Trovare un sorriso nella Valle dei Fiori

Scritto da   Domenica, 27 Settembre 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Lavorare con minori provenienti da situazioni di disagio non è mai facile. A maggior ragione quando questi possono essere addirittura neonati come accade all’Associazione Gioventù Mariana Centro Sociale Ragazzi.
Patrizia Barbalucca, direttrice de “La Valle dei Fiori”, la casa famiglia dell’associazione ne ha parlato intervenendo su A Conti Fatti, programma a cura di Economiacristiana.it in onda su Radio Vaticana Italia ogni domenica e festivi alle 15.40 e tutti i lunedì alle 11.35

 

 

Come nasce e quali sono gli obiettivi dell’associazione?
L'associazione nasce su richiesta del territorio di Valle Aurelia, proprio dalle famiglie. Nasce come organizzazione a servizio dei servizi e collabora con tutte le forze di rete del territorio: il tribunale dei minori, i servizi sociali, è implicito che collaboriamo con le parrocchie, le ASL e le scuole. Poniamo al nostro centro l'impegno per il lavoro di rete che è una risorsa fondamentale per dare risposte tempestive ed adeguate al disagio dei minori. I nostri obiettivi principali sono operare nell'ambito dei bisogni emergenti a favore dei minori a rischio, sostenere, promuovere ed educare le famiglie del territorio che vivono in situazioni di estremo disagio, operare per la difesa dei diritti del minore e per la promozione della persona in difficoltà, nel rispetto della sua dimensione umana, politica  e religiosa. Creiamo opportunità di coinvolgimento con tutte le famiglie in un processo di autopromozione sociale, anche attraverso l'accoglienza di residenziali e di minori 0/6 anni.


Voi accogliete bambini molto piccoli di età, in alcuni casi neonati. Quali sono le difficoltà principali che incontrate nel percorso educativo?
La difficoltà principale è l'adulto di riferimento, perché è molto difficile fornire al bambino così piccolo la figura del caregiver, quindi dell’adulto che se ne prende cura costantemente non avendo madre e padre, indispensabile per lo sviluppo dell'attaccamento sicuro di cui il bambino necessita sempre, soprattutto nei primi anni di vita.
L’accoglienza della casa famiglia è temporanea quindi bisogna ricercare nell'adulto di riferimento un attaccamento sano, che permetta il giusto sviluppo psicologico del minore ed evitare quell'attaccamento morboso ed eccessivo che gli creerebbe solo danni.
È una struttura formata da specialisti che evitano danni o traumi da distacco perché è importante che il minore sia trattenuto temporaneamente nella comunità di accoglienza e poi ritrovi o le sue figure di riferimento familiari quanto deciderà un tribunale dei minori.

 

Che tipologie di ragazzi vi vengono affidati?
A noi vengono affidati bambini piccoli, bambini che escono dall'ospedale, bambini che hanno quattro anni e che hanno vissuto in ambienti particolarissimi, sono casi veramente gravi, cioè sono bambini che solitamente non vuole nessuno per quanto hanno penato, hanno vissuto. Bambini che possono avere 1/2 giorni fino a bambini che hanno sei anni, ma anche una volta che il bambino supera i sei anni, non è che noi creiamo un trauma al bambino e lo mandiamo via, aspettiamo che l'iter giudiziario sia terminato, proprio per evitare qualunque trauma; noi cerchiamo, accogliendo il minore, di evitare e di compensare con l'aiuto e un sostegno adeguato i traumi che il bambino può aver subito.


Con i genitori che tipo di percorso fate?
Con i genitori, come stabilito dal PM e dai servizi sociali, perché noi facciamo un intenso lavoro di rete, le visite protette affiancandoci alla genitorialità, con un supporto psicologico, abbiamo l'accoglienza delle famiglie multiproblematiche.
Con queste famiglie cerchiamo di sviluppare delle risorse positive perché sono a volte famiglie non accudenti, ma non per colpa loro, quindi cerchiamo di sviluppare risorse positive per la cura die figli e soprattutto per il benessere di questi bambini.

 

Fino a quando i bambini vengono assistiti da voi? Che cosa fanno una volta usciti dalla struttura?
I bambini vengono accompagnati fino alla fine dell'iter giuridico, perché le ripeto stiamo parlando della struttura di accoglienza per questa fascia di età, abbiamo anche il sostegno alla genitorialità, cioè accompagniamo le famiglie, la sera poi i bambini prendono i loro genitori, è un'accoglienza diurna.
Noi accompagniamo il bambino fino a quando l'iter procedurale è concluso.

Ogni struttura ha la sua fascia di età. Ci sono strutture che hanno 0/6 anni, altre che hanno 6/12 anni, ci sono strutture che hanno anche 0/18 anni, noi crediamo che gli operatori debbano essere specializzati per le varie fasce di età.
Il bambino del sesto anno praticamente passa nella fascia di età superiore con altri operatori di un contesto specializzato per minori per fascia di età superiore.

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