Attualità e Politica

Attualità e Politica (428)

Il segretario di stato americano Rex Tillerson ha smorzato la miccia accesa dal presidente Donald Trump su una "presunta" volontà degli Stati Uniti di rivedere l'accordo sul nucleare con l'Iran. "Rimanere nell'accordo con l'Iran è nell’interesse degli Stati Uniti. Resteremo dentro quella intesa", ha affermato Tillerson alla CNN. Trump qualche giorno prima aveva invece accusato l'Iran di aver violato l'accordo, chiedendo nuove sanzioni perché tale vicenda "arreca gravi danni agli interessi degli Stati Uniti".
L'accordo in questione fu firmato dagli Stati Uniti con Teheran nel 2015. Insieme agli States firmarono anche: Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna e Germania. I tre stati europei e l’Alto rappresentante della UE per la politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, hanno già fatto sapere che secondo loro l'Iran sta tenendo fede agli impegni e quindi l’intesa va rispettata. Stesso messaggio è arrivato da Mosca. 
Il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif, dal canto suo non è stato più tenero con il presidente americano: "Il presidente ha violato l'accordo sul nucleare", ha detto Zarif, sottolineando che è stato proprio il discorso pronunciato dal presidente statunitense a infrangere l'accordo. 

Nel 1957 i trattati di Roma istituivano la CEE – Comunità Economica Europea – il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata l’odierna Unione Europea. A sessanta anni di distanza sono stati fatti molti passi in avanti e qualche sacrificio lungo la strada di un’Europa unita sia economicamente che politicamente.
“A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, fa il punto sullo stato di salute dell’Unione chiamata a confrontarsi con nuove sfide politiche, economiche e sociali e con alcune tendenze euroscettiche che affiorano in diversi dei paesi membri.

Tra il 9 e il 10 settembre scorso, una forte perturbazione ha attraversato l’Italia scaricando precipitazioni eccezionali su diverse regioni. Le conseguenze peggiori si sono avute a Livorno dove il Rio Maggiore, uno dei corsi d’acqua urbani, ha esondato invadendo strade, case e, purtroppo, causando vittime. Le opere di canalizzazione di fiumi e torrenti realizzate in Italia nei decenni e nei secoli passati, sono pronte ad affrontare gli eventi meteorici eccezionali che i cambiamenti climatici sembrano rendere più frequenti? Ne parliamo con l’ingegner Stefano Pagliara, docente di Protezione idraulica del territorio all’Università di Pisa, che conosce bene la situazione del Rio Maggiore per una consulenza prestata pochi anni fa al comune toscano.

A metà giugno una lettera dei ministri dello Sviluppo Economico, Calenda, e dell'Ambiente, Galletti, ha dato il via alla consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale. Si tratta di un testo di 230 pagine in cui sono descritte le politiche energetiche italiane a breve e lungo termine, con lo scopo dichiarato di aderire alle strategie internazionali di lotta al cambiamento climatico e del progressivo abbandono delle fonti enenergetiche fossili, responsabili delle emissioni che provvocano il riscaldamento globale.
Esperti, associazioni, rappresentanze di settore, scienziati, economisti e semplici cittadini, hanno tempo fino al 31 agosto per inviare al Governo osservazioni, critiche e suggerimenti che verranno valutati prima della pubblicazione del documento finale.

Tra le voci più autorevoli coinvolte nel dibattito intorno alla Strategia Energetica Nazionale c'è il comitato Energia per l'Italia: un gruppo di scienziati, esperti, dirigenti di alto livello di enti, istituzioni e centri di ricerca che hanno già reso pubbliche una serie di osservazioni sul documento del Governo. Il gruppo è coordinato da Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna, accademico dei Lincei, e chimico di assoluto livello internazionale. "A conti fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia 105.0, lo ha intervistato per introdurre la puntata del 6 agosto.

Il patrimonio artistico e culturale italiano è una ricchezza minacciata dal trascorrere del tempo, dalla mancanza di fondi, dai trafficanti d'arte e anche dalle catastrofi naturali; come i recenti terremoti che hanno sconvolto il centro Italia, danneggiando, e in alcuni casi distruggendo, opere d'arte più che secolari. Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha in atto diverse iniziative per salvaguardare e valorizzare questo patrimonio unico. Ad esempio, dal 2014 riscuote molto successo #domenicalmuseo, l'ingresso gratuito ai musei e siti archeologici statali ogni prima domenica del mese. A luglio si è registrato un boom di visite: in particolare 10 mila persone hanno affollato la Reggia di Caserta, 16 mila si sono recati a Pompei, e oltre 31 mila hanno preferito il Parco archeologico del Colosseo. "A Conti Fatti", la rubrica radiofonica di EconoiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0, ha dedicato una puntata all'argomento. Per introdurre il tema è intervenuta Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

Sono tante le situazioni critiche presenti nel continente africano; una di cui non si parla mai è quella del Madagascar la cui popolazione vive in unno stato di assoluta povertà come ha raccontato su “A Conti Fatti” Simone Garroni, direttore di Azione contro la Fame Italia, al suo ritorno da un viaggio proprio in Madagascar.

Domenica, 09 Luglio 2017 16:03

In Africa è tempo di AGIRE

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30 milioni di persone senza cibo o acqua sufficienti, 1,5 milioni di bambini a rischio morte per denutrizione, 2,3 milioni di persone costrette a fuggire da attacchi di Boko Haram in Niger, Ciad e Nigeria, 18.000 casi di colera nel 2017 in Somalia. Sono solo alcuni dei numeri che il sito della onlus “AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze” - riporta per descrivere l’emergenza che sta vivendo il continente africano. Abbiamo approfondito la questione con la responsabile comunicazione di Agire, Maddalena Grechi, intervenuta su “A Conti Fatti”, trasmissione di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

È in corso a Bologna il G7 ambiente. Tra i punti principali sul tavolo dei grandi della terra gli avanzamenti dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e la definizione dell'Agenda 2030 relativa allo sviluppo sostenibile, due documenti delle Nazioni Unite che impongono ai governi un netto cambio di prospettiva nella programmazione della loro crescita economica e uno sforzo maggiore che unisca progresso, equità e tutela del pianeta.  

Il prossimo 11 e 12 giugno Bologna ospiterà il g7 ambiente, un’occasione importante per fare il punto su temi centrali per il futuro del pianeta: dall’accordo globale sul clima, all’Agenda Onu sullo sviluppo sostenibile, all’economia circolare.
Il summit sarà preceduto e accompagnato da “#ALL4THEGREEN” una rassegna di oltre 70 eventi cittadini che dal 5 al 12 giugno animeranno il capoluogo emiliano con la partecipazione di associazioni civiche, culturali, universitarie, ambientaliste, consorzi e  aziende che hanno deciso di raccogliere l’appello per un’economia che punti all’efficienza, al risparmio e al riutilizzo delle risorse.

Il tema del multiculturalismo, della costruzione di un’identità comune nel rispetto delle differenze è uno dei capisaldi su cui si fonda l’ideale che ha portato nel secolo scorso alla costruzione dell’Unione Europea, ideale che oggi viene ciclicamente messo in discussione da venti euroscettici sempre più frequenti.
In occasione della 26ma edizione della Festa dei Popoli, Silvia Costa, membro della commissione cultura del Parlamento Europeo, interviene su “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di economiacristiana.it, trasmessa da radio Vaticana Italia.

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