Con Maria nel cuore di Roma

Scritto da   Domenica, 13 Settembre 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Con Maria nel cuore di Roma

A via Jenner, nel quartiere di Monteverde a Roma sorge la casa per ferie della Congregazione delle Figlie di Maria Immacolata – Marianiste.
La congregazione è stata fondata da Guillaume-Joseph Chaminade e Madre Adéle de Trenquelléon cui la struttura è intitolata.

Intervenendo su A Conti Fatti ne ha parlato Suor Michela Messina, superiora della Congregazione delle Figlie di Maria Immacolata e responsabile di Casa Adele.

 

 

Suor Michela, cominciamo dalla vocazione che c’è dietro la struttura di Casa Adele
Noi siamo un istituto di suore marianiste e già il nome dice che siamo legate a Maria.
La nostra congregazione è della fine dell'800, ai tempi della rivoluzione francese: i nostri fondatori avevano a cuore di rievangelizzare la Francia, un pà la situazione che troviamo oggi con questa difficoltà della fede. Non abbiamo un carisma specifico, nel senso che non abbiamo un'opera fissa alla quale ci rivolgiamo, noi andiamo con Maria dove c'è da poter educare alla fede, per cui ogni ambiente è ideale, dalla scuola, alla parrocchia come anche la casa di accoglienza, che qui in Italia abbiamo aperto alla fine degli anni '50 inizi degli anni '60, quando c'era in corso il Concilio Vaticano II come accoglienza ai vescovi.
Poi siamo andate avanti accogliendo pellegrini ed arrivando fino ad oggi che accogliamo anche studenti e operai. Cerchiamo di tenere aperte le porte con questo servizio a chi ha bisogno, sempre con questo spirito di accoglienza per cui una persona può trovare un ambiente semplice e familiare.

 

In 50 anni come sono cambiate le esigenze delle persone che accogliete?
All'inizio avevamo più un'utenza religiosa, nel senso che chi veniva qui sapeva di venire in un istituto di suore e di trovare un'ambiente prettamente spirituale. Oggi la casa si è aperta a utenze di qualsiasi tipo, credenti o meno, ma comunque chi viene sa di essere accolto e di trovare un punto di riferimento anche in noi suore. Come dice il Papa: "Aprite le porte", chi viene si deve sentire accolto e deve sentire questo spirito che abbiamo, deve sentire l’amore.

 

Casa Adele è parzialmente gestita da laici. Come mai vi siete aperte al mondo laico e come vi state trovando?
La crisi delle vocazioni e l'innalzamento dell'età delle suore, ci ha portato un po' a prendere delle decisioni, si è dovuto fare una scelta, o lasciare l'opera, nella quale noi crediamo comunque fortemente, come luogo dove si può trasmettere la nostra missione oppure farci aiutare da laici senza lasciare comunque tutto a loro, perché ci sono alcuni istituti che hanno deciso di lasciare tutto.
Noi stiamo portando avanti questa collaborazione che essendo un'esperienza nuova ha anche le sue difficoltà perché per noi non è sempre facile aprirci al mondo, soprattutto le sorelle di una certa età, ma è un’esperienza che ti arricchisce.
È un'esperienza positiva perché ci aiuta davvero ad aprire di più gli occhi sul mondo e sul mondo giovane, visto che abbiamo del personale giovane. Inoltre anche i laici possono trovare una testimonianza di quella che è la nostra vita, una vita vissuta scegliendo l'assoluto che è Dio.

L’8 dicembre si apre il giubileo straordinario. Che occasione sarà?
Il giubileo è un dono, è un dono per chiunque si voglia avvicinare alla chiesa in quest'anno della misericordia e quindi io penso che anche la nostra accoglienza lascia spazio a chi desidera venire. E' già così grande questo dono, come dice il Papa: " Ho pensato spesso come la chiesa possa rendere più evidente la sua missione e di essere testimone della misericordia. E' un cammino che inizia con un conversione spirituale, per questo ha indetto un giubileo straordinario". Ecco in questa testimonianza della misericordia, penso che anche noi siamo chiamati a fare la nostra parte.

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