Attualità e Politica

Attualità e Politica (428)

Più che il jobs act, sta funzionando la decontribuzione per i nuovi assunti. Nel primo quadrimestre 2015 aumentano, rispetto al corrispondente periodo del 2014, le assunzioni a tempo indeterminato (+155.547), aumentano anche i contratti a termine (+44.817) mentre diminuiscono le assunzioni in apprendistato (-11.685). Nel periodo preso in considerazione l'aumento complessivo delle nuove assunzioni è di 188.679 unità.

La ripresa ha toni differenti, in base al territorio. E dove la povertà ha colpito più duramente, risollevarsi sarà sempre più difficile. Confcommercio mette in luce che "la durezza della crisi potrebbe avere effetti irreversibili o, almeno, di eccezionale durata, sulla dimensione dell'area della povertà assoluta (che caratterizza l'impossibilità di un nucleo familiare di avere accesso a un paniere di sussistenza di beni e servizi).

Il governo ha puntato sulla riforma dell’Isee per evitare truffe e abusi per nell’erogazione dei servizi. Il ministero del Lavoro ha fatto sapere che sulla popolazione nel suo complesso non si osservano particolari variazioni nella distribuzione per classi di ISEE.
Le statistiche registrano una lieve ripresa di occupazione e consumi, ma gli italiani sono rimasti scottati dalla crisi. Per il Censis, gli italiani cercano di risparmiare per affrontare con più tranquillità i prossimi anni: 36,4 milioni non credono che ci sarà la ripresa e il 93,9% si sente insicuro rispetto al proprio futuro. Il risparmio continua a tenere, più forma di precauzione per il futuro che come forma di investimento. Dal 2007 al 2014, gli italiani hanno messo da parte 211 miliardi in più, di cui 36 solo nell'ultimo anno, per uno stock complessivo di quasi 1.300 miliardi di euro in contanti e depositi bancari.

Il mercato immobiliare, l'industria del credito festeggiano la fine della recessione, ma sono ancora cauti. La stagnazione dei consumi, infatti, frena ancora chi è disposto a indebitarsi per realizzare un progetto. Nel 2014, è calato ancora l'importo medio erogato per mutui e prestiti personali, tuttavia nel primo trimestre si registrano segnali di recupero. E' questa la tendenza che fotografa il Crif Credit Solution dall'analisi delle delle diverse forme tecniche del credito al dettaglio (mutui, prestiti personali e prestiti finalizzati).

Peggiora la fiducia dei consumatori a maggio, rimane sostanzialmente stabile per le imprese. Lo afferma l’Istat registrando una diminuzione per l'indice dei consumatori a 105,7 da 108 di aprile e per quello delle imprese a 102 da 102,1.

Di spending review finora se ne è fatta poca. Anzi, finché è stato possibile lo Stato ha speso a livelli inaccettabili. Non accenna infatti ad arretrare la spesa pubblica in Italia che, negli ultimi sei anni, ha registrato uno scatto in avanti di 45,5 miliardi.

Riciclare è dare nuova vita agli oggetti. Quando si tratta di abiti questa capacità è ancora più evidente e in questo ambito si guarda spesso al risvolto caritatevole o solidaristico. Dietro ai vestiti usati e alla loro raccolta nei "bidoni gialli", c'è molto di più e spesso anche del torbido. A rivelarlo è lo studio di Occhio del Riciclone Onlus e Humana People to People Italia, intitolato "Indumenti usati: come rispettare il mandato del cittadino?".

Assunzioni in aumento nei programmi occupazionali delle piccole e medie imprese per il 2015. A capitanare la ripresa sono soprattutto quelle attive sul web che hanno una propensione ad assumere doppia rispetto a quella delle aziende offline. I dati 2015 del rapporto Unioncamere, diffusi Roma nel corso della 13ª Giornata dell’Economia, indicano una crescita di 23mila entrate rispetto allo scorso anno (+4%), che porta a 595mila il numero dei nuovicontratti di lavoro pianificati per quest’anno, dei quali 472.540 riferiti a assunzioni di personale alle dipendenze dirette e oltre 122.300 riferiti a personale “atipico”.

A preoccupare non è tanto il tasso di disoccupazione, quanto gli inattivi. L’Italia infatti è maglia nera in Europa per numero di inattivi, di coloro che cioè non sono né occupati né disoccupati. L’Associazione Bruno Trentin della Cgil afferma che nel 2014 questa quota risulta pari al 36,1% tra i 15 ed i 64 anni, quota che a livello europeo si ferma al 27,7%. Si tratta di 14,1 milioni di persone: le donne sono quasi 9 milioni e gli uomini oltre 5 milioni.

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