In Yemen è in corso la peggiore crisi umanitaria del pianeta. L'assistenza umanitaria sta evitando una enorme catastrofe umana... ma non è abbastanza”. Questo messaggio allarmante è stato diramato congiuntamente a dicembre da diverse agenzie delle Nazioni Unite: FAO, Unicef, e World Food Programme, a dimostrazione del fatto che i conflitti non hanno solo conseguenze politiche, ma anche sociali, sanitarie, ambientali e, soprattutto, colpiscono le componenti più deboli delle popolazioni.

Pubblicato in Attualità e politica
Martedì, 29 Gennaio 2019 12:45

Puntata del 29/01/2019

Nella puntata di "A Conti Fatti" del 29 gennaio si parla di conflitti.

Intervengono:

  • Justine Texier, FAO - Divisione emergenza e resilienza

  • Giuseppe Schiavello, direttore Campagna italiana contro le mine

  • Padrea Andrea Bisacchi, fraternità del Sermig

Pubblicato in A conti fatti

Alla fine della prima guerra mondiale le vittime civili costituivano il 5% del totale.
Tuttavia, le grandi innovazioni tecnologiche che hanno caratterizzato tutto il secolo scorso e l’inizio di quello attuale e la presenza di conflitti meno “convenzionali” hanno modificato profondamente gli scenari di guerra che oggi vedono coinvolti meno soldati, ma che non risparmiano nessuno. Città per città, casa per casa oggi i conflitti armati causano più morti fra i civili che fra i militari.
E anche dopo la fine del conflitto la popolazione non può certo sentirsi al sicuro. Sono infatti migliaia le persone che anche in tempo di pace rimangono ferite o uccise a causa delle mine antiuomo o degli ordigni inesplosi che rendono pericolosi strade, campi, terreni agricoli.

Pubblicato in Attualità e Politica

Un luogo comune abbastanza diffuso afferma che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sia iniziato un periodo di pace che ancora perdura, a distanza di oltre 70 anni. Se è vero che non ci sono state altre guerre totali, è altrettanto vero che focolai di guerre e conflitti più o meno violenti e devastanti non hanno mai smesso di tormentare l’umanità.
Alcuni sono stati seguiti da vicino, grazie ai mezzi di informazione: come la guerra del Vietnam, i conflitti arabo – israeliani o la guerra civile Jugoslava; altri restano in secondo piano, addirittura sconosciuti all’opinione pubblica. Secondo il sito www.conflittidimenticati.it, curato dalla Caritas Italiana, ben 26 paesi nel mondo sono teatri di conflitti o guerre generalizzate. Il più vicino a noi è il Kosovo, il più lontano l’Indonesia, ma il continente più martoriato è certamente l’Africa.

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Domenica, 08 Ottobre 2017 16:00

L’insostenibile uso dell’acqua italiana

Tra i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile quello di garantire a livello globale l’accessibilità all’acqua è certamente tra le sfide prioritarie da vincere. Tra i cambiamenti climatici in corso e gli interventi umani l’acqua sta infatti diventando una risorsa sempre più rara e preziosa.
L’Italia ha una buona disponibilità idrica, seppur in calo, ma la sua gestione è tutt’altro che efficiente.
Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia e coordinatore del tavolo di lavoro Asvis sull’obiettivo di sviluppo sostenibile numero sei (Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie), interviene sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Tra i conflitti più sanguinosi e meno noti in occidente ce n'è uno che sconvolge la Repubblica Democratica del Congo, dove la popolazione convive da anni con gli scontri tra le diverse milizie armate e il governo centrale per il controllo di ampie zone di territorio. Il Congo è un paese ricchissimo di materie prime, preziose sia per l'industria tradizionale, come diamanti, rame, zinco e pertrolio, sia per la nuova industria della tecnologia, come il coltan, minerale indispensabile alla fabbricazione dei telefoni cellulari. Il 30 giugno a Roma la comunità africana ha organizzato una manifestazione di piazza per portare alla luce questa situazione.

Ne abbiamo parlato con Suzanne Mbiye Diku, promotrice della manifestazione, presidente della Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI) e dell'associazione di donne congolesi Tam Tam d'Afrique.

Pubblicato in Economia

“Anche nel mezzo della lacerazione della guerra, non dobbiamo mai stancarci di ricordare che «ciascuno è immensamente sacro»”. Così Papa Francesco si è rivolto ai partecipanti del IV corso di Formazione Per i Cappellani Mililtari, ricevuti in udienza nella Sala Clementina, oggi 26 ottobre 2015. “La guerra, infatti, sfigura i legami tra fratelli, tra nazioni; sfigura anche coloro che sono testimoni di tali atrocità”.

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"Make the change happen, volounteer!" è lo slogan che il 5 dicembre  è risuonato in 80 nazioni, ricordando che ciascun volontario rende possibile il cambiamento per un mondo migliore sulla terra. Ogni anno, in questa data, si celebra in tutto il mondo  la Giornata Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Economico e Sociale, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1985, mediante la risoluzione 40/212.
 

Pubblicato in Buone Pratiche

In queste settimane gli equilibri internazionali stanno dipendendo dalla questione siriana e dalle risoluzioni in atto. Grande è la tensione, come la paura per un nuovo conflitto che potrebbe avere ripercussioni su scala mondiale. La situazione in Siria è drammatica per gli scontri tra governo e ribelli e chi può cerca la fuga nei paesi vicini. Per avere un punto di vista da parte di chi si occupa di accogliere chi fugge, abbiamo incontrato Marco Rotunno Capo Missione per FPSC (Fundación Promoción Social de la Cultura) , una Ong spagnola che in Giordania si occupa di progetti di sviluppo e che attualmente assieme alle altre organizzazioni sta confrontandosi con l'emergenza profughi.

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