Sport a scuola, il caso esemplare della pallavolo In evidenza

Scritto da   Martedì, 29 Maggio 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Il Volley S3 al Villaggio per la Terra 2018. Foto Smile Vision - Earth Day Italia

I campionati di calcio si sono conclusi da poco e gli sportivi di mezzo mondo vivono ora nell’attesa della Coppa del Mondo della prossima estate. Ma lo sport non è rappresentato soltanto dal mondo dorato e talvolta controverso del calcio. Alla base ci sono migliaia di società sportive e milioni di praticanti che dimostrano, come ha detto papa Francesco: “che non ci sono ostacoli né barriere che non possano essere superati […] un segno di speranza per quanti si impegnano per una società più inclusiva”.
Con quasi 350 mila atleti tesserati e circa 4500 società sportive, la Federazione Italiana Pallavolo rappresenta il secondo sport più praticato in Italia. Una disciplina che ha dato al paese grandi soddisfazioni vincendo mondiali e medaglie olimpiche, ma soprattutto, al contrario di altre federazioni, è riuscita a creare e mantenere un forte legame col mondo della scuola. Un rapporto tra sport e sistema scolastico che in Italia, purtroppo è molto carente.
Se ne è parlato in “A conti fatti” con Stefano Bellotti, responsabile dell’Area Sviluppo e Formazione della Federazione Italiana Pallavolo.

 

Quali sono i numeri, la radicazione, della Federazione Pallavolo in questo paese? Che momento storico è questo? Tendiamo a legare i momenti storici alle vittorie e alle sconfitte, ma in realtà poi c'è un movimento che va avanti a prescindere da queste cose. A che punto è la pallavolo italiana?

La pallavolo italiana vive veramente il momento storico: le posso anche dire che c’è una leggera controtendenza rispetto a tutto quello che sentiamo attraverso i telegiornali e leggiamo sui giornali. Siamo un movimento vivo e molto forte: parliamo di circa 5.000 società, con 350 mila atleti tesserati; e in più ci sono tante altre figure che completano questo numero. Insomma è una famiglia che supera le 450.000 unità. Quindi è un movimento davvero interessante, radicato sul territorio: siamo l'unica federazione che vanta sedi su tutto il territorio. Abbiamo 60 comitati sul territorio, il che significa essere molto radicati. Una grande attività che si svolge quotidianamente, perché ogni giorno si gioca a pallavolo nelle varie fasi dei campionati. Un movimento molto vitale. Ultimamente, nell'ambito dei nostri stati generali a marzo scorso, abbiamo ricevuto i dati dell'Istat, commentati dal prof. Enzo d'Arcangelo, che ci parlano in linea generale di un milione di praticanti la pallavolo: un milione di persone che si avvicinano alla pallavolo, non tesserati effettivi. Questo ci fa pensare che dobbiamo ulteriormente rimboccarci le maniche per continuare a portare avanti questo sport che non solo è bello, agonisticamente parlando, ma ha in sé valori secondo me fondamentali anche per la formazione delle persone, e in modo particolare dei giovani.

Ciò che colpisce un osservatore esterno è il rapporto stretto, strettissimo, di questo sport con la scuola: una cosa che non riesce ad altri sport, anche molto popolari. Per esempio ci sono campionati studenteschi di pallavolo…

Assolutamente sì. Il rapporto scuola-pallavolo dura da anni. Siamo sicuramente tra i primi, se non il primo sport giocato nella scuola, grazie anche al fatto che le palestre hanno misure che consentono, come minimo, di avere un campo di pallavolo all'interno. È importante dire che la diffusione nella scuola è garantita dalle nostre società, che hanno stretto dei rapporti importanti: da una parte aiutano la scuola nello svolgimento delle attività motorie, quindi i nostri progetti sono sempre stati di supporto al mondo della scuola; nello stesso tempo vogliono anche essere dei punti di riferimento anche per lo sviluppo dei valori. Per noi la scuola è un obiettivo importante. Abbiamo un grande partner, che ci ha sempre accompagnato nel mondo della scuola: Kinder+ Sport, che ha creduto nei nostri progetti. Grazie a questa sinergia siamo sempre riusciti a portare dei progetti interessanti. L'ultimo è il Volley S3, che vuole rilanciare questo rapporto con la scuola attraverso le “S” di “spike” e “schiacciata”, ma che è declinatore di valori. Uno dei valori importanti è quello della socializzazione: la scuola è il primo momento di socializzazione di un ragazzo e noi vogliamo essere proprio lì, nella scuola, con il nostro sport, con una proposta simpatica divertente, entusiasmante, per accompagnare questi ragazzi nel loro percorso educativo scolastico. In una società che non sempre tiene tutto questo come punto di riferimento, noi crediamo nel rapporto con la scuola. I campionati studenteschi sono una manifestazione bellissima, in cui le scuole d'Italia si confrontano nelle varie fasi, da quella d’istituto fino a quella nazionale; vivono la parte agonistica, ma quello che è bello è che vivono anche momenti di grande festa, coesione ed entusiasmo, costruendo quei piccoli eventi che poi ritornano successivamente nella vita di un ragazzo. Personalmente, ricordo con grande entusiasmo e passione quei grandi, piccoli eventi che ho vissuto dall'interno dei campionati studenteschi.

