Parco agricolo multifunzionale dei Paduli: tra innovazione e rigenerazione territoriale

Scritto da   Domenica, 07 Giugno 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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In provincia di Lecce un gruppo di giovani professionisti ha scommesso sulle ricchezze nascoste del proprio territorio. Da questa sfida è nato il Parco agricolo multifunzionale dei Paduli, un territorio di circa 5500 ettari fino a poco tempo fa in stato di abbandono ed oggi volano economico per il terriorio grazie alla produzione di olio extra vergine d'oliva e ad una serie di attività a vocazione turistica. 

Il Parco dei Paduli e le attività connesse al recupero di questa area del Salento vengono raccontate, insieme ad altri casi di comunità rurali e montane che hanno saputo investire responsabilmente sul proprio territorio, nel documentario "Tra Campagne intelligenti e Montagne all'avanguardia", realizzato da Earth Day Italia in collaborazione con il Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e recentemente presentato ad Expo.  

Gabriele Petracca, sindaco di San Cassiano, è intervenuto su "A Conti Fatti" programma a cura di Economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia ogni domenica e festivi alle 15.40 e in replica il lunedì alle 11.35.

 

Sindaco, nel 2003 il comune di San Cassiano, insieme ad altri comuni, ha iniziato un processo di analisi del territorio con l’obiettivo di trovare nuovi modelli di sviluppo territoriale. Qual è stato il risultato di questa analisi?
Il risultato è stato l’unione di saperi locali quindi semplicemente gli abitanti, più anziani e meno anziani, dei paesi intorno all'area dei Paduli, ma principalmente di San Cassiano, con i saperi di esperti di tecnici, come architetti biologi, paesaggisti, botanici. Insieme alle amministrazioni comunali, si è costruita pian piano, anno dopo anno, un'idea di sviluppo nuova all’interno del piano paesaggistico della regione Puglia approvato da poco. Lo scorso febbraio siamo stati scelti dal ministero dei beni culturali a rappresentare l'Italia al premio del paesaggio al consiglio d'Europa. Quindi, possiamo dire che la forza di questo progetto sta proprio nella partecipazione dei cittadini intesi come attori principali.
 
Che innovazioni avete apportato che hanno cambiato tangibilmente la realtà del vostro territorio?
Questo progetto parte in sordina con un grande scetticismo iniziale. Pian piano proprio con il coinvolgimento dei cittadini, questo progetto è diventato più credibile. Tutto inizia da un programma di rigenerazione urbana e territoriale: abbiamo recuperato dieci centri storici, creando un sistema di interconnessioni tra questi attraverso dei percorsi, anche con piste ciclabili, mettendo in rete tutto il territorio., i suoi beni culturali e architettonici e il paesaggio. Inoltre abbiamo realizzato cinque laboratori con il progetto "Bollenti Spiriti": laboratorio dell'agricoltura, dell'enogastronomia, della mobilità lenta, dell'albergo diffuso e dei beni culturali. 
 
Che risposta ha dato la cittadinanza al vostro progetto? 
inizialmente c'era scetticismo nei cittadini, perché non riuscivano a vedere nell'agricoltura, una risorsa e nel territorio agricolo, e nel paesaggio stesso, un punto di partenza per un nuovo modello di sviluppo. Lentamente, coinvolgendoli in tutto questo percorso, i cittadini hanno iniziato a dare una risposta forte, innanzitutto attraverso la partecipazione attiva. Oggi sono consapevoli che da un'area abbandonata, ma con profonde risorse paesaggistiche, si può creare sviluppo. 
 
Questo è l’anno dell’Expo. Secondo la vostra esperienza in che modo si può nutrire correttamente il pianeta?
Bisogna partire dal rispetto del pianeta. Occorre tornare un po’ agli albori dell'attività agricola, limitando al massimo, o eliminando, l'uso della chimica; ritornare alle buone pratiche agricole, magari utilizzando i mezzi meccanici insieme alle tecnologie che oggi la scienza ci ha messo a disposizione. In questo modo, non solo si riesce a soddisfare l'esigenza alimentare dell'intero pianeta, ma si attua un'azione di tutela e di valorizzazione del territorio. Ma anche unendo l'attività agricola, che è alla base del sostentamento degli esseri umani, con l'attività agro-turistica, che tutela e valorizza il paesaggio, si può trarre beneficio anche economico. 
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