Un sistema di cammini per riscoprire i tesori del Lazio In evidenza

Scritto da   Domenica, 14 Maggio 2017 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Un sistema di cammini per riscoprire i tesori del Lazio

Il Lazio è un territorio pieno di bellissimi borghi, luoghi interessanti che, all’ombra di Roma e delle sue attrazioni turistiche, stanno andando verso lo spopolamento mettendo a rischio culture, usi e tradizioni popolari.
Una forma di turismo che potrebbe salvarli è quella del cammino, attività che attira sempre più persone che la Regione Lazio ha deciso di incentivare grazie ad una legge, la prima nel suo genere, che si propone di normare il sistema regionale dei cammini.
Su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia interviene la consigliera regionale Daniela Bianchi, promotrice del provvedimento insieme al consigliere Eugenio Patanè .


Una legge sui cammini. Quale l’obiettivo?
La legge dei cammini si propone di sistematizzare un settore che finora ha vissuto sull’l'impulso di pellegrini, camminatori, escursionisti, che attraversano la nostra regione in numero considerevole, ma che è privo di una rete e di una cornice in cui circoscrivere questo movimento. La finalità è proprio costituire una rete che in qualche modo dia l'evidenza esatta di tutto ciò che è il cammino nella nostra regione.
Non parliamo soltanto di sentieri, strade consolari, cammini di fede, ma di un sistema cammini in cui le persone che entrano in termini di pellegrinaggio, di escursionismo, di turismo lento e quindi anche in termini di economie che questo tipo di attività può promuovere sui nostri territori.

Nel concreto quali sono i provvedimenti?
Innanzitutto costituiamo all'interno del Lazio un catasto dei cammini per avere chiarezza e contezza di tutto ciò è cammino all'interno della nostra regione.
Definiamo quindi cos'è classificabile come cammino, quali sono i percorsi e tutte le attività a carattere turistico, ricreativo, religioso, sportivo, escursionistico ed esplorativo che si svolgono sia nei centri urbani che nelle zone extraurbane senza l'ausilio di mezzi a motore. Una volta data questa definizione legata alle attività, definiamo quello che è l'insieme dei cammini e le tipologie di itinerario che vengono proposte in questo ambito.
La legge riconosce di default quelli che sono i cammini d'Europa, poi, grazie al catasto che lavora in open data e ad una rete che è costituita dagli uffici della regione preposti alle attività del turismo e della cultura, dagli amministratori dei singoli comuni e da un forum costituito dalle associazioni, si andrà di volta in volta a verificare quali sono gli altri tratti di cammino da inserire nella rete.
La rete sarà gestita dall'Agenzia Regionale del Turismo che dovrà promuovere e coordinare i vari interventi perché con l'emanazione della legge sono già state individuate
delle risorse per uno stanziamento complessivo  di 700.000 euro per gli anni 2017/2018.
Il coordinamento che è composto dall'ente gestore e dal forum dovrà definire quali sono gli interventi che sui tratti riconosciuti come cammini all'interno della rete dei cammini devono essere finanziati per infrastrutturazioni, sistemazioni e per le varie attività che devono essere svolte lungo il tratto di cammino.

Quanti sono i camminatori che transitano attualmente sulla rete e quale la possibile crescita?
I numeri sono altissimi. Stimiamo che solo sulla via Francigena transitino circa 50mila pellegrini.
Il fatto stesso di non avere un coordinamento non ci da la contezza esatta del settore, ma le ultime proiezioni sul tema delle economie, dati Unioncamere 2015, che provengono dai parchi e dai cammini mostravano dei dati evidenti sulla crescita del Pil nei territori attraversati dai cammini.
Quindi non è tanto il numero dei pellegrini che transitano, quanto il tipo di attività che si mette in moto soprattutto in quelle aree interne, nei borghi dei nostri territori e delle nostre provincie.
Il senso della legge è proprio questo: accendere un faro intorno a tutto ciò che è Roma e cambiare il paradigma per cui non sarà più “Tutte le strade portano a Roma”, bensì “Tutte le strade partono da Roma”.
Non è un caso che l'anno scorso sia stato l'anno dei cammini e che questo è l'anno dei borghi; si vuole portare sviluppo ed economia anche in quelle aree che non hanno grandi potenzialità di accesso ai grandi sistemi economici e il turismo lento risponde a questa necessità.

La legge norma anche l’accoglienza dei camminatori?
Si, col la legge si vanno a normare quelle che sono le specifiche attività che possono essere funzionali al cammino e quindi al transito dei pellegrini nella nostra regione.  Soprattutto nelle aree che attraversano i parchi si prevede la possibilità di ampliamento delle aree dedicate al turismo, vengono riconosciuti i cosiddetti ospitali, quindi le case del camminatore, e c’è la possibilità di aprire punti di ristoro lungo i tracciati.
Una cosa importantissima è il fatto che tutti i percorsi che vengono riconosciuti nella rete dei cammini del Lazio diventano di pubblico interesse e questo fa si che si possano sbloccare tratti, percorsi che attualmente sono chiusi perché privati; inoltre le amministrazioni saranno in grado di stipulare degli accordi sia per tratti privati che per quelli sottoposti a sequestro e sarà per loro più facile risolvere questioni che per anni non hanno consentito l'ampliamento di alcuni tratti dei cammini nell'ambito della nostra regione.

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