Il volontariato rende il cambiamento possibile, la solidarietà gratuita scrive la storia coi poveri

Scritto da   Sabato, 06 Dicembre 2014 08:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il volontariato rende il cambiamento possibile, la solidarietà gratuita scrive la storia coi poveri

"Make the change happen, volounteer!" è lo slogan che il 5 dicembre  è risuonato in 80 nazioni, ricordando che ciascun volontario rende possibile il cambiamento per un mondo migliore sulla terra. Ogni anno, in questa data, si celebra in tutto il mondo  la Giornata Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Economico e Sociale, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1985, mediante la risoluzione 40/212.
 
Il Segretario Generale ONU Ban Ki-Moon ha evidenziato, nel suo messaggio per la giornata, come questo evento sia una occasione per ringraziare tutti coloro che si impegnano con spirito di gratuità e che con il loro esempio di servizio generoso incoraggiano ognuno a fare la propria parte per contribuire al cambiamento verso un futuro migliore, per tutti. A questo messaggio si aggiungono le parole del Coordinatore Esecutivo dei Volontari delle Nazioni Unite, Richard Dictus, il quale ha affermato: "In tutto il mondo, gli sforzi per la Pace e lo Sviluppo diventano più efficaci quando coinvolgono pienamente le persone, senza differenza di storia, razza, genere o età. La partecipazione tramite volontariato è anche un modo per rafforzare coloro che provengono da gruppi emarginati, provvedendo loro un'opportunità di agire."

"C’è tanto bisogno di testimoniare il valore della gratuità: i poveri non possono diventare un’occasione di guadagno!": così ha affermato Papa Francesco, il giorno precedente a questa ricorrenza, nel suo discorso dell'udienza alla Focsciv, Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario. Il pontefice ha stimolato i presenti a "diventare uno strumento al servizio del protagonismo dei poveri" i quali necessitano della solidarietà, che rende capaci di fare la storia assieme ai poveri "rifuggendo da presunte opere altruistiche che riducono l’altro alla passività". E questo deve avvenire, per prima cosa, in relazione al Creato perché "rimanga un patrimonio di tutti, da consegnare in tutta la sua bellezza alle generazioni future", e non in balia di "un sistema economico che saccheggia la natura" che è causa di povertà. Per questo motivo il Papa ha ribadito che "il creato non è una proprietà di cui possiamo disporre a nostro piacere, e ancor meno è una proprietà solo di pochi."

Un'altra piaga ricordata da Francesco è "lo scandalo della guerra", contro la quale ha spronato a continuare a spendersi, come già fanno i molti volontari che costruiscono la Pace  "cercando con perseverante tenacia di disarmare le menti, di avvicinare le persone, di costruire ponti fra le culture e le religioni". Il Papa ha esortato tutti i presenti a non tirarsi inidetro davanti alla sofferenza generata dalla guerra, ma a cercare di "farsi carico di questa umanità dolorante, con prossimità e accoglienza evangelica." Ricordando i numeri sempre maggiori di migranti e rifugiati, ha sottolineato come la responsabiltà non è solo di chi si vuole far "discepolo di Cristo", ma di tutti: istituzioni, ONG e comunità ecclesiali devono collaborare "per promuovere percorsi di convivenza armonica tra persone e culture diverse." Infatti, come ha affermato il Papa, oggi diventa "necessaria una fattiva collaborazione fra gli Stati, per regolare e gestire efficacemente tali fenomeni." Un annuncio che va ben oltre da una semplice professione di fede e che coinvolge l'umanità intera indipendendentemente dalla fede e dalla cultura.

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