Valentina Vezzali. Con #4women4earth contro la violenza sulle donne e sul pianeta In evidenza

Scritto da   Martedì, 12 Marzo 2019 12:45 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Valentina Vezzali. Con #4women4earth contro la violenza sulle donne e sul pianeta

Il 7 marzo, alla vigilia della Giornata internazionale della Donna, Earth Day Italia ha rilanciato la campagna #4women4earth che unisce la lotta contro la violenza sulle donne a quella contro la violenza sul pianeta.
Tra i testimonial più apprezzati di questa campagna Valentina Vezzali, la più grande schermitrice di sempre, sovrintendente della Polizia di Stato consigliere federale di Federscherma, ma soprattutto mamma e donna.
All’interno di “A Conti Fatti”, programma a cura di Economia Cristiana trasmesso da Radio Vaticana Italia, la sua testimonianza.

 

Valentina, sei stata tra i primi aderenti della campagna #4women4earth. Cosa lega dal tuo punto di vista la questione ambientale con quella della parità di genere e della violenza sulle donne?
Io credo che il nostro pianeta, Madre Terra, ci abbia dato tantissimi frutti che ci permettono di vivere. La donna e la terra sono molto simili.
La donna mette al mondo dei figli, cerca sempre di portare avanti quello in cui crede, riesce a fare più cose in contemporanea. Entrambe generano, la donna genera i figli, la terra quello che noi vediamo.

Il mondo sportivo vive dei pregiudizi? Penso a sport pensati quali esclusivamente maschili, o femminili o al fatto che non sempre le atlete di determinate discipline vengono trattate da professioniste.
Io ho avuto la fortuna di nascere e crescere in un ambiente dove maschi e femmine dal punto di vista sportivo sono trattati esattamente allo stesso modo, anzi forse si parla più al femminile che al maschile, forse perché noi femminucce vinciamo di più.
Purtroppo però la realtà nella quale sono cresciuta non è una realtà che si vive nella generalità, anzi purtroppo nel nostro paese ancora ci sono discriminazioni in questo senso. Ci sono sport professionisti al maschile, ma non al femminile bisogna: rimboccarsi le maniche affinché anche le donne possano avere le stesse opportunità concesse agli uomini.

Tu vieni da uno sport in cui il nostro paese è un’eccellenza assoluta, soprattutto la squadra femminile seppure anche la maschile ci abbia dato parecchie soddisfazioni. Hai mai percepito una differenza di trattamento rispetto ai tuoi compagni di squadra uomini, magari in altri contesti?
La scherma mi ha permesso di poter sviluppare tutto il talento che avevo dentro ed è grazie alla scherma che oggi le atlete donne che decidono di diventare mamme, di mettere al mondo un figlio, possono decidere se continuare la carriera o meno.
Nel 2005 all'indomani delle olimpiadi di Atene ho messo al mondo Pietro, 9 giugno 2005, e grazie al presidente federale che ha creduto in me il 9 ottobre ho disputato il campionato del mondo e mi sono ritrovata sul gradino più alto del podio vincendo il mio quarto mondiale. Non ci credevo, ma una donna che diventa mamma diventa ancora più forte; la vittoria più bella non è stata tanto quella del mondiale visto, quanto la presa di coscienza che un’atleta donna può tornare a competere dopo la maternità, non solo ad alti livelli, ma addirittura dimostrando di essere capace di vincere un campionato del mondo.
Questo ha fatto sì che la federazione prevedesse una ad una norma da inserire nello statuto a tutela delle atlete in maternità che congela la posizione di rating italiano e la posizione di indennità. Questa norma è stata poi inserita nello statuto del Coni e quindi vale per tutte le federazioni.

Sei anche un funzionario della Polizia di Stato. E' stata fatta strada dalle forze dell’ordine su questi temi?
In Polizia si sono fatti tantissimi passi avanti. Ci sono tantissime donne funzionarie che ricoprono sempre più ruoli importanti e quando le donne ricoprono i ruoli importanti non so per quale motivo, forse per quella nostra natura di essere multitasking, le cose funzionano meglio.
Non me ne vogliano i colleghi, ma le donne quando vogliono e si mettono in testa qualcosa hanno una marcia in più, forse proprio per la nostra natura di essere mamme, mogli, custodi della famiglia e la capacità di metterci in discussione ogni volta per riuscire a fare tutto e farlo nel migliore dei modi.

Hai sempre manifestato una grande attenzione ai temi dell’ambiente. Quali sono gli insegnamenti che la politica dovrebbe prendere dallo sport per preservare l’ambiente?
Lo sport ti insegna a conoscere il tuo fisico, a capire il tuo corpo, a lavorarci sopra per superare i tuoi limiti, anche perché l'avversario ti permette di conoscere te stesso.
Lo sport ti insegna a condurre stili di vita attivi e credo che sia fondamentale poter fare tutto questo in un ambiente sano; è bellissimo allenarci all'aria aperta, io adoravo correre al campo di atletica dove c'era tantissimo verde.
Dobbiamo preservare il nostro ambiente perché credo sia doveroso lasciare ai nostri figli un posto migliore rispetto quello in cui stiamo vivendo noi.

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