Volontari sotto le feste In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 20 Dicembre 2017 12:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Volontari sotto le feste

Il periodo di Natale può essere molto duro per le tante persone che purtroppo si trovano in situazioni difficili. Per loro si moltiplicano sotto le feste le iniziative di solidarietà e la diocesi di Roma è particolarmente fertile da questo punto di vista, grazie anche al supporto di moltissimi volontari disposti a donare un po’ del proprio tempo per sostenere i fratelli in difficoltà.


Gianni Pizzuti, responsabile dell'Area Volontariato della Caritas di Roma, interviene sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

 

Come ogni anno anche in occasione di questo Natale Caritas mette in campo moltissime iniziative per sostenere le persone meno fortunate. C’è qualcosa di particolare nelle vostre attività natalizie rispetto a quelle che portate avanti durante gli altri periodi dell’anno?
Le feste sono momenti molto particolari e sentiti all’interno dei nostri centri. Si organizzano tutta una serie di serate e di cene in cui i volontari possono rendersi utili per i rapporti e le relazioni con i nostri ospiti.

Che atmosfera si respira durante queste iniziative?
C’è un clima sereno, tranquillo, gioioso, per i nostri ospiti è anche un modo di trovare un ambiente familiare. È inoltre un’occasione per avvicinarsi al volontariato per tante persone che vengono singolarmente, in coppia o a volte addirittura con le intere famiglie per fare un’attività di servizio nei giorni di Natale e di Capodanno.

L’opera di Caritas si basa moltissimo sul sostegno dei volontari che vi affiancano durante le iniziative. Durante il periodo di Natale assistete ad una maggior propensione al dono, sia esso materiale o più semplicemente di tempo?
Si, c’è una grande propensione ed è per noi una grande opportunità per incontrare persone che vogliono conoscere un po’ di più le nostre attività è per molti può essere l’avvio di un’esperienza di volontariato che con un po’ di formazione può passare da esperienza occasionale a una presenza stabile all’interno dei nostri centri.

Come ha visto cambiare la disponibilità della diocesi di Roma in questi anni dal punto di vista dell’attenzione nei confronti delle persone meno fortunate?
La mia impressione è che ci sia una maggiore disponibilità da parte delle famiglie e delle persone in generale a fare un’esperienza di volontariato. Sicuramente incide la percezione della povertà come un problema più vicino a noi, un problema che entra nel nostro quotidiano, che tocca i nostri quartieri e i nostri palazzi.
Molte persone si avvicinano a un’esperienza per stare accanto alle persone in difficoltà, anche se forse poi la difficoltà maggiore è dare continuità a questa esperienza, soprattutto in presenza di situazioni di precarietà e difficoltà economiche o lavorative.

Cosa spinge una persona a donare del tempo, magari sottraendolo alla propria famiglia, sotto le festività natalizie?
Le motivazioni possono essere tante. Sicuramente la fede incide molto nella scelta di avvicinarsi alle persone meno fortunate, ma entrano in gioco molte volte anche delle motivazioni legate anche alle conoscenze personali per cui sapere di persone che hanno questo tipo di problematiche spinge a conoscere un po’ di più come è organizzato il servizio della Caritas e che cosa è possibile fare.
È chiaro poi che farlo all’interno di un centro garantisce alla persona anche il fatto di essere accompagnati in questa esperienza e questo è un aspetto fondamentale per chi inizia questo tipo di attività.

La fede è certamente un elemento fondamentale, ma ci sono anche molti non credenti che si avvicinano a questo tipo di servizio.
Si perché comunque il tema della carità tocca tutti. Per molti è anche un modo di aprire una porta sulla propria ricerca personale del senso della vita e sull’esperienza del rapporto con Dio. Nei nostri servizi ci sono credenti cattolici, ma ci sono anche non credenti che con noi vogliono condividere questo spazio di servizio e di attenzione alla persona credendo fortemente nei valori della giustizia sociale e della solidarietà.

In che modo i vostri ospiti vivono il periodo delle feste?
Un problema trasversale a tutte le situazioni è quello della solitudine e sicuramente se non c’è una presenza dei volontari, di un senso di famiglia all’interno dei nostri centri le festività possono anche provocare maggior solitudine. E' un modo per vivere una dimensione più familiare all’interno dei nostri servizi e di trovare un po’ quel calore che è fondamentale per ognuno di noi è che chiaramente è fondamentale per le persone che in questo momento hanno situazioni più difficili.

A volte si sente dire che i giovani tendono oggi ad isolarsi in un atteggiamento egoistico nei confronti della società. Lo riscontrate anche nel vostro servizio oppure la presenza dei giovani è in aumento?
Assolutamente no. I giovani sono una presenza importante e significativa, anzi da parte loro c’è richiesta di fare un’esperienza di volontariato.
È un’esperienza che vivono prevalentemente in una dimensione di gruppo, magari appartengono ad associazioni, a gruppi parrocchiali o a delle scuole;  decidono di fare delle esperienze nei nostri servizi accompagnati dagli adulti e questo permette anche un percorso educativo nei loro confronti.

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