Attualità e Politica

Attualità e Politica (428)

Confcommercio compie 70 e la sua storia è uno spaccato di come sono cambiati i consumi degli italiani dal dopoguerra ad oggi. Ad esempio: pasta uova e olio oggi costano meno che negli anni '50.
Nel Dopoguerra, in un contesto di sopravvivenza, i consumi delle famiglie italiane erano rivolti per circa l'80% a generi alimentari e bevande. Già nel 1955 i consumi si erano diversificati e la quota di consumo dei beni e servizi aveva raggiunto il 39%, mentre i generi alimentari scendevano al 50%.

Nel periodo 2009-2014 nell'industria si  sono persi un milione di posti di lavoro, mentre nei servizi di  supporto, l'occupazione ha segnato un incremento con 141mila addetti in più. È quanto emerge da un rapporto del Censis e della Fise, le industrie dei servizi aderenti a Confindustria. "La crescita della rilevanza del terziario è stata costante e graduale: nel 1970 la quota di pil era pari al 37,1% mentre nel 2014 è salita al 53,3%".

Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, è intervenuto durante la trasmissione A Conti Fatti, trasmessa su Radio Vaticana Italia ogni domenica e festivi alle ore 15.40 e in replica lunedì alle 11.35.

Oltre 10mila imprese hanno aderito ad uno dei 2mila contratti di rete presenti al 1° marzo nel Registro gestito dalle Camere di commercio. Le reti d'impresa si stanno dimostrando una formula efficace per risolvere le difficoltà connesse alla ridotta dimensione delle imprese italiane. Puntando su una serie di obiettivi strategici: economie di scala, innovazione, internazionalizzazione. Ma anche sulla riconversione “verde” delle attività produttive.

La divisione Nord-Sud in Italia ha un riflesso pesantissimo: coesione territoriale a zero. E secondo una studio del Centro studi "ImpresaLavoro" la crisi economica ha accresciuto il divario. Da una parte il Centro-Nord, che presenta indicatori in linea con quelli di Francia, Germania e Regno Unito; dall'altra il Mezzogiorno, che soffre tassi di disoccupazione sempre  più simili a quelli della Grecia. 

Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil, è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it, trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

Tutte le crisi ridisegnano la mappa dei consumi. Ma l'ultima ha rappresentato sotto questo aspetto una mini rivoluzione. Il 68% delle famiglie europee ha dovuto ridurre i consumi di proteine derivate da carne e pesce. A dirlo e' un'indagine condotta da SWG sul tema dell'accesso al cibo nei Paesi Ue, commissionata dal Movimento Enough di Elanco.

Il governo si concentra sulla spending review per evitare l'aumento delle aliquote IVA. Il problema è che i tagli effettuati alla spesa pubblica negli anni passati, e la loro proiezione nell'anno in corso, si caratterizzano per una distribuzione poco omogenea e sopratutto di sono caratterizzati per aver inciso maggiormente sulle aree meno sviluppate del Paese.

Nel 2014 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici in valori correnti è aumentato dello 0,2%. Nell'ultimo trimestre del 2014 è diminuito dello 0,4% rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2013. Lo rende noto l'Istat. Tenuto conto dell'andamento dell'inflazione, il potere di acquisto delle famiglie consumatrici nel 2014 è rimasto invariato.

La televisione, internet e gli smartphone, costituiscono strumenti di intrattenimento e informazione a cui il pubblico di ogni età, ma soprattutto gli adolescenti e i più piccoli, dedicano una porzione importante del loro tempo. Basta dire che circa l'80% dei minori ha come principale punto di riferimento la tv generalista, quella in chiaro. Lo afferma una ricerca del Censis per il Corecom Lazio presentata a Roma.

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