Alessandro Guarasci

Alessandro Guarasci

La ripresa c’è  ma le sacche di povertà in Italia sono ancora troppo alte per un paese industrializzato. Oltre 6 milioni di italiani non hanno denaro a sufficienza neanche per alimentarsi adeguatamente. A segnalarlo è un'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat  relativi al "Reddito e condizioni di vita".

Gli albergatori della Capitale temono che il Giubileo sia un flop, e non tanto per la sicurezza. Per il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe  Roscioli, “il nostro osservatorio ha fatto proiezione in base alle prenotazioni che ci sono attualmente negli alberghi ed è uscito fuori che nei giorni a cavallo dell'8 dicembre, quindi per l'apertura della porta santa, abbiamo una percentuale di  occupazione alberghiera poco sopra il 50%. Quindi, a seconda di come  si vede, la città sarà mezza piena o mezza vuota".

I redditi da pensione hanno in qualche modo arginato la crisi, e anche nel post crisi continuano ad avere un ruolo fondamentale.  Secondo Censis e Future Concept Lab, ad oggi la spesa per consumi delle coppie con un capofamiglia anziano (di 65 anni e oltre) è superiore di circa 1.200 euro l`anno a quella delle coppie con a capo un giovane di 18-34 anni. E negli anni della crisi (2009-2014) gli anziani che vivono soli hanno aumentato la spesa per consumi del 4,7% in termini reali, mentre quella dei single è andata a picco (-12,4%), così come la spesa media delle famiglie italiane nell`insieme (-11,8%).

Anche la crisi ha influito nel calo dei matrimoni in Italia. Il 2015 potrebbe portare a una ripresa ma molto dipenderà dalle politiche familiari. L'Istat ci dice che gli italiani si sposano meno, lo fanno soprattutto civilmente e il matrimonio dura in media 16 anni, l'eta' della separazione si aggira a 47 anni per gli uomini e 44 per le donne.

Le imprese composte da immigrati si caratterizzano per un’inaspettata vitalità. L'Italia è il primo Paese europeo per lavoratori autonomi e imprenditori attivi, ed è' tra i primi tre per lavoratori autonomi e imprenditori nati all'estero. Prima di noi ci sono solo  Regno Unito e Germania.

Contro la povertà che colpisce gli over55 interviene l’Inps. Per l’istituto, "tra i potenziali perdenti anche circa 250.000 percettori di pensioni elevate", a cui si aggiungerebbero, sottolinea l’organismo guidato da Tito Boeri, "più di 4.000 percettori di vitalizi per cariche elettive".

Sono due i principali fattori che ostacolano lo sviluppo dell'Italia: la lentezza della giustizia e la burocrazia. Secondo un'indagine condotta sulle Pmi e riportata nello studio su crescita e semplificazione realizzato da Rete Imprese Italia insieme con il Cer, un dipendente di una piccola o media impresa deve dedicare circa un mese del suo lavoro a sbrigare le varie pratiche burocratiche.

Negli anni della crisi economica dal 2007 al 2013 le cooperative sociali sono cresciute per quanto riguarda il valore della produzione del 22-23 per cento contro una crescita dello 0,7 per cento delle imprese spa. Se si guarda alla pressione fiscale cioè al flusso finanziario che va dalle imprese alle casse dello Stato, come ad esempio Ires, Irap Irpef, le cooperative sociali negli anni di crisi hanno versato al bilancio pubblico 5 miliardi di euro di imposte in più mentre le imprese non cooperrative, le spa, 15 miliardi di imposte in meno.

La crisi sembra davvero alle spalle. L'indagine Acri-Ipsos, presentata in occasione della Giornata Mondiale del risparmio, segna una chiara discontinuità rispetto agli ultimi anni. Le famiglie colpite direttamente dalla crisi sono ancora molte - 1 su 4 (il 25% contro il 27% del 2014 e il 30% del 2013) - ma il numero di soddisfatti rispetto alla propria situazione economica (il 55% della popolazione), per la prima volta dopo quattro anni, supera quello degli insoddisfatti: di ben 10 punti percentuali.

Gli immigrati sono uno snodo fondamentale nell’economia italiana. Nel 2014 il 'Pil dell'immigrazione cioè la ricchezza prodotta dai 2,3 milioni occupati stranieri in Italia, ha raggiunto i 125 miliardi di euro, pari all'8,6% del Pil nazionale. I contributi previdenziali si sono attestati su 10,3 miliardi di euro. L’indagine è stata curata dalla Fondazione Moressa, pubblicato con il contributo della Cgia di Mestre.

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