Alessandro Guarasci

Alessandro Guarasci

Peggiora la fiducia dei consumatori a maggio, rimane sostanzialmente stabile per le imprese. Lo afferma l’Istat registrando una diminuzione per l'indice dei consumatori a 105,7 da 108 di aprile e per quello delle imprese a 102 da 102,1.

Di spending review finora se ne è fatta poca. Anzi, finché è stato possibile lo Stato ha speso a livelli inaccettabili. Non accenna infatti ad arretrare la spesa pubblica in Italia che, negli ultimi sei anni, ha registrato uno scatto in avanti di 45,5 miliardi.

Assunzioni in aumento nei programmi occupazionali delle piccole e medie imprese per il 2015. A capitanare la ripresa sono soprattutto quelle attive sul web che hanno una propensione ad assumere doppia rispetto a quella delle aziende offline. I dati 2015 del rapporto Unioncamere, diffusi Roma nel corso della 13ª Giornata dell’Economia, indicano una crescita di 23mila entrate rispetto allo scorso anno (+4%), che porta a 595mila il numero dei nuovicontratti di lavoro pianificati per quest’anno, dei quali 472.540 riferiti a assunzioni di personale alle dipendenze dirette e oltre 122.300 riferiti a personale “atipico”.

A preoccupare non è tanto il tasso di disoccupazione, quanto gli inattivi. L’Italia infatti è maglia nera in Europa per numero di inattivi, di coloro che cioè non sono né occupati né disoccupati. L’Associazione Bruno Trentin della Cgil afferma che nel 2014 questa quota risulta pari al 36,1% tra i 15 ed i 64 anni, quota che a livello europeo si ferma al 27,7%. Si tratta di 14,1 milioni di persone: le donne sono quasi 9 milioni e gli uomini oltre 5 milioni.

Cresce il peso dei social media nella dinamica d'incontro tra domanda e offerta di lavoro, seppur il passaparola continui a tenere. Lo afferma una ricerca di Hays, società leader specializzata nella ricerca di profili di middle e top  management, che nel 'Salary Guide', che ha analizzato il mercato del lavoro.

La disoccupazione veleggia ufficialmente attorno al 13%, ma le aziende cominciano a guardare al futuro. Sono infatti 83mila le imprese che hanno programmato nuove assunzioni nel primo scorcio dell’anno. Per il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e il Ministero del Lavoro, le imprese che hanno previsto di effettuare assunzioni nel I trimestre 2015 sono oltre 5mila in più dello stesso periodo del 2014. 
L’Italia, si riprende, seppur lentamente. E quello che si risveglia è l’indicatore dei consumi. Secondo l’Istat, infatti, la spesa privata per consumi è ”attesa consolidarsi nel triennio 2015-2017". Nel 2015 i consumi privati registreranno una crescita pari allo 0,5%, favorita da un'evoluzione positiva del reddito disponibile e dal graduale incremento dell'occupazione. 
Gli effetti del taglio alla componente lavoro del cuneo fiscale ancora non si vedono. E nel frattempo gli indicatori registrano una situazione disastrosa per tante aziende. In Italia, il carico fiscale tra il 2013 e 2014 è aumentato del +0,4%, toccando il livello record del 48,2% del costo del lavoro: ovvero quasi metà di quanto gli imprenditori pagano per le buste paga dei  lavoratori se ne va in tasse e oneri sociali. Lo afferma il centro studi ImpresaLavoro.

Confcommercio compie 70 e la sua storia è uno spaccato di come sono cambiati i consumi degli italiani dal dopoguerra ad oggi. Ad esempio: pasta uova e olio oggi costano meno che negli anni '50.
Nel Dopoguerra, in un contesto di sopravvivenza, i consumi delle famiglie italiane erano rivolti per circa l'80% a generi alimentari e bevande. Già nel 1955 i consumi si erano diversificati e la quota di consumo dei beni e servizi aveva raggiunto il 39%, mentre i generi alimentari scendevano al 50%.

Nel periodo 2009-2014 nell'industria si  sono persi un milione di posti di lavoro, mentre nei servizi di  supporto, l'occupazione ha segnato un incremento con 141mila addetti in più. È quanto emerge da un rapporto del Censis e della Fise, le industrie dei servizi aderenti a Confindustria. "La crescita della rilevanza del terziario è stata costante e graduale: nel 1970 la quota di pil era pari al 37,1% mentre nel 2014 è salita al 53,3%".

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