Ripa dei Sette Soli : "Rinascere Insieme Per Amore"

Scritto da   Sabato, 17 Novembre 2012 20:33 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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San Francesco a Ripa: per un romano medio è un luogo di passaggio nel cuore di Trastevere, ma per alcuni è divenuta da circa un anno ad oggi un luogo dove essere accolti, compresi e sostenuti per ripartire nella vita dopo mille disavventure. Infatti da ottobre 2011 i frati Francescani Minori presenti in questa chiesa hanno cominciato ad accogliere nelle loro strutture persone senza una casa, una famiglia, un lavoro e nessun punto di riferimento. E da Giugno 2012 è nato il progetto “RIPA dei Sette Soli”, un centro di accoglienza notturna per senza tetto.

Frate con ospite“Ripa” non è solo un dormitorio, ma significa "Rinacere Insieme Per Amore". Un progetto che "viene offerto a uomini che hanno perso il lavoro e non hanno più famiglia o amici, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche, religiose e dalla cittadinanza di origine - spiega Fra' Roberto, coordinatore dell'iniziativa assieme a Padre Domenico - Abbiamo creato uno spazio di gratuità nella fraternità francescana, un luogo dove poter ricominciare a prendere un cammino di speranza e di reinserimento lavorativo." E, infatti, nei mesi che hanno seguito la nascita del progetto, grazie all’apporto della rete di giovani volontari che si sono riuniti ad aiutare i frati, sono nate una serie di iniziative collaterali che permettono agli ospiti di rimettersi in gioco.

Non solo un tetto, non solo una nuova casa ed una famiglia con cui stare, ma un nuovo avvenire che ogni giorno si costruisce nella vita comunitaria degli ospiti, dei frati e dei volontari: un vero e proprio percorso di crescita che si articola in tre diversi livelli di accoglienza, come si legge sul sito del progetto( www.ripadeisettesoli.org). Il primo passo è il “Rifugio” dove per circa due mesi viene offerto alla persona accolta il tempo per riprendersi dalla fatica della vita di strada e discernere, con l’aiuto dei frati, se cominciare un percorso di formazione o di lavoro in uno stile comunitario, di fraternità. In casi di necessità l’ospitato è indirizzato anche a particolari centri specifici di aiuto per la lotta alle tossicodipendenze o per la cura di problemi psichiatrici. Tutto in funzione di una sempre più crescente stabilità che restituisca dignità alla persona ospitata.

Al termine del periodo di Rifugio, chi decide di proseguire si impegna, sostenuto da un Tutor, a cominciare un vero e proprio progetto di vita personale nel quale scoprire e riscoprire le proprie speranze e i propri percorsi che a causa della vita di strada erano stati abbandonati. Nella vita di fraternità che da l’impronta al progetto Ripa si da spazio in modo particolare alle personali attitudini e risorse che possono essere il motore per la ripartenza dell’ospite.

Una volta stabilito un cammino da percorrere insieme ai volontari e ai frati, coloro che hanno vissuto un periodo in fraternità e con i quali si è maturato uno specifico programma di recupero e di responsabilizzazione possono proseguire questa vita di fraternità in una casa presso Villa Adriana di Tivoli, offerto ai frati dalla associazione laica di volontariato San Vincenzo de’ Paoli. “Villa de Settesoli”, primo nucleo di accoglienza della diocesi di Tivoli, è un luogo dove gli ospiti stessi diventano completamente protagonisti di una vita comune e della gestione della casa, assistiti da una famiglia di volontari. Grazie a questo appoggio “alcuni di loro hanno trovato una sistemazione lavorativa nel settore edile e della ristorazione” come si legge sempre dal sito del progetto.

A sostegno di Ripa dei Sette Soli nei pochi mesi di vita sono già nati tanti progetti che permettono agli ospiti di partecipare al sostenimento delle attività, sia in modo diretto che attraverso la formazione professionale, come per esempio il laboratorio artigianale-artistico o il laboratorio informatico. In particolare dall’estate 2012 è partito il progetto SPQR, ovvero "Servizio Problema Quotidiano Risolto", che intende favorire il re-inserimento lavorativo offrendo a chi ha necessità(anziani, famiglie e aziende), servizi di riparazioni, lavori di tinteggiatura, muratura, elettricità, falegnameria, idraulica, piccoli traslochi e lavori simili. Il tutto a offerta libera, perché “Il progetto Ripa crede fermamente nella gratuità evangelica e si basa su questo presupposto fondamentale” come si legge in un comunicato della Fraternità Feconda Ripa dei Settesoli che prosegue dicendo “Questa offerta contribuirà a ridare speranza e fiducia a tutti coloro che desiderano nella vita un occasione, una chance per ricominciare…”.

È con lo stesso spirito di gratuità e fraternità che nasce l’altra grossa iniziativa di autofinanziamento che Ripa ha messo in piedi. Recuperando la formula del “Friar Pub”, già da anni sperimentato presso la fraternità dei Frati Minori presso il Palatino(www.fratipalatino.org), a San Francesco vengono aperte nel fine settimana le porte dei suoi locali per condividere in una atmosfera di festa il progetto di accoglienza: gli ospiti e i volontari come se fosse un vero pub dallo stile “francescano” accolgono chiunque voglia conoscere la realtà di Ripa.

Un luogo di Roma e del francescanesimo che ritorna a vivere pienamente il suo spirito di fraternità e di accoglienza a servizio della Povertà. Proprio in questi luoghi San Francesco d’Assisi amava soggiornare quando sostava a Roma, ospite di Jacopa dei Sette Soli, nobile romana proprietaria del terreno dove oggi sorge il convento, che abitualmente accoglieva i poveri e i pellegrini in un ospizio da lei diretto. E ancora oggi quel luogo mantiene fede alle sue radici, i poveri e pellegrini trovano un rifugio e uno stimolo per ripartire.

 

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.ripadeisettesoli.org/

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