misure di contrasto alla povertà.

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Secondo le ultime rilevazioni Istat in Italia 4 milioni e 742mila persone, raggruppate in 1 milione e 619mila famiglie, vivono in condizione di povertà assoluta, vale a dire che non sono in condizione di comprare il minimo indispensabile per vivere.
Gli italiani in difficoltà sono tuttavia molti di più; sempre secondo l’Istat un italiano su cinque è a rischio povertà, vive quindi in una zona d’ombra dalla quale rischia di scivolare da un momento all’altro nella povertà assoluta.

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In quest'ultimo decennio di crisi economica la povertà è aumentata nell'Unione Europea in generale, e in Italia in particolare. Nell'Europa dei 27 si contano oltre 117 milioni di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. In Italia sono 17 milioni, e 7 milioni sono gli italiani in una situazione di "grave deprivazione materiale". Questi numeri fanno parte del rapporto "Futuro anteriore" pubblicato da Caritas Italiana: uno studio che mette in evidenza come, non solo sia in aumento il totale dei poveri, ma come, diversamente dal passato, aumenti la percentuale dei giovani poveri. Una situazione osservata ad esempio nei centri di ascolto della Caritas, dove l'età media degli assistiti si è abbassata a 43 anni. Per citare una frase del rapporto: "i figli stanno peggio dei genitori e i nipoti stanno peggio dei nonni.
Ne abbiamo parlato con Francesco Marsico, Capo Area Nazionale di Caritas Italiana, in “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Nonostante il progresso scientifico-tecnologico e la cooperazione internazionale abbiano contribuito a migliorare la situazione rispetto al secolo scorso, quella della fame nel mondo è una questione ancora aperta che pone tutti noi a confronto con quesiti etici e morali.
Ne parla su “A Conti Fatti” Marina Catena, portavoce per l’Italia del World Food Programme, il programma alimentare mondiale.

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La festa più attesa dell’anno per molte persone può coincidere con un momento di profonda tristezza e solitudine. È per loro che da oltre vent’anni la Comunità di Sant’Egidio organizza in tutto il mondo un pranzo di Natale capace di coinvolgere centinaia di migliaia di persone e di riunirle intorno ad una tavolo per condividere insieme quel senso di famiglia che va ben oltre le mura domestiche di ognuno di noi.

Massimiliano Signifredi, Responsabile degli universitari della comunità di Sant’Egidio, ne ha parlato intervenendo su “A Conti Fatti”, programma a cura di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia.

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Secondo l'Istat, in Italia, oltre un milione e mezzo di famiglie, per un totale di circa 4 milioni e mezzo di persone, vive sotto la soglia di povertà assoluta, ovvero quella che assicura l'acquisto dei beni primari come il cibo e il vestiario. Nello stesso tempo, nel nostro paese, si spreca un'enorme quantità di cibo: a seconda delle stime si parla di un terzo o addirittura della metà di quello disponibile che finisce tra la spazzatura.

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Arretratezza economica che poi ha pesanti riflessi sulla vita sociale. "Sulla base dei redditi rilevati nel 2013, in Italia è a rischio di povertà il 18,1% delle persone. La differenza fra aree territoriali e' notevole: nel Centro-Nord risulta esposto al rischio di povertà  un individuo su dieci, nel Mezzogiorno uno su tre".
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Leopoldo Torlonia, Presidente del Circolo San Pietro, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia. L'intervista è stata realizzata da Giorgia Pini all'interno del progetto di volontariato d'impresa 

 

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