AMU: l'Economia di Comunione a sostegno alle comunità locali in Africa e Sud America In evidenza

Scritto da   Martedì, 08 Maggio 2018 19:02 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Foto: Voilia / Pixabay.com

Uno dei temi che rappresenta un terreno comune tra chi si occupa di tutela ambientale e chi promuove il progresso sociale è la consapevolezza che lo sviluppo delle popolazioni e delle comunità povere deve avvenire in modo sostenibile. Le soluzioni a problemi globali come povertà, fame, igiene, sanità, non può non tener conto dei risvolti ambientali ma, anzi, nelle tecnologie pulite e nei comportamenti sostenibili quelle emergenze possono trovare soluzioni più efficaci. Al Villaggio per la Terra, il 22 aprile, abbiamo incontrato l’associazione Azione per un Mondo Unito, animatrice di laboratori e momenti di educazione allo sviluppo per i bambini, e testimone di progetti all’estero per portare, ad esempio, acqua pulita e cure mediche alle popolazioni africane, o promuovere il turismo sostenibile nelle aree rurali del Sud America. Ai nostri microfoni Riccardo Camilleri, rappresentante dell’AMU.

Azione per un Mondo Unito, è un bel nome. Siete al Villaggio per la Terra per animare diverse piazze della sostenibilità.

Abbiamo animato una piazza per l’educazione allo sviluppo nel “Villaggio dei bambini” e un laboratorio dei giochi per scoprire questo mondo insieme ai più piccoli. Poi abbiamo animato la piazza legata all'acqua con un nostro progetto per portare l'acqua potabile in alcune colline del Burundi: una situazione in cui le persone devono fare diversi chilometri ogni giorno per avere l'acqua potabile. Questo lega insieme i temi della sanità e della malnutrizione: il nostro progetto è la costruzione di un acquedotto. Nei prossimi giorni saremo presso la piazza legata alle buone istituzioni con “Fare sistema oltre all'accoglienza”, un progetto di inclusione di ragazzi migranti che vuole creare un sistema di accoglienza, oltre quello istituzionale, per far trovare loro un lavoro, e un’inclusione che non sia solo economica ma anche sociale; quindi: avere delle famiglie che possano fare del tutoraggio e prendersi cura di loro, per ottenere un'inclusione più completa e complessa nel nostro paese. Nelle ultime due piazze, “lavoro dignitoso” e “crescita economica”, avremo due progetti: turismo sostenibile nel nord ovest dell’Argentina e imprese di comunione, inclusive, in Brasile.

L'AMU fa parte della dell'Economia di Comunione: mi sembra che tutti questi progetti di cui state parlando siano un esempio pratico e non solo teorico dell'Ecologia Integrale propagandata da papa Francesco. Cioè lo stretto legame esistente tra come vive un uomo, l'economia e l'ambiente dove vive. Come spiegate a un bambino un concetto così avanzato, che è difficile da capire a tanti adulti?

Non è semplicissimo. Prendo ad esempio le attività che abbiamo fatto per presentare “Fare sistema”: ovviamente useremo il linguaggio del gioco, il linguaggio dei bambini. Questa mattina abbiamo fatto un giro intorno al mondo e abbiamo chiesto loro dove sarebbero voluti andare. Abbiamo raccontato la storia di un bambino, l’ambiente dove vive, le sue attività e le differenze rispetto alle “loro” attività e dove “loro” vivono. Ovviamente poi sono emersi il rispetto per l'ambiente e la sostenibilità per cui i ragazzi e i bambini sono già con le antenne molto più alzate delle nostre. È diventando grandi che si perdono alcune cose. Il nostro tentativo con i bambini è soprattutto attraverso il gioco: mantenere vivi questi interessi e fargli vedere che ognuno, nel suo piccolo, può essere curioso e quindi scoprire come vive l'altro, e pensare che può fare qualcosa per migliorare la vita dell'altro. Oppure fargli vedere come fare sistema nel nostro paese: per esempio passare del tempo con le altre persone, riuscire a capirle e comprenderle. Anche quello è un piccolo pezzetto che ognuno può fare, al di là del sostegno economico che ovviamente una ONG propone sempre per portare avanti i suoi progetti.

