Tre anni fa a Parigi durante la ventunesima conferenza sul clima tutti i paesi del mondo si accordarono per contenere il riscaldamento globale possibilmente entro un grado e mezzo a fine secolo con la deadline fissata 2 gradi, superati i quali i cambiamenti climatici rischiano di diventare irreversibili.

Da allora altre due conferenze, Cop 22 a Marrakech e Cop 23 a Bonn hanno cercato di dare concretezza e attuazione a quell’importante accordo politico e pochi giorni fa si è chiusa un'altra conferenza molto importante la Cop 24 che si è tenuta in Polonia nella città di Katovice.
Era un appuntamento strategico e molto atteso che Roberta Cafarotti, responsabile scientifico di Earth Day Italia, commenta nello studio di “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Contenere l’aumento della temperatura globale entro i 2 gradi, possibilmente uno e mezzo, rispetto ai livelli preindustriali. È questo in estrema sintesi l’impegno che il mondo si è preso nel 2015 nella famosa COP21 di Parigi, per contrastare i cambiamenti climatici, vera e propria minaccia globale che se non affrontata rischia nel lungo periodo di mettere in pericolo la stessa sopravvivenza del genere umano.

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Il riscaldamento globale è ormai, purtroppo, una realtà consolidata. Gli ultimi tre anni sono stati gli anni più caldi mai registrati finora e la temperatura globale media è aumentata 1,1°C rispetto al periodo preindustriale; un grado può non sembrare molto in fondo è anche la differenza che passa tra lo stare bene ed avere la febbre. La Terra ha la febbre, una febbre che potrebbe diventare insostenibile come prevedono molti modelli climatici. Ma come funziona un modello climatico?

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Gli Stati Uniti sembrano abbandonare la causa della lotta ai cambiamenti climatici mentre il colosso orientale sembra pronto a prendere il primato scientifico e politico della svolta verso un'economia sostenibile. Già da candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump si era distinto per il suo negare le responsabilità dell'uomo nell'aumento delle temperature globali. Divenuto Presidente, ha firmato decreti per annullare i piani ambientali del predecessore, e ha annunciato il ritiro dei finanziamenti statunitensi ai programmi di riduzione delle emissioni inquinanti decisi a fine 2015 con l'Accordo di Parigi, sottoscritto da Obama.

Per il prossimo 22 aprile, Giornata Mondiale della Terra, una comunità scientifica molto allarmata si è data appuntamento a Washington e in altre città del mondo per una grande "Marcia per la Scienza", organizzata per influenzare le future decisioni politiche in tema ambientale. La marcia avrà luogo anche a Roma, tra il Pantheon e Campo de' Fiori. Più tardi, scienziati, ricercatori, studenti, divulgatori e ambientalisti che vi avranno preso parte, si recheranno al Villaggio per la Terra di Villa Borghese dove seguiranno l'evento di Washington e rifletteranno sul problema grazie a un convegno di autorità della materia.
Uno degli aderenti alla mobilitazione, Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR e Vicepresidente della Società Italiana per le Scienze del Clima, è intervenuto nella rubrica "A Conti Fatti" di EconomiaCristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

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Lo scorso anno la ventunesima Conferenza delle Parti, la Cop 21, si è chiusa con un risultato politico molto importante. 195 paesi del mondo siglarono il primo accordo globale sul clima impegnandosi a mettere in campo tutte le azioni necessarie alla drastica riduzione delle emissioni di Co2 nell’atmosfera e contrastare il cambiamento climatico.
Pochi giorni dopo l’entrata in vigore ufficiale dell’accordo si è svolta a Marrakech dal 7 al 18 novembre la Cop22.
Veronica Caciagli, giornalista e presidente dell’Italian Climate Network, ha assistito alle negoziazioni e le ha commentate intervenendo su A Conti Fatti, trasmissione a cura di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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