Attualità e Politica

Attualità e Politica (428)

La Banca Centrale Europea gioca la carta del credito per far ripartire l’economia. Il tasso di  interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali scende allo  0,05%, quello sui depositi overnight a -0,20% mentre quello per il  rifinanziamento marginale resta allo 0,30%. Un’operazione indiretta di svalutazione dell’euro, con l’obiettivo di rendere le imprese europee più competitive sui mercati internazionali e al contempo favorire i prestiti a famiglie e imprese.

Il dato sul calo del Pil nel secondo trimestre era atteso, ma è chiaro che complica ogni possibile strategia di rilancio del Paese da parte del governo. La micidiale accoppiata con la deflazione, per cui i prezzi continuano a calare perché i consumatori non spendono, non ha eguali dal 1959. Insomma, il Paese sembra entrato in una spirale da cui è difficile uscire.

La riforma del fisco sarà probabilmente il vero banco di prova del governo Renzi. Il meccanismo sarà sempre quello degli 80 euro, perché ritocchi verso il basso delle aliquote non sono possibili con gli attuali conti pubblici. Ma almeno questa volta il bonus dovrebbe tenere conto di carichi familiari.

Il mercato del lavoro dà qualche segnale di ripresa, anche se sulle rilevazioni potrebbero influire i lavori stagionali. E' certo però che ci ad oggi si registrano più opportunità per operai specializzati, conduttori di impianti, addetti alle vendite e alla ristorazione ma anche per ingegneri e altre figure dal profilo scientifico.

L'Italia si conferma in vetta alle classifiche mondiale in fatto di tasse. La pressione fiscale in Italia al 53,2 per cento del Pil, al netto dell'economia sommersa che è intorno al 17,3 per cento del Pil. La pressione fiscale apparente è pari al 44,1 per cento del prodotto interno lordo. Lo afferma Confcommerco che ha diffuso uno studio in merito.

E' ormai opinione comune: se non riparte il Mezzogiorno, il Paese tutto ha difficoltà a vedere una consistente ripresa del Pil. Ma i dati testimoniano una realtà pesante. Secondo Confindustria il Sud si è letteralmente avviato su stesso: Pil in calo di 47,7 miliardi di euro; quasi 32mila imprese in meno; oltre 600mila posti di lavoro perduti; 114mila persone in cassa integrazione; quasi 2 giovani meridionali su 3 senza lavoro.

Non è stato certo il maltempo che in questi giorni ha investito l'Italia, e pure Roma, ad aver influito sull'umore di Paolo Buzzetti, presidente dell'associazione dei costruttori, l'Ance. Il presidente Paolo Buzzetti, durante l'assemblea annuale, ha in pratica fatto capire che le imprese edili si trovano in una situazione drammatica e viene da chiedersi se non sia meglio chiuderle.

Gli italiani che, con un reddito inferiore ai 24 mila euro l'anno, hanno percepito il bonus degli 80 euro hanno pensato più a ripagare i debiti e ad incrementare i risparmi, che a consumare.  Per Federazione Moda Italia (Confcommercio) l'effetto ''bonus è molto debole, prosegue la crisi del settore'': i saldi 2014 a due settimane dall'avvio -e' scritto in una nota- registrano un modesto miglioramento (+0,78% sul 2013).

La crisi si è fatta sentire in modo particolarmente acuto nel settore dell'editoria in tv e radio, su internet. Il 2013 è stato un anno orribile per la pubblicità, motore di tutti gli investimenti nel settore: il calo dei ricavi complessivi rispetto all'anno precedente è stato del 10,9%, da 8,3 miliardi a 7,4 miliardi. Crollano periodici (-24,1%) e quotidiani (-13,2%), ma vanno male anche tv (-10,1%) e cinema (-7%). La radio perde il 6,4%. Scende per il primo anno anche Internet (-2,5%). Lo afferma l'Agcom.

L’Italia manca del tutto di politiche di contrasto alla povertà. La Caritas quindi auspica l’introduzione di un reddito d’inclusione, perché i dati della crisi sono impietosi: “Nel 2012 vivevano in povertà assoluta 4,8 milioni di persone residenti in Italia, pari all'8% del totale, mentre nel 2007 erano 2,4 milioni, cioè il 4,1%. In altre parole, i poveri sono raddoppiati in cinque anni''.

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