Alessandro Guarasci

Alessandro Guarasci

Oltre 10mila imprese hanno aderito ad uno dei 2mila contratti di rete presenti al 1° marzo nel Registro gestito dalle Camere di commercio. Le reti d'impresa si stanno dimostrando una formula efficace per risolvere le difficoltà connesse alla ridotta dimensione delle imprese italiane. Puntando su una serie di obiettivi strategici: economie di scala, innovazione, internazionalizzazione. Ma anche sulla riconversione “verde” delle attività produttive.

La divisione Nord-Sud in Italia ha un riflesso pesantissimo: coesione territoriale a zero. E secondo una studio del Centro studi "ImpresaLavoro" la crisi economica ha accresciuto il divario. Da una parte il Centro-Nord, che presenta indicatori in linea con quelli di Francia, Germania e Regno Unito; dall'altra il Mezzogiorno, che soffre tassi di disoccupazione sempre  più simili a quelli della Grecia. 

Tutte le crisi ridisegnano la mappa dei consumi. Ma l'ultima ha rappresentato sotto questo aspetto una mini rivoluzione. Il 68% delle famiglie europee ha dovuto ridurre i consumi di proteine derivate da carne e pesce. A dirlo e' un'indagine condotta da SWG sul tema dell'accesso al cibo nei Paesi Ue, commissionata dal Movimento Enough di Elanco.

Il governo si concentra sulla spending review per evitare l'aumento delle aliquote IVA. Il problema è che i tagli effettuati alla spesa pubblica negli anni passati, e la loro proiezione nell'anno in corso, si caratterizzano per una distribuzione poco omogenea e sopratutto di sono caratterizzati per aver inciso maggiormente sulle aree meno sviluppate del Paese.

Nel 2014 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,2%. Nell'ultimo trimestre del 2014 è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Lo rende noto l'Istat. Tenuto conto dell'andamento dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel 2014 è rimasto invariato.

La televisione, internet e gli smartphone, costituiscono strumenti di intrattenimento e informazione a cui il pubblico di ogni età, ma soprattutto gli adolescenti e i più piccoli, dedicano una porzione importante del loro tempo. Basta dire che circa l'80% dei minori ha come principale punto di riferimento la tv generalista, quella in chiaro. Lo afferma una ricerca del Censis per il Corecom Lazio presentata a Roma.

L’Italia ha fame di trasporti, ma non di quelli privati. Secondo l'analisi condotta a livello mondiale dalla società di consulenza AlixPartners la manifestazione #ForumAutoMotive promossa a Milano il per trasporto pubblico urbano ed extra-urbano nazionale necessita di almeno 40 miliardi di euro d'investimenti per colmare il gap infrastrutturale che separa l'Italia dagli altri Paesi europei, rinnovando reti metropolitane e tranviarie, potenziando il parco mezzi su gomma e su materiale rotabile e abbassando l'età media dei mezzi (in Italia 11,6 anni rispetto ai 7 anni del resto d'Europa).

Gli italiani si informano sempre piu' su Internet, ma non smettono per questo di guardare la televisione che continua ad avere una quota di telespettatori del 97 per cento, mentre la radio va oltre l’85%. Lo dice l’ultimo rapporto Censis-Ucsi sulla  comunicazione. Nel 2015 gli utenti di Internet aumentano ancora (+7,4 per cento rispetto al 2013) e arrivano alla quota record del 70,9 per cento della popolazione italiana. Ma solo il 5,2 per cento di essi si connette con banda ultralarga.

La facilità concreta di accedere al credito, e prestiti che tengano conto delle reali condizioni del Paese sono fondamentali per la ripresa. E su entrambi i punti si intravvedono passi in avanti. Sono 16,6 milioni gli italiani che hanno un conto online, vale a dire il 70% della popolazione digitalizzata e che ha almeno un conto corrente; altri 7 milioni di clienti degli istituti di credito non sono stati ancora conquistati da internet e preferiscono servirsi delle filiali. E' quanto rileva il 'Chebanca! Digital banking index'.

Nel 2014 il Fisco ha recuperato dall'evasione 14.2 mld di euro, una cifra record che segna un aumento dell'8% rispetto al 2013. Dunque, il nuovo corso del direttore dell’Agenzia dell’Entrate Rossella Orlandi sta avendo successo. Rispetto al 2013 l'incremento e' stato dell'8%, mentre dal 2006 l'Agenzia ha registrato un'impennata del 220% (4,4 miliardi).

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