Caritas, quando l’accoglienza diventa assistenza

Scritto da   Domenica, 20 Luglio 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Roberta Molina della Caritas è intervenuta su A conti Fatti, rubrica a cura della redazione di economicristiana.it ed in onda sulle frequenze della Radio Vaticana.

 

Dottoressa Molina, Roma è per definizione la città dell’accoglienza, specialmente accoglienza turistica. Ma cosa vuol dire per la Caritas fare accoglienza?

Per la Caritas fare accoglienza vuol dire non rimanere indifferenti a quella parte della città sommersa che nessuno vede o che si vuol far finta di non vedere: una città di sofferenza, di abbandono. Per noi fare accoglienza vuol dire farci carico proprio di questa città.
 

L’impegno della Caritas Diocesana di Roma in favore delle persone senza fissa dimora non si limita solo all’accoglienza ma si tratta di un impegno di promozione. Può descriverci meglio cosa si intende?

Noi cerchiamo di dare una dimensione di relazione. Cerchiamo prima di tutto di soddisfare quelli che sono i bisogni primari della persona, ma poi con la stessa iniziamo un percorso: un percorso di reinserimento, di relazione, che dovrebbe portarlo, per quanto è possibile, a un reinserimento in un contesto sociale, territoriale, familiare. Per noi è proprio questo: accompagnare la persona da una situazione di difficoltà estrema ad una possibilità di riscatto.
 

In che cosa consiste la Formazione per Operatori dei Centri?

La formazione è a diversi livelli: si tratta di una formazione spirituale, di una formazione tecnica. Ma si tratta anche di una formazione per essere in grado di leggere la domanda che ci fa la persona sofferente che ci è davanti. Non è solo una formazione fatta per moduli, ma è una formazione quotidiana, in cui ci si abitua e si abitua l'operatore, il volontario a saper cogliere in quel momento quello che sta avvenendo. Tutti i giorni, infatti, arrivano stimoli diversi che vanno interpretati, letti ed elaborati.
 

In che cosa consiste il Servizio Notturno Itinerante?

Il servizio notturno itinerante è un servizio molto antico della Caritas, che inizia nel 1984: è quel servizio che non aspetta che la persona venga a chiedere ma che va a ricercare la persona. In una città come Roma questo è fondamentale perché spesso le persone rimangono nascoste, le troviamo negli angoli più bui, poco visibili e questo porta la persona a incorrere in diversi rischi e persino alla morte, soprattutto durante l'inverno, se fa troppo freddo
 

Cos’è il progetto “Emporio della solidarietà”?

L'Emporio della solidarietà è un modo di stare vicino a tante famiglie che sono sommerse da questa crisi che attanaglia e non lascia respiro. E' una sorta di supermercato dove le famiglie hanno la possibilità di accedere gratuitamente. È un modo per dare dignità a una famiglia che ha perso il lavoro, che non ha la possibilità di sostenersi nella spesa, dando un aiuto per ricominciare. Questo è un grande servizio, un servizio innovativo rispetto a un periodo economico così difficile che il paese sta attraversando.

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