Battaglia allo spreco alimentare in una giornata, per non sprecare ogni giorno

Scritto da   Mercoledì, 04 Febbraio 2015 12:04 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Basteranno una giornata, un anno o addirittura l'EXPO2015 per cambiare le abitudini e prevenire lo spreco di cibo? La situazione è troppo complessa per essere ridotta in inziative temporanee e lo sanno anche i promotori della Seconda giornata per la prevenzione allo spreco alimentare, che si celebra il 5 febbraio. In questa data, infatti, è partita l'iniziativa del Diario domestico dello spreco alimentare: un campione rappresentativo di famiglie italiane sarà impegnato nel monitoraggio scientifico del cibo sprecato.


Last Minute Market e la campagna europea "Un anno contro lo spreco", con il Distal dell’Università di Bologna, hanno lanciato il "Diario dello Spreco" grazie al quale per la prima volta gli italiani conteggeranno il loro spreco effettivo, anzichè la loro percezione. Andrea Segrè, coordinatore del comitato tecnico scientifico attivato dal Ministero dell’Ambiente per la prevenzione dei rifiuti e dello spreco di cibo, ha affermato che "Si tratta di un'iniziativa decisamente 'rivoluzionaria', sulla scia di quanto da tempo si sta sperimentando nei Paesi anglosassoni: lo studio consentirà di capire quali prodotti alimentari sono maggiore oggetto di spreco all’interno dei nuclei domestici italiani, e perché, completando i dati già monitorati nel tempo dall’Osservatorio nazionale Waste Watcher".

Tutto questo sarà rivoluzionario anche per il fatto che la prima fase sarà promossa attraverso la trasmissione Decanter di Radio2 Rai e coinvolgerà su base volontaria chiunque compilerà questo diario nella settimana dal 9 al 15 febbraio 2015 e lo spedirà ad SWG entro il 18 del mese. L'altra peculiarità è che rispetto a tutte le altre metodologie esistenti, questo diario registra anche il cibo che viene smaltito attraverso gli scarichi domestici (latte, succhi di frutta o caffè avanzato che si getta nel lavandino) o dato da mangiare agli animali domestici. La seconda fase sarà nel mese di Aprile 2015 e coinvolgerà, invece, un campione rappresentativo dei nuclei familiari italiani; i dati confluiranno in un Diario unico che verrà presentato il 5 giugno, Giornata mondiale dell'Ambiente.

Non solo un diario ma, dopo un anno dalla prima giornata contro lo spreco alimentare, si è giunti a formulare un Position Paper che sintetizza le linee direttrici per una nuova normativa. Attraverso l’attivazione della Consulta PINPAS(Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare), si propongono soluzioni per agevolare la donazione di eccedenze e prodotti invenduti, semplificazioni e armonizzazioni del quadro di riferimento attuale in ambito procedurale, fiscale ed igienico-sanitario.

C'è molto da fare e non solo nella legge, come emerge anche dal monitoraggio di Waste Watcher – Knowledge for Expo, l'Osservatorio dedicato ai temi dell’alimentazione, dell’agricoltura, dell’ambiente e della sostenibilità, attivato da Last Minute Market con Swg per svolgere studi e ricerche sui temi caratterizzanti l’Esposizione Universale e promuovere l’elaborazione di smart policies sulle questioni centrali del nostro tempo legate al cibo. Ben 4 italiani su 5 dimostrano interesse verso le tecnologie "intelligenti" e si dichiarano incuriositi e soddisfatti dalle tecnologie che possano favorire la riduzione e la prevenzione dello spreco. Il 19% degli intervistati, 1 su 5, però afferma di essere impreparato o impaurito di fronte a queste nuove risorse tecnologiche.

Altri dati che emergono da questo sondaggio mostrano come nella percezione degli italiani i più spreconi siano i giovani e i bambini, ben il 63% la pensano in questo modo. Inoltre per molti sono le mense, i supermercati e i ristoranti i luoghi di maggior spreco. Anche per questo l'80% degli intervistati chiede di promuovere una campagna di educazione sul tema a partire dagli studenti, ma anche per tutti i cittadini. Si tratta di un sondaggio sulla percezione, sondaggio molto utile per comprendere alcune tendenze e trovare punti di riferimento. Bisognerà, però, aspettare i dati più concreti del Diario dello Spreco, perché potrebbe cambiare qualcosa: spesso la realtà dei fatti è diversa da come ce la immaginiamo.

Lo spreco è responsabilità di tutti e il cambiamento tocca a ciascuno di noi in prima persona, attivandosi per ridurre e prevenire il consumo inutile, senza attendere soluzioni dall'alto o identificando colpevoli fuori di noi. Gli strumenti, gli stimoli e le opportunità devono certamente esserci, ma occorre radicalmente modificare lo stile di vita di ogni giorno e non solo di una giornata, pur sempre speciale.

