Peter Pan: non si può dare giorni alla vita, ma si può dare vita ai giorni

Scritto da   Domenica, 25 Dicembre 2016 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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L’associazione Peter Pan Onlus nella capitale offre ospitalità gratuita a bambini malati di cancro e alle loro famiglie per cercare restituire una quotidianità e un’atmosfera di serenità che possano contribuire al loro recupero.

“Non potendo dare giorni alla vita si da vita ai giorni” ha spiegato su “A Conti Fatti” Marcela Pinedo, volontaria Peter Pan dal 2013, che ha raccontato in trasmissione come nelle case dell’associazione si cerchi di far trascorrere a bambini e ragazzi che per motivi di salute non possono passare il Natale in casa una vera festa in cui la gioia e la condivisione spazzino via le preoccupazioni per la salute degli ospiti.

 

Cosa fa Peter Pan?
L'associazione Peter Pan nasce a Roma nel '94, dal desiderio di due mamme, Gianna e Marisa, che hanno vissuto il dolore della perdita dei propri figli e hanno pensato di creare una struttura che desse alloggio ai bimbi o ai ragazzi in cura al Policlinico Umberto I e al Bambin Gesù a Roma. Praticamente da accoglienza gratuita e assistenza per tutto il periodo in cui questi bambini o ragazzi sono in trattamento negli ospedali.
Il cuore di Peter Pan è l'accoglienza, il far sentire i bambini come a casa cercando di seguire l'idea generale che è quella per cui non potendo dare giorni alla vita si da vita ai giorni.
Noi come volontari li assistiamo in tutto il periodo che le famiglie passano con noi per cui stiamo con i genitori e chiaramente molto con i bambini e con i ragazzi con attività ludiche o ricreative, cineforum, laboratori passeggiate.


Come passano il Natale i vostri ospiti?
Cerchiamo di far sentire il Natale al massimo, sempre tenendo in considerazione le differenze, perché da noi non ci sono solo famiglie italiane, ma anche famiglie straniere per cui c’è anche chi non ha la tradizione del Natale.
È comunque un momento per condividere con loro lo spirito dello stare insieme, dello stare in famiglia, del condividere e per fare il migliore degli auguri a chi si vuole bene, come succede in famiglia.

Nei giorni precedenti noi volontari ci organizziamo per fare in modo che il Natale sia speciale, sia bello e gioioso e anche qualche regalino non manca mai. Si sta in compagnia, si fa il pranzo insieme e si condividono le cucine delle varie famiglie delle varie parti del mondo e si festeggia insieme piccoli e grandi.

 

Ospitate anche intere famiglie?
Peter Pan accoglie il nucleo famigliare, per cui abbiamo famiglie in cui ci sono mamma, papà, bambino, ma ci sono anche fratellino e sorellina. A volte, ad esempio proprio a Natale, vengono anche i nonni perché è una festa particolare e chiaramente si sta in famiglia.


Come vive questa esperienza un volontario?
Per me è bellissimo perché è un momento in cui si vive veramente lo spirito della famiglia e del condividere le cose belle della vita, come può essere semplicemente l'augurarsi il bene e la salute. È soprattutto lo stare insieme e il condividere insieme un tempo gioioso come può essere il Natale.

 

Come si può sostenere l’associazione?
In tanti modi. Si può dare un contributo in tempo come volontario; nel nostro sito web (www.peterpanonlus.it) c'è una sezione dedicata, serve ovviamente una formazione.
Si può aiutare anche acquistando le nostre bomboniere o gli oggetti che mettiamo a disposizione per eventi come compleanni, matrimoni e così via, oppure facendo semplici donazioni.
Invito le persone che vogliono saperne di più ad avvicinarsi ai nostri stand quando ci vedono in manifestazioni o eventi a Roma per parlare con i nostri volontari perché il modo migliore per conoscerci è sentir parlare chi ha esperienza dell'associazione: è veramente un'esperienza molto bella e la consiglio a tutti.

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