Europa promotrice di Pace, 12 importanti firmatari per un piano concreto

Scritto da   Lunedì, 27 Ottobre 2014 11:43 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Europa promotrice di Pace, 12 importanti firmatari per un piano concreto

Con oltre 60 anni d'esperienza di riconciliazione e il premio Nobel per la Pace 2012, l'Unione Europea può divenire importante per contribuire alla stabilità e lo sviluppo, presupposti per la Pace, nei paesi Mediterranei e del Medio Oriente. È la proposta dei 12 firmatari del “Piano di Pace e sviluppo dall'Europa al Medio Oriente” presentata al Governo Italiano e alle Istituzioni UE, in occasione del Semestre Italiano di Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea, e che richiama l'impegno “dei Movimenti Cristiani, delle Forze sociali e delle Persone di buona volontà”.

“Mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge.” ha detto Papa Francesco nell'Omelia della messa al Sacrario Militare di Redipuglia di Sabato 13 settembre 2014, centenario dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. Per questo motivo è necessario unire le forze in un progetto concreto e mirato a costruire la Pace. Tra chi ha siglato si trovano Remo Di Pinto (Ministro nazionale OFS Italia), Maria Romana De Gasperi (figlia di Alcide De Gasperi), Giuseppe Rotunno (Presidente del Comitato Civiltà dell'Amore), Carlo De Masi (Segretario Generale FLAEI-Cisl), Angelo Passaleva (Collegamento Sociale Cristiano), Guido Barbera (Presidente CIPSI), Tommaso Benincasa (Associazione FPC Movimento Amore Familiare), Matteo Tagliaferri (Comunità In Dialogo), Flavio Lotti (Tavola della Pace), Gianfranco Cattai (Presidente Focsiv), Gianni Bottalico (Presidente Nazionale Acli), Salvatore Pagliuca (Presidente Nazionale UNITALSI). 12 firmatari che rappresentano realtà capaci di fare tanto ogni giorno per la Pace.

Sono tre gli obiettivi concreti attorno al quale si riuniscono gli sforzi: il disarmo in Europa a partire dalle testate nucleari dichiarate in disarmo dagli Accordi START(Strategic Arms Reduction Treaty), accordi siglati tra Usa e Russia dal 1991 al 2010; la conversione delle armi in energia; l'utilizzo del ricavato economico in un programma per finanziare Microimprese in Nord Africa e Medio Oriente, per favorire un futuro sereno alle popolazioni, nelle proprie terre, senza dover emigrare o fuggire da esse.

Potrebbe sembrare un sogno, ma nella proposta si ricorda che la storia ha già concesso delle basi sulle quali rendere questi orizzonti possibili. Il risultato più recente, anche se discusso, è il disarmo chimico in Siria. Più concreto è il piano “Megatons to Megawatts”, siglato tra Stati Uniti e Russia e conclusosi nel dicembre 2013 con più di 20.000 testate nucleari in disarmo dal 13 febbraio 1993. Questo è stato promosso per tutto il 1992 da vari Enti Italiani insieme al Comitato Civiltà dell'Amore con l'incoraggiamento di Giovanni Paolo II.

Su questa strada poi si innestano accordi e risoluzioni europee ed internazionali. Prima su tutte la Risoluzione del Parlamento Europeo sul disarmo nucleare del 26 febbraio 2004 nel quale seguendo il trattato di non proliferazione nucleare(TNP) si sono poste misure per scongiurare il pericolo che le armi nucleari in dismissione subiscano diversioni ad opera di enti criminali. Altro tassello per la Pace è il “Plan of Support for Reform” approvato al G8 del Giugno 2004 a Sea Island, il quale prevede una serie di iniziative volte a promuovere e sostenere Microimprese e Microcredito nel Medio Oriente e nell'Africa del Nord, con il sostegno dei paesi occidentali in collaborazione con la Lega Araba. Un ultimo passo che fa ben sperare è del 2010 grazie al documento finale della ottava conferenza di revisione del TNP, approvato il 28 maggio di quell'anno da tutti 189 stati coinvolti dal trattato. Ciò fa ben sperare anche se bisogna che si passi dalle firme agli atti concreti.

Per questo motivo la proposta “dei Movimenti Cristiani, dalle Forze sociali e delle Persone di buona volontà” prevede alcuni passi concreti. Il primo è la richiesta al Governo Italiano di farsi promotore durante il Semestre di Presidenza UE, iniziato a luglio e che finirà il 31 dicembre 2014, di questo Piano di Pace con il supporto del Ministero della Difesa e del Ministero degli Esteri. Seconda tappa prevede da parte dell'Unione Europea la promozione di un accordo per una Sicurezza comune in Europa e Medio Oriente operando il disarmo progressivo e condiviso, sulla scia del Piano Usa-Russia di conversione nucleare. A seguito di ciò, l'UE dovrebbe accordarsi per permettere che il dividendo economico “ricavato” dalla Pace sia investito in finanziamenti per progetti di cooperazione internazionale, con creazione e crescita di microimprese di lavoro in Nord Africa e Medio Oriente. Ciò contribuirebbe a ridurre il fenomeno dell'emigrazione di massa, causata dalla fuga da povertà e mancanza di lavoro, favorendo uno sviluppo integrale e la Pace.

“A me che importa?” è una domanda che potrebbe interessare tutti davanti a questioni mondiali, domanda che fa eco a quella di Caino, «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). Papa Francesco, sempre al Sacrario di Redipuglia, ha ricordato quanto alla base della Guerra ci sia questo pensiero: «La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: “A me che importa?”».

E il Pontefice invita tutti a convertire il cuore passando da questa feroce domanda al pianto per tutte le vittime per la follia della Guerra, perché chi compie il male non piange più: « Con quel “A me che importa?” che hanno nel cuore gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere. Caino non ha pianto. Non ha potuto piangere. L’ombra di Caino ci ricopre oggi qui, in questo cimitero. Si vede qui. Si vede nella storia che va dal 1914 fino ai nostri giorni. E si vede anche nei nostri giorni.» . Oggi col pianto si potrà sicuramente cominciare a lavare via le brutture della Guerra per costruire insieme la Pace, così come ogni cristiano è chiamato a fare nella propria vita. Il Piano di Pace proposto è un impegno concreto in quella direzione a livello mondiale.

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