Attualità e Politica

Attualità e Politica (428)

''Sono 9milioni e 410mila le persone in grave difficoltà per la mancanza di lavoro o per la precarietà di una posizione lavorativa non scelta ma subita. Si tratta del dato più alto dal 2007 ad oggi riferito al terzo trimestre di ogni anno''. E' quanto emerge dal rapporto periodico ''Gli effetti della crisi sul lavoro in Italia - gennaio 2015'' a cura dell'osservatorio del mercato del  lavoro dell'Associazione Bruno Trentin, relativo al terzo trimestre  2014.

Gli ultimi mesi del 2014 hanno fatto registrare un balzo delle esportazioni nel made in Italy. Sono aumentate negli Usa (+15%), in India (+12.9%), Svizzera (+4%), Cina (+2,2%). A novembre l’avanzo commerciale è stato di circa 2,7 miliardi di euro. E la punta di diamante è sicuramente la produzione enogastronomica.

La riforma delle dieci banche popolari maggiori è l'ennesimo colpo di scena del premier Renzi. Una riforma varata per decreto poche ore prima del suo arrivo nella cittadina svizzera di Davos, tempio di quella finanza mondiale che, secondo molti, è tra le principali colpevoli della crisi mondiale.

Gli sgravi IRAP sulla parte lavoro cominciano a fare effetto, soprattutto in fatto di fiducia delle imprese. Secondo Unioncamere le imprese vedono una svolta sul fronte occupazionale: tra gennaio e marzo 2015, il sistema produttivo intende assumere 209.700 persone; 201.300 sono, invece, le uscite previste. La differenza (8.400 occupati) rappresenta i posti di lavoro aggiuntivi che verranno creati nei primi tre mesi dell’anno.

Gli italiani non amano che i loro pagamenti siano tracciati: da una parte per motivi fiscali, dall’altra perché ancora l’informatizzazione in tante parte d’Italia è all’anno zero. Secondo l’Abi, infatti, nel 2009, 90 pagamenti su cento in Italia erano effettuati in contanti, oggi siamo a 87 su cento.

L’Italia continua ad essere imballata. Più reddito, almeno per una parte dei cittadini, ma consumi che rimangono fermi. Insomma, la maggior parte dei nostri concittadini se ha qualche soldo in più lo mette a risparmio o lo utilizza per pagare i debiti. E’ l’effetto degli 80 euro, che il governo ha pensato più come azione di redistribuzione del carico fiscale che come azione per incrementare i consumi.

La spirale della deflazione non lascia l'Europa ed è il segnale di una crisi dei consumi, che soprattutto in Italia, è senza precedenti. A dicembre nell'area euro, i prezzi sono scesi dello 0,2%, ma la Ue è convinta che "il periodo di bassa inflazione continuerà nel breve termine e che l'inflazione tornerà a salire con il graduale rafforzamento dell'economia e con l'aumento dei salari". Lo ha detto la portavoce dell'esecutivo di Bruxelles con delega agli Affari economici sul dato dell'inflazione di dicembre, che stima il tasso per l'area euro in calo dello 0,2%.

A fine 2014, tutti gli indicatori economici, nel migliore dei casi, segnalano una situazione stabile. È il caso della fiducia delle imprese. A dicembre , infatti, l'indice composito del clima rilevato dall'Istat e' stabile, rispetto al mese precedente, a 87,6. Un dato che , spiega l'Istituto di statistica, migliora nel settore manifatturiero ed in quello del commercio al dettaglio, peggiora nel settore delle costruzioni e dei servizi di mercato. Un mezzo passo in avanti rispetto ai mesi scorsi, quando le aziende vedevano nero per il futuro. Probabilmente sul dato ha influito anche il taglio della componente lavoro sull'Irap e che varrà dal 2015.

Siamo alle solite. Il governo vara l'ennesima sanatoria, quella delle sale d'azzardo illegali. Circa 7 mila soggetti che avevano fatto ricorso all'Unione Europea e che, sentendosi discriminati, hanno ritenuto che fosse giusto operare lo stesso. Non solo quindi un'attività illegale, ma anche una pesante evasione fiscale, legittimata in tutto e per tutto dallo Stato, e dal governo. Insomma, una situazione tipicamente italiana.

Il governo assicura che la pressione fiscale, con questa legge di stabilità, calerà al 42.8% del Pil. E Giuseppe Bortolussi, a capo della Cgia di Mestre, conferma "che con meno tasse sulle imprese e buste paga più pesanti, il Governo, rispetto alle ultime leggi di Stabilità" segna un'inversione di tendenza.

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