Basteranno una giornata, un anno o addirittura

l'EXPO2015 per cambiare le abitudini e prevenire lo

spreco di cibo? La situazione è troppo complessa

per essere ridotta in inziative temporanee e lo

sanno anche i promotori della Seconda giornata per

la prevenzione allo spreco alimentare, che si

celebra il 5 febbraio. In questa data, infatti, è

partita l'iniziativa del Diario domestico dello

spreco alimentare: un campione rappresentativo di

famiglie italiane sarà impegnato nel monitoraggio

scientifico del cibo sprecato.

Last Minute Market e la campagna europea "Un anno

contro lo spreco", con il Distal dell’Università di

Bologna, hanno lanciato il "Diario dello Spreco"

grazie al quale per la prima volta gli italiani

conteggeranno il loro spreco effettivo, anzichè la

loro percezione.Andrea Segrè, coordinatore del

comitato tecnico scientifico attivato dal Ministero

dell’Ambiente per la prevenzione dei rifiuti e

dello spreco di cibo, ha affermato che "Si tratta

di un'iniziativa decisamente 'rivoluzionaria',

sulla scia di quanto da tempo si sta sperimentando

nei Paesi anglosassoni: lo studio consentirà di

capire quali prodotti alimentari sono maggiore

oggetto di spreco all’interno dei nuclei domestici

italiani, e perché, completando i dati già

monitorati nel tempo dall’Osservatorio nazionale

Waste Watcher"

Il tutto sarà rivoluzionario anche per il fatto che

la prima fase sarà promossa attraverso la

trasmissione Decanter di Radio2 Rai e coinvolgerà

su base volontaria chiunque compilerà questo diario

nella settimana dal 9 al 15 febbraio 2015 e lo

spedirà ad SWG entro il 18 del mese. L'altra

peculiarità è che rispetto a tutte le altre

metodologie esistenti, questo diario registra anche

il cibo che viene smaltito attraverso gli scarichi

domestici (latte, succhi di frutta o caffè avanzato

che si getta nel lavandino) o dato da mangiare agli

animali domestici. La seconda fase sarà nel mese di

Aprile 2015 e coinvolgerà, invece, un campione

rappresentativo dei nuclei familiari italiani; i

dati confluiranno in un Diario unico che verrà

presentato il 5 giugno, Giornata mondiale

dell'Ambiente.

Non solo un diario ma, dopo un anno dalla prima

giornata contro lo spreco alimentare, si è giunti a

formulare un Position Paper che sintetizza le linee

direttrici per una nuova normativa. Attraverso

l’attivazione della Consulta PINPAS(Piano nazionale

di prevenzione dello spreco alimentare), si

propongono soluzioni per agevolare la donazione di

eccedenze e prodotti invenduti, semplificazioni e

armonizzazioni del quadro di riferimento attuale in

ambito procedurale, fiscale ed igienico-sanitario.

C'è molto da fare e non solo nella legge, come

emerge anche dal monitoraggio di Waste Watcher –

Knowledge for Expo, l'Osservatorio dedicato ai temi

dell’alimentazione, dell’agricoltura, dell’ambiente

e della sostenibilità, attivato da Last Minute

Market con Swg per svolgere studi e ricerche sui

temi caratterizzanti l’Esposizione Universale e

promuovere l’elaborazione di smart policies sulle

questioni centrali del nostro tempo legate al cibo.

Ben 4 italiani su 5 dimostrano interesse verso le

tecnologie "intelligenti" e si dichiarano

incuriositi e soddisfatti dalle tecnologie che

possano favorire la riduzione e la prevenzione

dello spreco. Il 19% degli intervistati, 1 su 5,

però afferma di essere impreparato o impaurito di

fronte a queste nuove risorse tecnologiche.

Altri dati che emergono da questo sondaggio

mostrano come nella percezione degli italiani i più

spreconi siano i giovani e i bambini, ben il 63% la

pensano in questo modo. Inoltre per molti sono le

mense, i supermercati e i ristoranti i luoghi di

maggior spreco. Anche per questo l'80% degli

intervistati chiede di promuovere una campagna di

educazione sul tema a partire dagli studenti, ma

anche per tutti i cittadini. Si tratta di un

sondaggio sulla percezione, sondaggio molto utile

per comprendere alcune tendenze e trovare punti di

riferimento. Bisognerà, però, aspettare i dati più

concreti del Diario dello Spreco, perché potrebbe

cambiare qualcosa: spesso la realtà dei fatti è

diversa da come ce la immaginiamo. Lo spreco è

responsabilità di tutti e il cambiamento tocca a

ciascuno di noi in prima persona, attivandosi per

ridurre e prevenire il consumo inutile, senza

attendere soluzioni dall'alto o identificando

colpevoli fuori di noi. Gli strumenti gli stimoli e

le opportunità devono certamente esserci, ma

occorre radicalmente modificare lo stile di vita di

ogni giorno e non solo di una giornata, pur sempre

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