Scoppa (Banco Alimentare): colletta alimentare grande gesto di carità

Scritto da   Domenica, 22 Novembre 2015 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Torna il 28 novembre l’appuntamento con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, promossa dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus.
Nei moltissimi supermercati che aderiscono all’iniziativa ognuno sarà chiamato a donare una parte della propria spesa alla Fondazione che si occuperà di redistribuire ai più poveri gli alimenti raccolti attraverso una rete di strutture caritatevoli sul territorio. Per informazioni www.collettaalimentare.it

Giampaolo Scoppa, presidente del Banco Alimentare del Lazio ne ha parlato su “A Conti Fatti”, trasmissione a cura della redazione di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia.

 


Sabato 28 novembre si svolgerà in tutta Italia la XIX edizione della Colletta Alimentare. In cosa consiste l’evento e quali sono le vostre aspettative per quest’anno?

A mio parere la colletta alimentare è il più grande gesto di carità che si svolge in Italia: l’anno scorso la manifestazione ha coinvolto 135.000 volontari, che hanno raccolto da cinque milioni di donatori il cibo per i poveri.
Cinque milioni di persone nell’arco di una sola giornata, tenendo conto che non tutti vanno a fare la spesa nello stesso giorno, si tratta di una rappresentanza della popolazione molto ampia, un grande gesto di solidarietà che va al di là dei numeri realizzati.

 

Questo gesto di carità come viene amministrato? Il cibo raccolto a chi e in che modo viene distribuito?

Il cibo che raccogliamo viene aggiunto a quello che nell’arco dell’anno viene donato al Banco Alimentare Italiano.  
Noi abbiamo una raccolta che per il 40% è rappresentata da quello che ci viene donato dall’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), mentre il restante 60% è a sua volta ripartito in un 40% dato dalla raccolta quotidiana delle eccedenze della filiera dell’industria agro-alimentare, in questo caso sono le stesse aziende che conoscendoci ci comunicano di venire a ritirare i prodotti per distribuirli, e un restante 20% ottenuto dalle donazioni fatte durante la giornata della colletta alimentare.
L’anno scorso, ad esempio, abbiamo dovuto ripetere l’evento per la seconda volta, indicendo per il 14 giugno una giornata straordinaria.
Ciò che raccogliamo poi lo distribuiamo alle strutture caritative convenzionate col Banco Alimentare: in Italia gli enti che beneficiano di queste raccolte sono circa novemila, dalle mense per poveri, alle Caritas, ai centri d’accoglienza, alle comunità di recupero per tossicodipendenti, alle case famiglia. Ovviamente vengono effettuati dei controlli, poi, una volta fatte le dovute verifiche, tutti coloro che possiedono i requisiti necessari vengono inseriti nella rete del Banco Alimentare e usufruiscono gratuitamente delle donazioni.

 

Lo scorso anno a Roma avete ottenuto un risultato importante. Tenendo conto della congiuntura economica del paese che valore date alla raccolta dello scorso anno?

Quello che è successo a Roma l’anno scorso è stato straordinario perché c’è stato un incremento del 12% rispetto all’anno precedente; tenendo conto della crisi le aspettative non erano di certo positive ed invece c’è stato questo straordinario risultato.
Ci siamo chiesti cosa fosse successo, se fossero aumentati i punti vendita aderenti, ma la verità è che siamo riusciti a trasmettere ai volontari il senso di questa carità e che cosa significasse quel gesto.
È l’approccio positivo che il volontario mostra nei confronti di questa giornata che determina il successo della raccolta stessa: in loro c’è operosità, gioia e il piacere di fare un gesto caritatevole; è quello che ci ha ricordato anche il Papa durante l’udienza che c’ha concesso lo scorso 3 ottobre.
Se ci si ferma ai numeri infatti ogni azione diventa sterile, fredda, non arricchisce nessuno, tanto meno il volontario che presta in quella giornata le sue ore per un gesto di carità; se riusciremo ad andare oltre i numeri, capendo che dietro ogni numero c’è un volto, una persona, un dramma, una famiglia, un bambino, un anziano e che nessuno di loro ha un sacrosanto accesso al cibo allora tutto si trasformerà.
Il messaggio di Cristo e l’amore verso il prossimo non si trasmettono con comunicati stampa, ma si testimoniano e si diffondono per contagio.
Così i nostri volontari, col sorriso sulle labbra, vanno a testimoniare la gioia che si prova nell’aiutare il fratello più debole, alimentando il sentimento di altruismo: è a questo si deve il successo dell’anno scorso.

 

Uno dei vostri progetti è Siticibo. Che cos’è e cosa state facendo perché tale iniziativa vada avanti?

Siticibo è un progetto che punta alla raccolta delle eccedenze alimentari, una lotta contro gli sprechi che lo stesso Papa Francesco ci invita a fare.
Uno degli sprechi maggiori è rappresentato da ciò che non viene consumato dalle mense aziendali e in una città come Roma parliamo di realtà importanti servizi sono molto frequenti, basti pensare alle grandi aziende, in quasi tutte è presente il servizio mensa.
Il nostro progetto mira a recuperare i pasti non consumati e sigillati per distribuirli, attraverso una rete di volontari, nelle mense per i poveri della città di Roma. Siamo arrivati a distribuire anche 3.500 pasti giornalieri.
Tutto questo a Roma è nato nel 2008 grazie al sostegno economico del Comune, ma da giugno di quest’anno a seguito degli scandali di “Mafia Capitale” sono stati tagliati i fondi, ci è stato negato quest’importante contributo e, teoricamente, dal primo luglio avremmo dovuto sospendere il servizio.   
Il cuore non ci ha permesso di sospendere il progetto, 3.500 persone sarebbero rimaste senza un pasto, e abbiamo deciso di continuare a dare una mano a chi ne ha bisogno, sperando nella Provvidenza e nella bontà di quanti ritengono di poter sostenere la nostra opera.    Purtroppo non so fino a quando riusciremo ad andare avanti, ma finchè sarà possibile continueremo a distribuire pasti e a dare speranza ai bisognosi di Roma.

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