Votare con il portafoglio. Arriva l'app Eye on Buy In evidenza

Scritto da   Mercoledì, 07 Marzo 2018 12:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Votare con il portafoglio. Arriva l'app Eye on Buy

Cosa c’è dietro un cibo che mangiamo, un abito che indossiamo o un telefonino che acquistiamo?
Qualsiasi prodotto che compriamo, spesso unicamente sulla base della variabile prezzo, è l’ultimo anello di una catena fatta di lavoratori che hanno il diritto di esser pagati e trattati nel giusto modo, di risorse naturali che vanno prelevate dall’ambiente in modo sostenibile e più in generale di una catena di produzione che dovrebbe rispettare degli standard etici.


Chi rispetta questi standard andrebbe premiato per far si che l’attenzione agli aspetti etici della produzione possa diventare sempre più importante fino ad escludere dal mercato quelle realtà che non si comportano in maniera corretta. È il concetto di “voto con il portafoglio” caro all’associazione NeXt – Nuova Economia per Tutti -  che ha sviluppato per questo una piattaforma, “Eye on Buy” di cui ha parlato intervenendo su “A Conti Fatti” il presidente di Next, Giovanni Battista Costa.


Da dove nasce Eye On Buy?
L'idea di Eye On Buy è nata casualmente.
Mio figlio, che era andato in Brasile a San Paolo per aprire una filiale di un'azienda italiana in, mi dice: “guarda papà che in Brasile c'è un sito dove se non hai una buona reputazione non puoi entrare nel mercato, o addirittura ne sei espulso.”
La cosa mi ha colpito perché come NeXt eravamo alla ricerca di uno strumento che desse forza ai cittadini e alla loro capacità di influenzare le scelte delle aziende e la domanda del mercato.
Siamo andati in Brasile, li abbiamo incontrati e abbiamo visto che effettivamente hanno una potenza estrema perché hanno 15 milioni di cittadini registrati, 800.000 contatti al giorno e i cittadini usano poi questo strumento per andare a fare delle scelte di acquisto che premiano le aziende migliori. Questo ci ha stimolato e ci ha dato forza per creare Eye On Buy che per noi è lo strumento con cui i cittadini critici rispetto all'attuale economia possono conquistare il cambiamento.

Come funziona questa applicazione?
Il cittadino può intervenire su tre campi: può fare un reclamo, può scegliere l'azienda da cui acquistare e fare delle segnalazioni su fatti che si conoscono in relazione ai comportamenti delle aziende.
Per dare queste informazioni comunicare al cittadino quali sono le aziende migliori c'è un algoritmo  che si basa su due aree: l'area dei reclami, per cui se l'azienda gestisce in modo corretto i reclami con risposte veloci e con risposte positive per il cittadino è un bel segnale di attenzione dell'azienda al cittadino; l'altra area che per noi è molto importante e significativa è quella relativa alla responsabilità dell'azienda e della sua sostenibilità ambientale e sociale. È quella che chiamiamo autovalutazione partecipata perché la nostra filosofia è quella di dare fiducia alle aziende che si attribuiscono dei punteggi su trenta domande in sei aree di comportamento che definiscono la sensibilità dell'azienda verso la sostenibilità.
L'azienda quindi si autovaluta e poi i cittadini con le loro segnalazioni permettono al sistema di andare a monitorare e a modificare nel tempo questo punteggio.

Come ci si assicura che l'autocertificazione delle aziende corrisponda alla realtà?
Un'azienda può anche fare una dichiarazione falsa, ma se i cittadini segnalano dei problemi con quell'azienda, il sistema li recepisce, chiama l'azienda, e se emerge una scorrettezza quest'azienda sarà fortemente penalizzata.
Quelle che si autovalutano sono comunque aziende già inserite nella “nuova economia” per cui hanno dei valori di collaborazione, di clima aziendale positivo, di attenzione all'ambiente, valori che secondo le nostre indagini appartengono a un 10/15% delle aziende italiane.
Il nostro è un meccanismo di dialogo tra cittadini e imprese che affidabile per mettere in evidenza le aziende buone. Chiaramente se un'azienda ha per esempio 50 punti non garantiamo che sia migliore di quella che ne ha 40, ma siamo sicuri che sia migliore di quelle che hanno 20/30 punti e che sono di fatto fuori dal mondo della nuova economia.

Gli italiani sono pronti a pagare il giusto presso per un giusto prodotto?
Il prezzo va visto sotto due aspetti: dalla parte delle aziende e dalla parte dei cittadini. Lato aziende fino a qualche anno fa si diceva che la sostenibilità avesse un costo certo e un beneficio probabile, ma da un po' di anni a questa parte c'è la convinzione che essere sostenibili sia conveniente anche per l'impresa perché porta costi minori perchè clima aziendale positivo, collaborazione tra lavoratori e soddisfazione dei lavoratori portano delle produttività e delle prestazioni aziendali che sono nettamente maggiori.
Non è detto che un'azienda sostenibile debba avere dei prezzi più elevati per il pubblico, anche se in certi casi, prendiamo il biologico, ci sono dei costi più elevati, ma, sappiamo comunque che c'è un 30/35% di cittadini che, dando valore al contenuto ambientale e sociale del prodotto, è già disposto anche a pagare un po' di più i prodotti di qualità.

In che modo il cittadino può aderire a questa iniziativa?
È importante che tutti i cittadini che credono in questa necessità di passare a un'economia dove al centro ci sia l'uomo e non solo il profitto si iscrivano al portale (www.eyeonbuy.org).
Il portale sarà funzionante ed operativo tra 4/5 mesi, ma già la registrazione è un segnale di adesione a questo processo. In Brasile abbiamo visto che i cittadini si sentono parte reale di community e anche se questa community nasce come virtuale diventa però tangibile ed è una reale forza di cambiamento.

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