#divestitaly. Sulla scia della Laudato Si’ la campagna si allarga agli ordini religiosi In evidenza

Scritto da   Domenica, 12 Febbraio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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#divestitaly. Sulla scia della Laudato Si’ la campagna si allarga agli ordini religiosi

Papa Francesco nella Laudato Si’ ha auspicato la transizione da fonti energetiche fossili a fonti rinnovabili: “È diventato urgente e impellente lo sviluppo di politiche affinché nei prossimi anni l’emissione di anidride carbonica e di altri gas altamente inquinanti si riduca drasticamente, ad esempio, sostituendo i combustibili fossili e sviluppando fonti di energia rinnovabile.”

Per favorire questa transizione e ridurre il sostegno economico che Stati, banche e istituzioni continuano a dare all’industria del fossile è nato negli Stati Uniti il movimento Divestment che propone il boicotaggio di imprese e fondi di investimento che hanno interessi nelle fonti energetiche fossili.
Sulla scia della crescente espansione del movimento a livello internazionale la campagna è recentemente arrivata anche in Italia con il nome #divestitaly ed un recente incontro dal titolo “Laudato Si’ e Investimenti Cattolici: Energia Pulita per la nostra Casa Comune” ha riunito ordini religiosi ed esponenti della Chiesa Cattolica italiana a testimonianza dell’impegno della Santa Sede sulla strada del disinvestimento.

 

Su “A Conti Fatti” interviene Andrea Stocchiero, policy officer di Focsiv - Federazione Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario – che ha organizzato l’incontro.

 


Focsiv si è fatta promotore della campagna #divestialy presso il mondo cattolico. Come nasce questa campagna?
#divestitaly è una campagna che ne riprende una molto più grande che è iniziata 3/4 anni fa negli Stati Uniti.
Alcune università americane, in particolare alcuni studenti di queste università, si sono poste la questione di come vengono spesi i fondi di questi grandi atenei.
Gran parte delle università americane sono entità private e hanno a disposizione dei grandi fondi di carattere finanziario per sostenere le loro attività e questi fondi vengono investiti nei mercati finanziari, naturalmente dove ci sono delle buone performance a di medio termine e di conseguenza sono le imprese che producono fonti fossili che ottengono spesso questi investimenti.
Questi studenti, consapevoli dei problemi del cambiamento climatico, hanno chiesto alle proprie università di disinvestire dai fondi finanziari sulle fonti fossili per reinvestirli in fondi finanziari su fonti rinnovabili.
Grazie a questa campagna alcune università hanno adottato questa strategia e da lì la campagna si è diffusa in altri paesi, in particolare anglosassoni, fino ad arrivare in Europa e in Italia.
Come Focsiv, e in particolare grazie a Italian Climate Network, si è deciso di lanciarla avendo come target non tanto le università, perché in Italia le università sono soprattutto pubbliche, ma gli ordini religiosi perché diversi ordini religiosi hanno a disposizione fondi che prevedono un investimento nei mercati finanziari che potrebbero essere spostati da investimenti sulle fonti fossili a investimenti sulle fonti rinnovabili.

 

Lo stesso Papa Francesco nella Laudato Si’ ha caldeggiato questa transizione verso le energie rinnovabili. Non è un caso che il vostro recente convegno abbia avuto come titolo “Investire nella Laudato Sì”
Il 27 gennaio abbiamo organizzato una conferenza internazionale sul disinvestimento dalle fossili e reinvestimento nelle fonti rinnovabili insieme al movimento cattolico globale sul clima e a grosse organizzazioni internazionali per lo sviluppo.
È venuto il Cardinal Turkson che è a capo del nuovo dicastero sullo sviluppo umano integrale che ha voluto Papa Francesco e che, dopo la Laudato Si’, tra i temi più importanti segue proprio quello del cambiamento climatico e della necessità di passare dalle fonti fossili alle fonti rinnovabili.

 

Sono “solo” ambientali le motivazioni per disinvestire dalle fonti fossili?
Come Focsiv, come federazione di organizzazioni cristiane che operano nel sud del mondo, e quindi facendo riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa le motivazioni sono di carattere ambientale e sociale.
La Laudato Si’ sottolinea come la crisi non è una crisi solo ambientale, ma coinvolge il creato, la nostra casa comune e la società, in particolare le popolazioni più povere e vulnerabili, perché chi soffre di più degli effetti negativi del cambiamento climatico sono soprattutto quelle persone che non hanno i mezzi per farvi fronte.
Si tratta quindi di operare sul fronte della cosiddetta giustizia climatica.

 

Cosa può fare un singolo cittadino per supportare la campagna?
Molti di noi hanno un minimo di risparmi collocati in una banca e di conseguenza poi, attraverso la banca, in qualche fondo di investimento. Ecco basta sincerarsi che questi fondi di investimento non vadano a sostenere imprese che producono fonti fossili.
Da questo punto di vista è stato molto interessante l'incontro del 27 perché vi hanno partecipato società finanziarie e di consulenza che hanno detto molto chiaramente come nel loro portafoglio stiano crescendo sempre di più i prodotti finanziari che investono su imprese verdi e sulle energie rinnovabili. Come esiste una transizione energetica esiste anche una transizione finanziaria: progressivamente si abbandonano settori e imprese legate al vecchio modello di produzione e sempre di più si sostiene l'economia circolare e quindi imprese che non impattano sull'ambiente e che si servono o producono energie rinnovabili.

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