Quando il volontariato d’impresa crea nuove sinergie: l’esempio di Campagna Amica

Scritto da   Giovedì, 01 Gennaio 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Raffaella Cantagalli, responsabile formazione e promozione di Campagna Amica, è intervenuta su A Conti Fatti, trasmissione a cura di Economiacristiana.it trasmessa dalle frequenze di Radio Vaticana Italia.

Campagna Amica ha partecipato, insieme ad altre imprese come Coldiretti, la Cascina e Orion RM, al progetto pilota promosso dalla Compagnia delle Opere Roma e Lazio sul volontariato d’impresa. Perché la scelta di aderire a questo progetto?

Campagna Amica ha scelto di aderire a questo progetto per vedere se l’interazione tra imprese è in grado di creare collaborazione per portare sviluppo in quei settori che coinvolgono direttamente e indirettamente anche persone più svantaggiate.

 

In particolare tu sei stata protagonista di una attività di volontariato presso il carcere romano di Rebibbia dove la cooperativa Men at Work lavora anche sul reinserimento futuro dei detenuti. Quali erano le aspettative prima di questa esperienza? sono state poi confermate dall’esperienza che hai fatto?

L'esperienza nel carcere romano di Rebibbia è stata assolutamente interessante e già si immagina di replicarla. Vivendo qualche ora insieme ai detenuti abbiamo compreso come l'interazione e la formazione di queste persone coinvolte in attività concrete, può effettivamente dare grande soddisfazione e grandi motivazioni ai detenuti stessi.

 

Avete collaborato anche alla realizzazione dell'orto dove i detenuti lavorano e i cui prodotti vengono venduti direttamente ai cittadini. Un po’ quello che fa anche Campagna Amica…

È stato molto interessante vedere come la coltivazione di questo appezzamento di terra fosse simile all'attività che Campagna Amica realizza quotidianamente con la vendita diretta dei prodotti ortofrutticoli, attraverso la grande rete che ha messo in atto in tutta Italia. E' stato bello vedere come le persone coinvolte avessero una cura particolare per i prodotti che coltivavano ma anche per la pulizia e la presentazione degli stessi prodotti nel punto vendita. Mi ha colpito particolarmente la grande richiesta di prodotti presente all'interno di questo punto vendita. Il prodotto a km zero, in questo caso, assume un valore aggiunto ulteriore perché lavorato direttamente dai detenuti, e può diventare una leva molto forte per tutte le persone, sia per chi lavora, che per chi acquista.

 

Il progetto di volontariato d’impresa della Compagnia delle Opere ha un duplice scopo: mettere in contato realtà profit con il no profit; attraverso questa esperienza significativa anche dal punto di vista umano, inoltre, mette in contatto realtà imprenditoriali che possano poi creare sinergie al loro interno. Campagna Amica ha trovato delle sinergie, delle progettualità future con realtà profit o no profit?

Nel corso della nostra esperienza nel carcere di Rebibbia che prevedeva la preparazione del pranzo insieme ai detenuti, chiacchierando sono naturalmente venute fuori idee, progetti e possibili sinergie. Parlando con il cuoco, ad esempio, si è ipotizzata la possibilità di organizzare, insieme alla cooperativa Men at work, una degustazione all'interno di uno dei nostri mercati romani. La degustazione sarà realizzata direttamente da questa cooperativa che nel carcere forma i detenuti per cucinare e gestire gli alimenti del loro orto.

 

Quindi è un’esperienza da rifare?

Assolutamente da rifare, da prendere ad esempio anche per altre realtà. Nel nostro quotidiano, come fondazione, cerchiamo di aumentare la consapevolezza del consumatore per una sana alimentazione. Ma collaboriamo anche con delle realtà, come la lega del Filo d'Oro, la Lirt, che hanno bisogno di solidarietà. Questo fa parte della nostra missione.

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