Da bruchi a farfalle pronte per il volo In evidenza

Scritto da   Domenica, 21 Maggio 2017 17:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Nella foto: il segretario di Stato Vaticano card. Parolin visita lo stand della casa editrice Brucofarfalla al Villaggio per la Terra 2017

Esistono favole che si scrivono da sole, come quella di Brucofarfalla, una particolare casa editrice in cui, attraverso il metodo della scrittura collettiva di Don Lorenzo Milani, persone con disabilità intellettive scrivono libri per bambini.
L’esperienza nasce all’interno dell’associazione La lampada dei desideri, la cui presidente, Paola Fanzini, ci racconta su “A Conti Fatti” questa bella storia.


Cosa fa la Lampada dei desideri e come nasce l’idea di Brucofarfalla?
La nostra associazione si occupa di persone con disabilità. Siamo alla Magliana, in un luogo bellissimo e grandissimo dove abbiamo creato una web radio assieme all’associazione 11Radio.
All'interno di 11 Radio abbiamo pensato a cosa far fare a questi ragazzi e ci è venuta l'idea di creare un audiolibro; i ragazzi hanno creato i personaggi, hanno creato la storia ed è nato l'audiolibro "Il Lupacchiotto Curioso".
Quando abbiamo presentato il lavoro al Bioparco di Roma uno dei nostri ragazzi ha urlato: “Non è un gioco!”, io l'ho fatto venire sul palco e gli ho chiesto perché fosse arrabbiato e lui ha risposto: “Vedi tutte queste persone? Ci stanno applaudendo, ma non hanno letto il libro, è come se dicessero poverino, grande, bravo, però non lo hanno letto e quindi non riconoscono il mio valore e quello degli autori”.
Qui ci è venuta l'idea di creare una casa editrice di libri per bambini e abbiamo aperto una raccolta fondi, che abbiamo chiamato "Usciamo dal bozzolo", da cui nasce il "Brucofarfalla", che è una casa editrice per libri per bambini 0/6 anni, gestita da persone con disabilità.
Persone con disabilità intellettiva fanno un lavoro intellettivo; questa per noi è una rivoluzione culturale che da loro la prospettiva di avere un lavoro. La casa editrice sarà infatti gestita completamente da loro; oggi 11Radio sta impegnando 3 persone in tre aree di lavoro, comunicazione, editoria e amministrazione, per formare cinque dei nostri ragazzi che poi gestiranno da soli la casa editrice.

 

Come mai questo nome?
Brucofarfalla nasce dalla campagna di raccolta fondi che abbiamo chiamato "Usciamo dal Bozzolo perché pensiamo che nel bozzolo queste persone le metta la vita perché non camminano, non ragionano come gli altri, sono messi ai margini.
La famiglia poi chiaramente li tiene in una campana di vetro per proteggerli, perché pensano che non siano adeguati ed ecco che la società chiude proprio la serratura a doppia mandata e getta via la chiave; perché non esiste di fatto un progetto lavorativo, un progetto di vita.
Questo spiega il nome della campagna Usciamo dal Bozzolo che ha dato vita a un libro che si chiama “Piero, il brucofarfalla” che è la storia di un bambino che cresce ed in effetti è anche la storia della nascita della nostra casa editrice.
C’è questo bambino sulla sedia a rotelle che prima di addormentarsi vede un bozzolo attaccato all'albero e se lo porta nel sogno, e sogna di volare, di tuffarsi, di andare sulla luna e di fare sogni bellissimi; quando si sveglia dice alla sua mamma: “voglio che quei sogni diventino realtà” e allora comincia ad andare a scuola da solo, a fare le sue prime esperienze e diventa il bruco farfalla.
Alla fine della storia che il bruco non è ancora farfalla perché Piero dovrà fare ancora tante esperienze, come tante esperienze sta facendo la casa editrice aiutata dai formatori; alla fine i formatori si faranno da parte e questi ragazzi diventeranno farfalle e potranno volare da soli.

 

Come mai avete scelto come settore l’editoria per bambini?
I nostri ragazzi sono molto semplici, ma hanno delle idee fantastiche e tantissima fantasia quindi creare favole per loro è automatico, creano delle cose bellissime.
Non è detto che in futuro non ci apriremo ad altri settori, per adesso abbiamo iniziato con questo.

 

Quanti sono e come si inseriscono i ragazzii che partecipano al progetto?
Nel nostro collettivo ci sono circa 30 ragazzi con cui si creano le favole.
In due ore creano una favola, sono fantastici: creiamo il tema, il protagonista, un luogo, un imprevisto e poi mettiamo insieme le cose. Così nasce la favola; chiaramente se ci sono più idee si mette a votazione e la cosa più votata viene poi messa in atto nella favola, ma tutti sono contenti perché poi le idee di tutti vengono convogliate nella storia.
Per fare “Il Lupacchiotto curioso” c’è voluto un anno, per fare questo l’audiolibro “Piero il brucofarfalla” qualche mese, ma ora ogni settimana nascerà una favola.
È uscito "Favole per viaggiare", un audiolibro con una chiavetta che si vende assieme a un libro; sono cinque favole con una chiavetta USB che si può usare in macchina mentre il bambino è seduto dietro con il libricino.
Abbiamo festeggiato il nostro primo anno  al Bar del Fico, vicino Piazza Navona, sono venute più di 400 persone ed è stato un grande successo, i nostri ragazzi sono stati protagonisti e lo saranno sempre.
Sono sempre loro i protagonisti, sono loro che lavorano; noi li affianchiamo, ma non siamo li nè per assisterli, nè per fare noi al posto loro, ma solo per essere di supporto la dove hanno bisogno.

 

I ragazzi sono autonomi in tutto?
Come tutte le aziende ci avvaliamo di un commercialista per quanto riguarda le fatture e noi saremo sempre al loro fianco, ma sono loro che, se per esempio arriva un ordine, spediscono il libro, mantengono in magazzino dei libri, delle scatole.
Stanno diventando sempre più autonomi, sono loro che chiamano le librerie per bambini, chiedono un appuntamento per la lettura animata, vanno a fare la lettura animata.
I limiti si superano, basta individuarli e capire come, ma si trovano le strategie per ogni limite.

Nella foto: il segretario di Stato Vaticano card. Parolin visita lo stand della casa editrice Brucofarfalla al Villaggio per la Terra 2017
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