Ha accennato al Volley S3. Come si pratica questo gioco, molto inclusivo?

È la nuova proposta che, tengo a dire, non dimentica nulla del passato. Veniamo da anni di minivolley, e quanto fatto di buono l’abbiamo incluso in questo nuovo progetto che si chiama “Volley S3”. È un progetto che dal punto di vista tecnico si basa sulla “S” di schiacciata. La schiacciata è il fondamentale della pallavolo che più ci identifica. Se si chiede a un bambino: “Che cosa ti piacerebbe fare della pallavolo?”, sicuramente la risposta immediata è: schiacciare. Partendo da questo abbiamo creato tutto un sistema per permettere ai bambini, dal più piccolo al più grande, di schiacciare da subito; quindi: rete bassa, palloni studiati ad hoc, e una formula di gioco che si basa sulla flessibilità. Non c'è uno standard di misure o numero di giocatori: l’indicazione per tutti è di poter giocare, comunque e ovunque. Quindi in due, quattro, sei o dodici, si può comunque giocare a Volley S3. Naturalmente ci sono poi i tornei ufficiali, con regole sancite dalla Federazione che consentono lo svolgimento delle attività.
I bambini si divertono schiacciando, attraverso due formule di gioco. Uno è proprio l’”S3”, la pallavolo dei piccoli. L’altro è lo “Spike ball”, detto appunto “Gioco della schiacciata”: ha la caratteristica che il colpo d'inizio, di avvio dello scambio, è proprio una schiacciata nel campo avversario. Questo lo possono fare sia i bambini piccoli che i ragazzi più grandi nelle scuole superiori, attaccando il campo avversario. La pallavolo si svolge così: non c'è contatto fisico, c'è una rete in mezzo che nel nostro logo è rappresentata dal termine “volley”; questa rete deve essere attaccata con il gesto tecnico della schiacciata, che vorremmo fosse messa in grande risalto per tutti i bambini con queste nuove formule di gioco.

Una grande promozione verrà tra pochi mesi da un grande evento sportivo: i mondiali di volley a Roma. Che momento è questo per le nostre nazionali? Abbiamo una grande tradizione sia in campo maschile che femminile.

Siamo in preparazione. Organizzeremo il Campionato del Mondo in Italia: partiamo da Roma il 9 settembre, poi avremo diverse città interessate: Bari, Bologna, Milano e il gran finale Torino, dove confluiranno anche i gironi che si giocano in Bulgaria. Infatti questo è il primo Campionato del Mondo della storia che si gioca in due nazioni contemporaneamente: Italia e Bulgaria. La nazionale maschile ha questo appuntamento, che non solo è un Campionato del Mondo, ma si gioca in Italia; quindi si sta preparando. Hanno iniziato, e sarà un percorso da valutare giorno dopo giorno, senza creare troppe pressioni. Si viene da una stagione importante: poche settimane fa si è concluso il Campionato con una finale giocata al meglio delle cinque partite, con grande fatica per i nostri giocatori. Quindi dovranno avere il tempo di costruirsi il percorso per arrivare pronti a quel momento. Sono convinto che lo staff stia lavorando già in questa direzione. Abbiamo fatto le prime amichevoli e abbiamo già avuto delle risposte importanti. Vedremo poi, strada facendo, ch cosa ci riserva l'estate. La nazionale femminile prepara il suo Campionato del Mondo di ottobre che non si giocherà in Italia. Anche lì abbiamo un percorso importante: l'allenatore Davide Mazzanti ha fatto un fortissimo cambio generazionale; sta investendo sulle nostre giovani che vengono da progetti importanti della Federazione, come il Club Italia. Dobbiamo dargli il tempo. Questo è il grande segreto. I grandi risultati si costruiscono con il tempo, lavorando in silenzio e tranquillità per cogliere poi il grande risultato nel momento più importante.

Il Volley S3 al Villaggio per la Terra 2018. Foto Smile Vision - Earth Day Italia
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