La casa di Santa Francesca Romana. A trastevere accoglienza e attività pastorale

Scritto da   Domenica, 20 Settembre 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Nel '400 Santa Francesca Romana si occupava dei poveri e degli ammalati del quartiere di Trastevere a Roma. Sei secoli dopo la casa in cui la Santa ha abitato accoglie pellegrini e parenti dei degenti degli ospedali vicini.

Monsignor Antonio Interguglielmi ne ha parlato intervenendo su A Conti Fatti, programma a cura di Economiacristiana.it in onda su Radio Vaticana Italia ogni domenica e festivi alle 15.40 e tutti i lunedì alle 11.35 .

 


Monsignore, la casa per ferie Santa Francesca Romana si trova a Trastevere nel palazzo Ponziani. Qui abitò Santa Francesca Romana, una figura di cui non si parla spesso, eppure è compatrona di Roma
Santa Francesca è una figura importante e una grande mistica, una santa che purtropponon è molto conosciuta a Roma. Era una giovane che venne data in sposa al nobile Ponziani e ha abitato per oltre trent'anni in questo palazzo dove oggi ha sede Santa Francesca Romana. Ha vissuto come madre di famiglia, madre di tre figli, come moglie, ma nello stesso tempo, in quell'ambiente di Trastevere del Medioevo, che era un ambiente molto povero, era colei che andava a ricevere i moribondi, che andava ad accogliere le persone che non avevano da mangiare; durante la peste di Roma fu lei a sfamare interamente il quartiere di Trastevere. Tutto questo continuando ad essere una madre di famiglia e una moglie.

In che modo la figura di Santa Francesca Romana ha ispirato la gestione della casa?
Noi ci siamo voluti ispirare all’opera di carità di Santa Francesca aprendo da diversi anni la casa all'accoglienza dei parenti dei degenti di alcuni ospedali romani; abbiamo moltissimi genitori che vengono accolti da noi che hanno i bambini ricoverati al Bambin Gesù, ma allo stesso tempo essendo molto vicini anche al Fatebenefratelli facciamo lo stesso servizio per i parenti o anche degenti che alcune volte hanno bisogno di cure molto lunghe. Accogliamo anche per l'Ospedale la Scarpetta, che è dedicato alle malattie psicologiche dei bambini, e da qualche mese anche i parenti dei ricoverati del Sandro Pertini. Questa è oggi la missione principale della casa.

La casa sorge a Trastevere, uno dei luoghi della romanità. Come è cambiato il quartiere nel corso del tempo?
Da quartiere popolare e di persone molto semplici, artigiani e operai, è diventato un po' il quartiere degli artisti, un quartiere di “moda” e noi abbiamo cercato anche di adeguare un po' l'attività pastorale della casa che è parallela a quella dell'accoglienza.
Infatti da alcuni anni si svolgono a Santa Francesca degli incontri, dei convegni che sono aperti a tutti, non sono convegni confessionali, ma sono momenti per entrare in dialogo con chi non si professa esplicitamente cristiano, ma è comunque alla ricerca di un senso e, in fondo, alla ricerca di Dio. Abbiamo visto che questi incontri hanno avuto un ottimo riscontro.

Ci ha appena accennato all’atività pastorale della casa.
Quest'anno avremo una serie di convegni dedicati all'identità dell'uomo come creatura di Dio, quindi lo collegheremo all'Enciclica "Laudato Sì" di Papa Francesco, che abbiamo già trattato in un convegno alla fine di quest'anno, proprio in corrispondenza della fine dell'enciclica.
Poi avremo degli incontri anche sui temi della nostra fede, perché abbiamo scoperto in questi anni che tante bellezze della nostra fede non sono conosciute. Vogliamo rinfrescarle con persone che hanno una base cristiana, ma che non hanno più ricevuto un accompagnamento e affronteremo i cosiddetti "temi della nostra fede", insieme ai convegni sull'identità dell'uomo come creatura di Dio.

La congregazione oltre all’opera di Santa Francesca Romana ha anche altre attività all’interno del contesto cittadino?
Abbiamo anche un oratorio, che si trova vicino al carcere di Regina Coeli, a via delle Mantellate; è un oratorio che stiamo aprendo sempre di più alle realtà giovanili delle parrocchie, che risiedono nel centro storico di Roma e che non hanno degli spazi. In quest'oratorio vengono accolti gruppi scout, gruppi di preghiera, ragazzi che vogliono dedicarsi allo sport in un'area un po' protetta. Questo oratorio fa parte delle attività pastorali della casa, anche se si trova a un km e mezzo dalla casa.

Un modo per aprire, come ha esortato Papa Francesco, la Chiesa al mondo in cui si trova ad operare.
Esatto. Era anche quello che faceva Santa Francesca nella sua epoca. Nel '400, non faceva altro che andare incontro alla realtà che trovava fuori dal palazzo, non stava chiusa nel palazzo per essere "solo" madre di famiglia e sposa, ruoli che incarnava perfettamente, ma andava alla ricerca di chi poteva avere bisogno di lei, di chi chiedeva aiuto; in quei tempi la fame era un problema enorme.
Ci sono dei miracoli bellissimi che ha compiuto nel corso della sua vita. Uno degli episodi più belli che voglio ricordare è che Santa Francesca per tanti anni della sua vita ha avuto il dono mistico di vedere l'angelo custode, infatti noi riconosciamo la statua di Santa Francesca perché viene sempre riprodotta con accanto questo piccolo bambino con le ali che in realtà è il suo angelo custode.

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