L’importanza del sostegno economico. L'Economia di Comunione nasce anche per questo: finanziare piccoli progetti e microcredito. Ci racconti qualcuno dei progetti di cui AMU si occupa in giro per il mondo; sia da punto di vista ambientale, delle comunità, sia da quello dell'inclusione e dell'aiuto ad uscire da situazioni di difficoltà.

Ovviamente le imprese dell’Economia di Comunione sono un importante sostegno per l'AMU e per i nostri progetti. Un sostegno economico, di condivisione di obiettivi e di modus operandi. I nostri progetti non vogliono essere assistenzialismo per le comunità, ma vogliono dare la spinta alle stesse comunità, la forza di auto realizzarsi, auto determinarsi e crescere: realizzare da sé quel lavoro dignitoso e quella crescita economica che poi fanno bene a loro stessi. Come esempi di progetto posso parlare delle imprese inclusive di comunione in Brasile: progetto PROFOR. Lì, sempre con l'Economia di Comunione, è stato importante prima di tutto formare delle persone che uscivano da situazioni di difficoltà e vulnerabilità; formarle, dare loro fiducia, e riuscire a trovare con loro la via per creare nuove piccole e medie imprese. Imprese, in questo particolare progetto, dedicate sia a persone in difficoltà sia a servizi basilari, per la persona; oppure che nel loro progredire poi allargassero e, ad esempio, dessero lavoro ad altre persone. Quindi non è un semplice microcredito come ci si può aspettare, ma ha sempre degli obiettivi di sviluppo delle persone e delle comunità.

Un aspetto importante, derivato dall'Economia di Comunione che caratterizza i nostri progetti, è ad esempio il fondo di reciprocità: le aziende, gli imprenditori, o chi vuole diventare imprenditore, riceve all'inizio un piccolo aiuto, un capitale-seme; quando poi riesce a costruire l’azienda e a uscire dalle difficoltà, dà una parte del suo introito a questo fondo di reciprocità, in modo che possano nascere nuove imprese e il progetto possa continuare “a cascata”. Lo stesso è successo in Argentina: un progetto di turismo sostenibile e solidale nel nord ovest che rientra in un programma ministeriale argentino più ampio. Il fulcro è stato scoprire con le comunità come il turismo sostenibile potesse essere un metodo per uscire dalle situazioni di difficoltà. Il nord ovest dell’Argentina è una regione quasi incontaminata: ci sono piccole comunità rurali sparse in un paesaggio stupendo. Queste comunità, ad esempio quella guaranì, hanno delle tradizioni incredibili legate all'artigianato e all'agricoltura: a un certo modo di fare agricoltura e artigianato. Tutto qquesto, che per loro era un capitale di sussistenza, può diventare un capitale importante quando si vuole raccontarlo agli altri e quindi portarci il turismo. Ovviamente un turismo di tipo sostenibile. Gli itinerari che sono nati e che si stanno pubblicizzando, rendono protagoniste le comunità; non è arrivato nessun grande albergo, nessuna catena multinazionale: le persone che vanno là, vivono con la comunità, fanno le cose che fa quella comunità, scoprono le loro tradizioni e, insieme alla comunità, scoprono i luoghi. In tutto questo quindi, ancor prima del turismo, c'è un aspetto di compartecipazione e condivisione.

Immagino che traspaia molto orgoglio del proprio luogo di nascita nel lavoro della comunità con i turisti.

Assolutamente si. Traspare soprattutto il fatto che non è un orgoglio di chiusura: “noi siamo migliori”, anzi. Ciò che abbiamo scoperto è l’orgoglio di far vedere, condividere, far conoscere. Il 9 maggio presenteremo la “seconda fase” sul turismo in Argentina: sono nate le imprese, abbiamo dato forza alle imprese; adesso dobbiamo far arrivare i turisti. Grazie al sostegno dell'ambasciata argentina in Italia e dell'ambasciata argentina presso la Santa Sede, faremo un incontro a Roma presso la Casa della Cultura Argentina per far conoscere agli operatori del turismo questi itinerari. Insieme alle comunità e ai partner locali, abbiamo selezionato degli itinerari che presenteremo e racconteremo; inviteremo le persone ad andare a scoprire questi posti, queste tradizioni e queste comunità. Ripeto, non è solo turismo: è andare a scoprire queste comunità e dare forza al loro sviluppo.

Foto: Voilia / Pixabay.com
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