Al servizio del Vangelo della vita

Scritto da   Domenica, 03 Luglio 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)

La fondazione “Il Cuore in una Goccia”  ha lo scopo di favorire, sostenere e promuovere l’attività di ricerca scientifica e la diffusione di una cultura preconcezionale, prenatale e postnatale che tuteli la vita e la salute della madre e del bambino. Il suo fondatore, il professor Giuseppe Noia, è intrvenuto su "A Conti Fatti" trasmissione a cura di economiacristiana.it trasmesso da Radio Vaticana Italia ogni domenica alle 15.40.

 

Che cos'è “Il cuore in una goccia” e che obiettivi di pone?
Il cuore in una goccia è una onlus che ha come scopo il porsi al servizio della vita, della famiglia e di tutte quelle fragilità che, sia nella fase preconcezionale che prenatale e post natale, crescono in una società che è molto distratta e poco attenta al valore della fertilità e della fecondità.
Questo scopo è rappresentato nel logo: il cuore in una goccia che impatta sul mare della vita e forma tre cerchi, quello più scuro è l'impatto diretto, quindi il mondo della scienza, poi ce ne uno più largo, che è il mondo delle famiglie e quello ancora più largo che è il mondo della fede.
Rappresentano persone che, a titolo personale, professionale, come medici o scienziati,  o come famiglie, lavorano affinché venga diffuso il Vangelo della vita.
Questa caratterizzazione cattolica poi si diversifica nel sociale e diventa un servizio a 360 gradi per credenti e non credenti: da noi vengono persone che hanno delle fragilità e non ci poniamo mai il problema della provenienza ideologica o religiosa di chi chiede e tende la mano.
Nella fase preconcezionale si fa cultura, soprattutto verso il pianeta dell'adolescenza che è molto confuso sull'affettività, sulla sessualità, sull'identità sessuale. Per dare un dato nel nostro paese solo il 15% delle coppie che vivono insieme fa una consulenza preconcezionale; negli Stati Uniti è il 60%.

 

Che cos'è una consulenza preconcezionale?
È un colloquio con cui la coppia, assieme a una figura di riferimento che in genere è un ginecologo, fa una valutazione sui rischi prospettici di una gravidanza che possono venire dalla diversità dei gruppi sanguigni, dall’aver fatto o meno il vaccino per la rosolia o la varicella, dai rischi di trombofilia congenita.
Si fa cultura, per fare un altro esempio si conosce poco in merito all'assunzione dell'acido folico che previene dal 50 al 70% le malformazioni del tubo neurale e che bisognerebbe prendere mesi prima di una gravidanza e non solo dopo aver fatto il test.
Si fa un’operazione di prevenzione per evitare quei drammi etici, morali e psicologici che potrebbero segnare per tutta la vita la procreazione futura della coppia.

 

Con questo approccio non si possono verificare le condizioni per cui una coppia decide poi di non avere un figlio?
Certamente c’è la possibilità che la copia scelga di procrastinare un figlio oppure di cercare delle soluzioni alternative, sempre eticamente compatibili con il Magistero della Chiesa, e anche questo è un elemento che fa parte di questa consulenza.
Noi crediamo che educare alla consapevolezza significhi far crescere le persone; è chiaro che la scelta di avere o meno un figlio spetta alla coppia, ma vogliamo educare alla consapevolezza e alla responsabilità di questo dono immenso che è il dono della vita.

 

Cosa accade invece nelle fasi prenatale e post natale?
Nella fase prenatale abbiamo tutta una serie di servizi per accompagnare quelle donne che vivono una fragilità, o perché non era prevista una gravidanza o perché questa gravidanza offre delle diagnosi infauste. È una consulenza gratuita che le accompagna per tutta la gravidanza, fino al parto, anche in condizioni che vengono considerate non curabili.
Nel post natale affrontiamo invece quelle condizioni per cui il bambino ha gravi malformazioni o addirittura presenta delle problematiche che non gli permettono una vita extrauterina per cui vive solo pochi giorni.
Noi accompagniamo le famiglie per non lasciarle sole nell'elaborazione del problema, che sia il lutto o la presenza dell'handicap.
Già prenatalmente facciamo delle palliazioni, evitiamo che il bambino possa sentire dolore, durante la terapia e questo è importante, non solo per non far sentire il dolore, ma anche per prevenire i problemi che lo sviluppo neuropsicologico di quel bambino potrebbe avere quando il bambino sente dolore prenatalmente.
Facciamo tutto questo per evitare che la coppia possa fare scelte come l’interruzione della gravidanza. Senza imporre nulla a nessuno noi proponiamo un accompagnamento che renda il bambino un soggetto degno di amore per cui tutti i progetti, tutte le progettualità che i genitori avevano fatto su questo figlio non vengono spezzate, ma si continua in un altro modo, accompagnati da figure mediche e da psicologi che possono condividere la preoccupazione e l'ansia della famiglia.
Quando c'è un problema di tipo malformativo spesso la donna, la coppia, viene lasciata nella solitudine anche dai propri familiari e noi interveniamo a colmare questo vuoto per dare speranza e creare un cammino di medicina condivisa.

 

Un approccio che rappresenta quasi un’anomalia per la nostra società
Il desiderio di avere un figlio sano è una cosa più che giusta, per questo interveniamo sul preconcezionale, per evitare i danni malformativi; certo non riusciamo ad azzerarli completamente, ma quando purtroppo questi si verificano noi siamo pronti.
La cultura dello scarto fa si che oggi il 92% dei feti con sindrome di Down vengano inviati all'interruzione volontaria di gravidanza. 30 anni fa l'aborto eugenetico, detto impropriamente terapeutico visto che non c'è nessuna terapia dal momento che il bambino muore e la madre ha ripercussioni psicologiche molto gravi, era allo 0,4% mentre già nel 2012 siamo saliti al 4,2%. L'aborto per motivi di tipo malformativo è cresciuto più di 8 volte e questo la dice lunga sulla società eugenetica.
È certamente un andare contro corrente, lo sappiamo molto bene, ma Giovanni Paolo II diceva che se vuoi trovare la sorgente devi andare contro corrente e la sorgente è la preziosità della vita umana.

Letto 896 volte

Informazioni aggiuntive