L’opera di Don Guanella nella casa San Giuseppe.

Scritto da   Domenica, 04 Ottobre 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Don Pino Venerito, direttore della Casa San Giuseppe, Centro di Riabilitazione dell’Opera Don Guanella a Roma. dedicato all’accoglienza di persone con disabilità intellettive è intervenuto su A Conti Fatti, trasmissione a cura della redazione di economiacristiana.it e trasmessa da Radio Vaticana Italia.


Cosa fa Casa San Giuseppe e a chi si rivolge?
La Casa San Giuseppe, dell'Opera Don Guanella in Via Aurelia Antica a Roma, è un centro di riabilitazione per persone con disabilità: ospitiamo persone in residenzialità, in semi residenzialità e ospitiamo dei bambini per dei trattamenti ambulatoriali.
La problematica di fondo che presentano queste persone è la disabilità intellettiva che però molto spesso è associata ad altre situazioni di salute precaria, possono essere condizioni di salute precaria per una motorietà che non è equilibrata o per altre situazioni: quando si ha a che fare con il sistema nervoso ci sono tante situazioni che rendono molto complessa la nostra attività di riabilitazione.
Ci impegniamo in questi percorsi di riabilitazione secondo quelli che sono i canoni richiesti dalla Regione Lazio con cui siamo convenzionati e ovviamente secondo il nostro stile proprio dell'Opera Don Guanella.

 

in che modo il carisma di Don Guanella orienta la vostra opera?
Don Guanella ha vissuto la sua vita a cavallo del 1800 e i primi anni del 1900, è morto nel 1915, proprio quest'anno festeggiamo il primo centenario della sua morte il 24 di ottobre prossimo. Cosa ci ha lasciato in eredità Don Guanella? Un cuore di misericordia, un cuore pieno di benevolenza, di accoglienza nei riguardi di queste persone con disabilità, ma anche persone anziane, ragazzi in difficoltà.
Noi nella casa di via Aurelia antica ci occupiamo di persone con disabilità, ma nelle altre strutture presenti nel mondo, siamo presenti in 23 nazioni, ci occupiamo anche di persone anziane e di ragazzi. Trasmettiamo l'eredità di Don Guanella, quella di mostrarci padri e madri delle persone che ci vengono affidate, servirle, riabilitarle, accompagnarle nel cammino di crescita, vivere serenamente il tempo della vecchiaia o della malattia, con serenità con la nostra presenza che si fa una presenza amica e ricorda a queste persone che non sono sole nell’affrontare i problemi.

 

Don Guanella durante la sua vita manifestò sempre attenzione a coinvolgere nella sua opera di bene laici cooperatori. Fu in questo senso precursore delle attuali necessità delle opere sociali della Chiesa.
Lui ha vissuto tre anni al fianco di Don Bosco a Torino proprio nel periodo in cui Don Bosco preparava lo statuto dei cooperatori salesiani per cui ha respirato questa atmosfera, questo clima; quando poi è rientrato nella sua diocesi di origine in Lombardia ha avuto l’intelligenza di circondarsi di persone che potessero aiutarlo, non soltanto economicamente, perché c'era bisogno anche di quello, ma cercava soprattutto persone che condividessero la sua missione, il suo modo di impostare e vedere le cose, insomma condividessero questa missione di carità.

 

Siete riusciti a replicare questo modello nella vostra opera?
I cooperatori guanelliani rappresentano il terzo ramo della famiglia guanelliana.
La famiglia guanelliana si compone di un ramo maschile, i servi della carità, cioè noi, le figlie della provvidenza, ossia le suore, e i cooperatori guanelliani, il terzo ramo.
Poi ancora un'iniziativa più ampia è quella del laicato guanelliano perché nelle nostre case collaborano con noi dipendenti, amici, volontari e lì invitiamo a unirsi in queste attività che svolgiamo e a sentirsi membri di questa grande famiglia: poi alcuni fra questi laici, se vogliono, se si sentono di fare questo passo un po' più impegnativo, fanno una promessa davanti ad altre persone e possono far parte dei cooperatori, con l'impegno specifico di sostenere il carisma e la missione dell'opera guanelliana nel mondo.

 

Fa il bene e lascia dire è una citazione di Don Guanella che riportate sul vostro sito. Che significato ha per voi?
Tanti significati. Quello che più in questo momento mi spinge, mi motiva è che oggi fare il bene vuol dire tante volte mettersi anche un po' fuori dal normale, dare occasione a qualcuno di dare giudizi, anche non positivi.
Ma comunque il messaggio è:  fai il bene, tu impegnati nel fare il bene per queste persone, vai fino in fondo e non curarti di quello che gli altri potranno dire. L'importante è che la tua coscienza sia solida, serena, tranquilla, che tu abbia speso energie per

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